Alert - Nibiru is coming

Il Pensiero di Angeli in Astronave

Angeli in Astronave è distaccato da tutti coloro che professano amore…e in realtà guadagnano con la sapienza che non gli appartiene… ribadisco …nomi altisonanti … artefatti di strani effetti speciali …visivi o non… strumentalizzare… gruppi di appartenenza…donazioni … plagio… bugie da effetto… mancanza di umiltà… falsi nel pubblico…violenti nelle mura domestiche… guru e maestri …diffidate da ogni cosa artefatta… l’Amore unisce in semplicità…non ha bisogno di una carta scritta…la Verità non si vende ne si compra…fatene tesoro… Dolbyjack!

"Con riferimento al Decreto legislativo 9 aprile 2003, n.70 che si occupa di Attuazione della direttiva 2000/31/CE. Facendo anche riferimento al libro verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e di informazione COM (96) 483, il presente sito web: (Angeli in Astronave) è fruibile a soli Maggiorenni e pertanto proibito a tutti coloro che siano sofferenti psichici o vulnerabili ad informazioni di questo tipo e quindi influenzabili dal punto di vista psicologico.”

Buona Navigazione Cari Angeli, Namasté..

Video Discosure-Nibiru e Mauro Biglino

Riflessioni

La dottrina e pratica più blasfema della Chiesa Cattolica è quella della transustanziazione e del sacrificio della messa. La transustanziazione (fatta dogma dal concilio Lateranense IV nel 1215, elaborata in seguito da Tommaso d'Aquino e sancita definitivamente dal Concilio di Trento) insegna che: il pane e il vino, al momento della consacrazione vengono dal sacerdote cambiati nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo (ogni giorno quindi vengono all'esistenza migliaia e migliaia di nuovi Gesù). La Scrittura insegna che nella cena c'è solo la presenza spirituale di Gesù (Luca 22:19-20; Giovanni 6:63; 1 Corinzi 11:26). Inoltre, nell'adorazione dell'ostia, la Chiesa di Roma adora un dio fatto dalle mani di uomini. Questo è il colmo dell'idolatria, ed è completamente contrario allo spirito del Vangelo che richiede di adorare Dio in spirito e verità (Giovanni 4:23-24). Carlo Fumagalli ex prete ed antropologo

Rasoio di Ockam suggerisce che: "tra varie spiegazioni possibili di una data osservazione, quella più semplice ha maggiori possibilità di essere vera".

DA QUANDO E' DIVENTATO REATO AVER CARA LA VITA?

"Nessuna causa è persa finché ci sarà un solo folle a combattere per essa".

Disclose.tv - ANONYMOUS MESSAGE TO NASA ABOUT ETS
http://www.disclose.tv/action/viewvideo/104638/ANONYMOUS_MESSAGE_TO_NASA_ABOUT_ETS/ Agenzia spaziale più importante del mondo, ti abbiamo osservato e ascoltato per molto tempo, siamo contrariati dalle tue costanti smentite e insabbiamenti, sappiamo tutti i tuoi piccoli e sporchi segreti e i trucchetti che usi. Sappiamo come hai falsato tutte le immagini della superfce dei pianeti e dei satelliti che li circondano, sappiamo come hai falsato e nascosto la verità al mondo. Ora abbiamo abbastanza filmati immagini e informazioni che tu non hai. Saremo capaci di mostrare la verità e lo faremo presto, pensi che stiamo bleffando? allora ascolta, la complessità della loro abilità è incomprensibile[...]l'ormeggio dei loro veicoli sembra molto NASA(non diciamo di più) è per i tuoi trucchi?Sappiamo anche come hai rilasciato strani fotogrammi che mostrano dischi che visitano e poi lasciano la terra e hai consigliato agli astronauti di menzionare volta per volta gli ufo, questo è per far credere che sai molto poco di quello che stà accadendo (mentre altri pensano di aver trovato la verità) ma in realtà la verità è così incomprensibilmente vasta e così semplice che sfugge anche ai migliori dispositivi e menti. Ora, sai che facciamo sul serio. Ora ci rivolgiamo a tutti i cittadini del mondo, le entità extradimensionali non sono malvagie come vogliono farvi credere, al contrario, hanno creato il nostro universo quindi sono presenti da prima di noi, non c'è nienti di cui temere, questo è l'inizio della rivoluzione spirituale ed evoluzione della specie umana Traduzione per Angeli in Astronave Raffaele V.

mercoledì 30 novembre 2011

Atlantide...l'America

Atlantide...l'America

Il Giornale Onlinedi Alessandro Bardi
Quella di Atlantide é una questione troppo enfatizzata, un falso mistero spiegabile ricorrendo all'analogia con la geografia conosciuta. Come molti sostengono la sua narrazione é stata forse usata a scopo di rappresentare certe idee. Platone stesso, secondo i suoi seguaci, intendeva dare con la narrazione su Atlantide un'allegoria delle sue dottrine teologiche. Vi allude Proclo. Porfirio vede nella battaglia tra Atene e Atlantide la lotta tra demoni materiali e le anime che scendono nella genesi che vengono assalite; mentre Giamblico vede in essa la contrapposizione tra Uno e Diade (Eunapio vita di Porfirio p. 227).
Il mito platonico di Atlantide é una favola moralista che vuol alludere all'orgoglio che distrugge tutto ciò che é soltanto umano e che si sostituisce al divino. Il disastro é solo un escamotage narrativo per inscenare la rovina e il castigo della vanità degli uomini ed é strettamente connesso con la storia e la sua morale. Molti filosofi antichi dubitavano del valore storico del mito atlantideo. Atlante, il titano che regge il mondo allude alla potenza umana e il continente col suo nome forse vuol fare di questa simbologia la morale della storia.
Gli scienziati obiettano: come fu possibile che si sia potuto verificare un terremoto di così vaste proporzioni da far inabissare un intero continente e per di più in un giorno e una notte? Obiezione sensata ma che non demolisce la teoria che si trattasse in realtà di una terra conosciuta e tutt'ora esistente. Essendo posta oltre lo stretto di Gibilterra ci sono buone ragioni per sostenere che si trattasse dell'America e che gli atlantidi che invasero il Mediterraneo e tentarono l'assalto di Atene non fossero che gli aztechi ed é probabile che vi sono stata non una ma diverse guerre anche con altri popoli del Mediterraneo.
Ad esempio la parola Oricalco potrebbe derivare da una parola azteca e suonare come "oricalc". Se si tratta del rame oppure di un altro metallo é forse difficile da stabilire. L'arcipelago di sette isole di cui la più grande con la capitale era dedicata al dio del mare forse allude ad una diversa geografia delle isole caraibiche.
Quali distruzioni repentine avrebbero potuto far svanire nel nulla un simile colosso? La trasformazione catastrofica repentina é certamente inverosimile. Non parlerei neppure di distruzione. Ma il terremoto é meno credibile. Gli Aztechi dovettero emigrare in Messico per abbandonare terre ormai allagate, un vero pantano. E si costruirono per tempo delle imbarcazioni per vero e proprio esodo che interruppe le guerre con i popoli mediterranei ad essi relativamente vicini essendo allora parte di un potente impero ubicato nei pressi delle Azzorre.
Tutto questo contrasta:
1) con la teoria evolutiva che impone l'origine recente della civiltà
2) la negazione di un'antica civiltà mondiale per la quale non esistevano terre ignote e che spiegherebbe le tradizioni universali
Tralasciando le stramberie sull'identificazione in essa della culla della civiltà e nel suo cataclisma del diluvio, della supertecnologia, delle collocazioni alternative, della caduta dell'asteroide o della sua fine per via di attacchi occulti forse, tolto tutto ciò che finisce per essere un'incrostazione, rimane la verità più banale. La presenza della dorsale atlantica nei fondali oceanici dimostra che non vi é stata mai in quell'area geografica il mitico continente, né i presunti ritrovamenti al largo di Bimini dimostrano che vi fossero i suoi resti perché, anche ammettendo che si tratti del continente, perduto essi potrebbero essere invece vestigia della civiltà un tempo florida su un'isola prossima alla Florida o una parte di essa poi sommersa.
Gli africani occidentali affermano di provenire da Gondwana e i miti indiani ne parlano come una terra separata. Sarebbe stata un'isola al centro dell'oceano indiano in quanto ne parlano solo le nazioni della costa che probabilmente era la parte dell'Africa più vicina da raggiungere per mare da est. Gondwana e Mu sono forse identiche e s'identificano nell'Australia. Le scimmie lemuri ed altre speci e piante furono portate per mare. Il nome significa terra dei gond che sono una popolazione del subcontinente indiano imparentata con gli aborigeni australiani.
L'America settentrionale, l'isola situata nell'atlantico erano e le isole britanniche erano unite secondo le tradizioni gallesi? Ciò riguarda solo il fatto che queste erano più estese. I polinesiani affermano che le loro isole un tempo erano parte di un continente più vasto ma si applica la stessa spiegazione per le tradizioni platoniche. Forse la terra di provenienza degli aztechi, che fu in piccola parte sommersa o solo vittima di tempeste, era Cuba o le Azorre. Essi affermavano non che furono sommerse ma che furono inondate. Gli aztechi parlano di un'inondazione e non di un bradisismo in relazione alla loro terra di origine Atlantide: era forse Haiti o Cuba? Appurato che Atlantide é l'America la guerra navale tra atlantidi (aztechi) e greci era una guerra tra est e ovest. Non solo i terremoti non avrebbero potuto annientare terre così estese ma anche una graduale modificazione avrebbe potuto, sia pure in un milione di anni, cancellare aree così vaste da occupare tre oceani.
Cayce collega le due terre e fa risalire l'antianimalismo americano agli esperimenti citati più avanti. I "cristalli" sono gigantesche lenti usate per bruciare eserciti e navi simili a quelle di Archimede che i toltechi fissavano sulle loro piramidi. Sono forse simili alle armi de La razza futura. I "Figli della Legge di Uno" e i "Figli di Belial" sono i maghi bianchi e neri anche se il veggente ha voluto vedervi socialisti e conservatori. Assomigliano ai "Figli di Dio" e "Figli di Belial" esseni e sicuramente la terminologia l'ha presa da lì.
Gli "uomini-bestia" usati come schiavi prima animali poi subumani e poi umani modificavano con mezzi magici, ovvero il doppio, l'embrione farlo regredire e rendere le loro creature docili strumenti da lavoro o da guerra. Sono simili all'homunculus e al golem (la terra collegata ad Adam é la materia prima) analoghi alle creature di Oduarpa dei teosofi. L'oricalco (oricalc in origine) era molto probabilmente una lega metallica sconosciuta e il nome é un'ulteriore prova dell'identificazione nell'America. Il comunismo imperiale atlantideo era proprio dell'impero tolteco ed era rimasto tra gli incas ed era simile a quello indiano primitivo.
Iperborea era per i greci una terra polare, molto probabilmente l'Islanda. Ultima Thule somiglia stranamente a Tollan e potrebbe essere la Groenlandia un tempo parte dell'America-Atlantide. Le tradizioni non parlano di una distruzione. La civiltà non é stata preceduta dalla barbarie ma é l'inverso ovvero popoli come quelli africani o amerindi erano un tempo civili come raccontano nelle loro tradizioni. Uomini e dinosauri convivevano ed erano entrambi colossali. Non bisogna credere ad un complotto scientifico. Quanto ai resti dei giganti basta non riconoscerli non vi é alcun bisogno di distruggerli o nasconderli. Le costruzioni colossali e progredite si spiegano con la forza e l'intelligenza prodigiose dei giganti.
Durante le catastrofi manvantariche avverrebbero delle selezioni e delle nuove creazioni umane ad opera del Manu. La distruzione di fuoco é il risveglio e quella d'acqua é una rigenerazione eterica. Fuoco e acqua sono troppo assimilabili ad una simbologia più che a eruzioni vulcaniche e inondazioni. Il karma o le punizioni divine sono limitate a nazioni e individui mentre il mondo é retto da cicli e leggi cicliche. Il diluvio di Noé pose fine all'età dell'oro e non é quello manvantarico. La titanomachia pose fine all'età dell'oro e la gigantomachia, la guerra dei giganti contro l'Olimpo che sovrapposero il Monte Ossa e il monte Pellia per scalare la reggia degli Dei, all'età del bronzo. Iperborea per gli antichi non era tutt'uno con l'Europa e l'Asia come per i teosofi.
Il romanzo utopico La nuova Atlantide identificava proprio nell'America il continente scomparso e Ponce de Leon lo cercò là. Il mistero semmai é come conoscessero l'intero planisfero. Nel '500 e nel '600 Guillaume Postel, John Dee, Sanson, Robert de Vangoudy e molti altri cartografi chiamarono l'America col nome di Atlantide. Del resto sappiamo che essa era situata oltre le colonne d'Ercole. "un'isola grande quanto "Africa e Asia messe insieme" (Turchia e Libia) potrebbe comprovare che si tratta di un' isola caraibica.
La deriva dei continenti
Ciò che vi é di bizzarro é l'idea che vi siano delle placche che si muovono sul manto terrestre, che il nostro pianeta sia costituito da una massa fluido-viscosa e che queste placche fossero in origine combacianti come un puzzle. Non ci vuol molto a capire che camminiamo su di una massa ben solida, per nulla "fluido-viscosa" e ancor meno mobile! Ciò che i geologi affermano non é meno dogmatico di quello che affermano i fisici sull'atomismo da nessuno mai verificato con prove oggettive (es. foto). I terremoti sarebbero solo fenomeni di assestamento collegati al moto di queste "zattere" continentali. Vi é una stretta relazione tra il moti degli astri e i terremoti. E' studiando i pianeti e le stelle che si possono prevedere queste catastrofi in quanto sono il prodotto di quegli influssi.
Il continente di Atlantide era abitato da quattro razze del tutto distinte. Esse si risuddividevano in altrettanti popoli. L'impero tlavatl-tolteco dominò più a lungo tra le civiltà di Atlantide erano gli antenati degli aztechi. Vi erano i turani-mongoli che erano organizzati in modo militaresco e collettivista, i semiti (gli accadi sono semiti) e i bianchi antenati degli hopi nemici dei toltechi che infine conquistarono. La lingua tolteca e molte delle opere civili di quel popolo fu usata un pò da tutti i popoli che in gran parte e per lunghissimo tempo furono loro soggetti o schiavi. Molti pellerossa sono infatti bianchi, come gli Hopi, o semiti o mongoli o di razza rossa. Alcune tribù (come i Lakota) migrarono a causa dei grandi diluvi nelle terre ad Est.

http://www.altrogiornale.org/news.php

martedì 29 novembre 2011

DOSSIER UFO E VATICANO

Abbiamo già affrontato ampiamente l'argomento anche con la sezionePapi e personaggi religiosi di Nonsoloufo.

Qui riportiamo le cinque parti dell'eccezionale studio condotto da Cristoforo Barbato sull'argomento.
I cinque testi sono: "Cristianesimo, angeli e vita extraterrestre (Prima Parte)", "Cristianesimo, angeli e vita extraterrestre (Seconda Parte)", "Il sapere disceso dal cielo", "Dal Cielo alla Terra" e "La Chiesa si prepara ad un contatto alieno?".

Gli articoli sono stati pubblicati sui numeri dal 168 al 172 di "UFO Notiziario" dell'anno 2009.


parti seguenti:    

CRISTIANESIMO, ANGELI E VITA EXTRATERRESTRE (Prima Parte) »
CRISTIANESIMO, ANGELI E VITA EXTRATERRESTRE (Seconda Parte) »
IL SAPERE DISCESO DAL CIELO »
DAL CIELO ALLA TERRA »
LA CHIESA SI PREPARA AD UN CONTATTO ALIENO? »

http://www.edicolaweb.net/ufost25a.htm

MA QUALI MILIONI DI ANNI... I DINOSAURI PASCOLAVANO BEATI MENO DI 20.000NNI FA

MA QUALI MILIONI DI ANNI...
I DINOSAURI PASCOLAVANO BEATI MENO DI 20.000NNI FA

di Francesco Lamendola
per Edicolaweb

La scienza "ufficiale", ossia quella condivisa dalla comunità accademica internazionale, debitamente evoluzionista e darwiniana, sostiene, come è noto, che i dinosauri si estinsero sessantacinque milioni di anni fa: forse per la caduta di un meteorite ed i successivi sconvolgimenti climatici (ipotesi catastrofista), forse per la silenziosa concorrenza dei mammiferi, che ne divoravano le uova (ipotesi gradualista) o per altre cause ancora.

Quanto all'uomo, della cui discendenza da un antico primate parente della scimmia, probabilmente il Ramapiteco, non dubita affatto, essa ne colloca l'origine all'incirca un milione di anni or sono; al massimo, a due milioni di anni, stando alla scoperta di un nuova specie di ominide, avvenuta nel 2003 in una caverna dell'isola indonesiana di Flores, che non appartiene né alla specie "Homo sapiens", né a quella dell'"Homo neanderthalensis" e che è stata ribattezzata, appunto, "Homo florensis".
La logica conseguenza dell'accostamento di questi due dati è che l'uomo e i dinosauri non poterono in alcun modo vivere insieme, perché separati da una distanza temporale di oltre sessanta milioni di anni: e la scienza ufficiale ammette, tutt'al più, margini di errore di qualche centinaia di migliaia d'anni, forse di un milione o due; mai e poi mai, però, ammette la possibilità di un errore così macroscopico, che, oltretutto, rivoluzionerebbe tutte le nostre conoscenze sulle condizioni di vita dei nostri lontanissimi antenati.
E se invece le cose stessero altrimenti e l'uomo avesse coabitato con i dinosauri, a dispetto di quello che affermano e che credono di sapere gli scienziati accademici?
Il sospetto si era già affacciato nell'anticamera della comunità scientifica con il ritrovamento di alcuni reperti fossili anomali, ad esempio l'impronta di un piede umano, anzi di mocassino con tanto di cuciture, in una roccia del Nevada antica duecento milioni di anni; e poi, con più insistenza, con il ritrovamento delle cosiddette "pietre di Ica", in Perù, nelle quali sono raffigurati, tra l'altro, uomini e dinosauri insieme, ma che vennero prontamente dichiarate un clamoroso falso (anche se permane il dubbio che una parte almeno di esse non lo siano affatto).
Ora, però, le cose stanno cambiando, perché proprio alcuni scienziati della stimata comunità accademica internazionale hanno rivoluzionato tutte le nostre certezze in materia, perfezionando la tecnica della datazione al radiocarbonio sulle ossa contenenti ancora quantità considerevoli di collageno, che non si deteriora con il tempo; tecnica che ha prodotto dei risultati a dir poco sensazionali.
In base a tale sistema, risulta che gli ultimi dinosauri sarebbero scomparsi solamente una ventina di migliaia d'anni fa e che, di conseguenza, essi certamente convissero con la specie umana: come potrebbero suggerire alcune raffigurazioni, peraltro controverse, provenienti dal mondo antico, ad esempio certi bassorilievi dell'area mediorientale e nordafricana che, finora, erano stati interpretati in senso puramente simbolico o allegorico; valga per tutti il caso delle tavolette di Narmer, nel Basso Egitto, in cui compaiono due stranissimi animali dal collo smisuratamente lungo, tenuti al guinzaglio da sorveglianti umani.
Una ulteriore conseguenza di tali nuove misurazioni è che tutto il castello dell'ipotesi evoluzionista - ché di una semplice ipotesi si tratta, non scordiamocelo mai, oltretutto seriamente messa in dubbio dalla sopravvivenza di piante e animali, come il Gingko Biloba o il Celacanto, antichi di oltre trecento milioni di anni e dunque rimasti identici a se stessi dal Carbonifero ad oggi - viene a franare miseramente, perché non ci sarebbero più quei tempi lunghissimi di cui gli esseri viventi necessitano, secondo gli evoluzionisti, per trasformarsi incessantemente, dando origine a sempre nuove specie.
Riportiamo una parte dell'intervista concessa dal paleontologo Hugh Miller ad Augusto de Izcue per la rivista mensile "Radici cristiane" e dell'intervento di Josef Holzschuh, Jean Pontcharra e dello stesso H. Miller (1):

«...L'evidenza è ormai schiacciante. Nei miei 25 anni e più di ricerche, sia sul campo che in diversi laboratori, sono arrivato alla conclusione che tutti quegli anni [cioè i tempi lunghissimi postulati dalla teoria dell'evoluzione] semplicemente non esistono. E questo, a mio parere, è una delle falle più vistose dell'evoluzionismo. Cioè, fisicamente non è esistito il tempo necessario per portare avanti il processo evolutivo, come loro lo propongono.
Per esempio, mi richiamo a ciò che ho detto nella mia relazione sulla datazione al C14 di ossa di dinosauri, che è la mia specialità. Essa mostra senza ombra di dubbio che i dinosauri non hanno più di 22-30.000 anni, anziché i 65-225 milioni suggeriti dagli evoluzionisti. Questo è un tempo troppo breve per un processo di macro-evoluzione. In conclusione possiamo dire che in assenza di lunghi periodi di tempo, l'ipotesi evoluzionista perde tutto il suo valore scientifico.
Non solo, ma credo che sia una teoria molto dannosa per la scienza, una teoria che ha fatto molto male perché ha impedito che certi orizzonti venissero esplorati, proprio perché contraddicevano quest'ipotesi.
Ecco il problema. I dinosauri sono spariti appena poche migliaia di anni fa. Veda, per esempio, quei tanti disegni antichi, e che vanno dal 5.000 a.C. fino a non più di 2.000 anni fa, ove sono rappresentati dinosauri esattamente come noi, paleontologi, li conosciamo. Solo che noi li conosciamo dallo studio delle ossa.
Perché persero i dinosauri il loro posto nel nostro ecosistema? L'ipotesi che si fa largo è l'azione dell'uomo. Gli uomini si sono moltiplicati fino a coprire la Terra, mentre i dinosauri sono spariti.
Il fatto è che l'uomo è intelligente. Prenda, per esempio, un tirannosauro rex. Era una creatura assolutamente terrificante, alta quattro metri, ma bastava tenderle un agguato, per esempio con una corda fra due alberi, per farlo cadere rompendosi il collo. Ed ecco hamburger di tirannosauro rex per qualche settimana...!
Se l'uomo decideva che non gli piacevano i dinosauri, li faceva fuori e basta. Di quanti animali selvaggi e dannosi si è liberato l'uomo nel corso della storia? Veda, per esempio, le fortificazioni di epoca romana e medievale in Europa. Erano costruite non solo per difendersi dal nemico umano, ma anche da animali selvaggi, che oggi quasi non esistono più.
Mi ha sempre molto attirato la letteratura sui draghi. Per esempio, san Giovanni Damasceno, siamo quindi nel secolo VIII, dedica diverse pagine ai draghi, descrivendoli in termini che coincidono con alcune specie di dinosauri. [...]
Nel 2005 la rivista "Science" dava una notizia quasi incredibile: a Hell Creek, nello Stato del Montana, USA, scienziati del "Glendive Dinosaur & Fossil Museum" avevano trovato ossa di dinosauro in eccellente stato di conservazione. Si trattava di due enormi femori di triceratopo e di adrosauro.
L'importanza di questo ritrovamento consisteva nel fatto che queste ossa contenevano ancora quantità rilevanti di collageno, il che permise una datazione al radioisotopo molto accurata, visto che il collageno non si altera col tempo. Il risultato fu sbalorditivo: 30.000 anni per il triceratopo, 23.000 per l'adrosauro.
La datazione del collageno osseo è una pratica molto diffusa, appunto perché offre un'altissima percentuale di certezza. Datazione di questo tipo, per esempio, ha mostrato età comprese tra i 12.000 e i 28.000 anni per gli smilodon, ovvero le famose tigri dai denti a sciabola. Però finora quasi nessuno l'aveva applicata alle ossa di dinosauro, giacché si supponeva che questi si erano estinti 65 milioni di anni fa, troppo vecchi per permettere una datazione affidabile al radioisotopo.
Dalla scoperta di Hell Creek, altre datazioni di collageno osseo nonché di bioapatita in diversi campioni di ossa di dinosauro hanno mostrato età comprese fra i 16.000 e i 46.000 anni. Poco più dell'età mostrata dai resti di mammut dei quali, come sappiamo, sono stati ritrovati addirittura congelati e, dunque, perfettamente conservati.
Tra gli scienziati esiste il consenso che eventi catastrofici causarono l'estinzione dei dinosauri, così come di altra megafauna come i mammut. La domanda è quando. Gli evoluzionisti affermano che, dopo aver dominato l'ecosistema terrestre per oltre 165 milioni di anni, i dinosauri si estinsero 65 milioni di anni fa. Le recenti datazioni di collageno e di bioapatita ossea smentiscono clamorosamente quei numeri.
D'altronde, si moltiplicano le prove archeologiche sul fatto che i dinosauri forse sono sopravvissuti fino a tempi non molto lontani dai nostri.
Nel 1997, l'archeologo francese Claude Jacques ha scoperto dipinti di uno stegosauro, insieme ad animali moderni, sulle mura del tempio buddista di Ta Prohm, in Cambogia, risalente all'anno 1200 d.C..
In un mosaico del II secolo a.C., trovato in Israele, si può vedere chiaramente un torosauro assalito da un uomo. In un tempio in Siria del II secolo a.C. è raffigurato chiaramente un criolofosauro. Forse si trattava di animali ormai estinti, il cui ricordo però perdurava nella memoria degli uomini.
In ogni caso, quei milioni di anni vantati dagli evoluzionisti sono vistosamente assenti.»

Tutto questo è a dir poco sconvolgente; e sconcerta il fatto che i mass media, sempre così solerti nell'informarci di ogni nuova acquisizione, vera o presunta, della scienza "ufficiale", in questo caso abbiano brillato per il loro mutismo.
Evidentemente esiste una congiura del silenzio, volta a mettere a tacere tutti quei risultati scientifici che non collimano con i dogmi stabiliti da una scienza materialista, meccanicista e riduzionista; specialmente quando a sostenerli non sono pseudoscenziati o fantasiosi scrittori e giornalisti, privi di una vera competenza specifica, ma scienziati che appartengono alla cultura accademica, pur se non condividono tali dogmi.
Mentre i biologi e i paleontologi evoluzionisti trovano sempre case editrici e riviste specialistiche pronte ad accogliere e pubblicare i loro libri ed articoli, quelli che non condividono tale ipotesi - e sono più numerosi di quanto non si creda - stentano a raggiungere il grande pubblico e non vengono ascoltati nemmeno dai loro più influenti colleghi, sicché i loro argomenti non riescono ad accendere un dibattito e tanto meno a penetrare la dura scorza del conformismo culturale.
L'onestà intellettuale vorrebbe che la comunità scientifica discutesse, senza pregiudizi, ogni nuova ipotesi, purché supportata da una seria documentazione; mentre così non avviene, perché si preferisce dare torto ai fatti, piuttosto che mettere in discussione le teorie dominanti, silenziosamente promosse allo status di verità definitive.
Se pure, qualche rara volta, gli scienziati seguaci del Pensiero Unico neodarwinista si degnano di spiegare perché rifiutano il confronto con ipotesi di lavoro diverse dalla loro, sostengono che ciò avviene perché la scienza non può rimettere ogni volta in dubbio le proprie acquisizioni, ricominciando sempre daccapo, perché, in questo modo, essa non avanzerebbe mai.
Eppure, a ben guardare, si tratta di un ben singolare ragionamento, in base al quale è più importante che la scienza proceda comunque, magari lungo una strada sbagliata, piuttosto che "perdere tempo" per verificare se le sue costruzioni teoriche sono realmente in linea con tutti i nuovi dati offerti dalla ricerca e se non dovrebbero essere riviste e ripensate, alla luce di questi ultimi.

Se la datazione proposta dal paleontologo Hugh Miller venisse presa seriamente in considerazione dall'establishment accademico, non solo la biologia e la paleontologia, ma anche la preistoria e, forse, la stessa storia antica dovrebbero venire totalmente riscritte.
L'ipotesi evoluzionista cadrebbe definitivamente, dopo essere già stata messa fortemente in crisi dalla mancata scoperta di tutta una serie di pretesi "anelli mancanti"; e tutti i nostri libri di testo, tutti i saggi scientifici e le riviste specialistiche dovrebbero subire una radicale revisione.
Ora, la domanda è: possiede un tale coraggio, un tale rigore morale, l'odierna cultura accademica?

Note:
1. Josef Holzschuh, Jean Pontcharra e Hugh Miller, "Recent C-14 dating of fossils including dinosaur bone collagen", Roma, giugno 2009, pp. 32-34.

http://www.edicolaweb.net/dime119a.htm

NON PIANGETE I MORTI


NON PIANGETE I MORTI
di Antonio Bruno
per Edicolaweb

Per cultura siamo abituati a pensare alla morte con dolore, con un "naturale" senso di desolazione che può assumere i tratti della più profonda disperazione.

Ma cosa si palesa della natura umana, di fronte a questa radicata concezione di "perdita" con cui si è soliti connotare e vivere l'esperienza della morte quando questa ci tocca da vicino o, comunque, ci coinvolge in modo particolare?

È la nostra "limitatezza"; quell'essere all'apparenza irrimediabilmente condannati a trarre sicurezze solo dall'immediato percepibile, che ci fa sentire tanto impotenti di fronte al fenomeno biologico della morte.
Inoltre, non dobbiamo dimenticare che l'essere umano è fondamentalmente egoista e, così come un amore è prezioso anche in quanto "per noi" assolutamente irrinunciabile per una svariata serie di ragioni, allo stesso modo noi, "perdendo" una persona cara, siamo privati di una qualche forma di "interesse" egoico.
Si badi bene che non è mia intenzione condannare in alcun modo la naturale tristezza che coglie la maggior parte di noi occidentali di fronte al fenomeno della morte.
Qualcuno "ci manca" improvvisamente, ci lascia in questo mondo e, forse, lascia anche altri nella desolazione della sua mancanza; tutta una serie di legami profondi, o anche di pure dinamiche interpersonali, viene spezzata, interrotta dalla morte, e questo, che ci piaccia o no, è un qualcosa che ci spiazza.
Soprattutto perché non ne siamo spiritualmente e concettualmente preparati.
Proprio oggi, su un necrologio apparso nella pagina di un quotidiano locale, ho visto la fotografia di una bellissima ragazza; aveva poco più di 25 anni.
Qualcuno ha scritto su quel necrologio: "Te ne sei andata nel mese delle rose, mi hai lasciato nel mese delle spose...". Quando ho letto queste parole, qualcosa ha attanagliato il mio cuore; sarà stata la mia propensione verso la poesia, sarà stato il dolcissimo sguardo di quella ragazza, ma, per qualche istante, ho avvertito una profonda tristezza.

Eppure, "essi" non sono sicuramente tanto tristi, se è vero come credo che la nostra esistenza è solo un susseguirsi di stati dell'essere, un procedere attraverso l'esperienza dell'esperito in virtù di qualcosa che è sicuramente bene per lo spirito e per la quale, sicuramente, non dovremmo rattristarci.
Ma si sa, il caro che ci abbandona, che "muore", ci manca, ci lascia spesso nel vuoto del silenzio, di una "non visibilità" e "non quotidianità" che ci fa non di rado ribellare a questa apparente ingiustizia...
Morte, trasformazione, catarsi, evoluzione... Tutte parole che assumono un significato tutt'altro che consolatorio; è, al contrario, un processo naturale che sposta il fulcro della nostra attenzione dal piano del percepibile fisico a quello dell'immaterialità.
Ma è proprio questa, è "solo" questa, la materia, la differenza.
Allo stesso modo in cui la materia non potrà rilevare tangibilmente i moti più profondi della nostra personalità, la nostra tristezza, il nostro amore...
In alternativa al "vuoto" che sembra essere l'unica e logica conclusione a cui il fenomeno della morte sembra portarci, abbiamo la chiara convinzione che esiste, al contrario, un processo in atto da sempre, che è movimento, che è "crescita".

Gli esseri viventi, a qualsiasi specie appartengano, comunicano fra loro in vari modi; uno di essi, il più importante, è il sentimento, quella vera e propria energia che non nasce da qualcosa di biologico o che, al più, ne è unicamente supportata.
Questa "realtà" è nient'altro che "energia", la vera essenza del nostro interagire nei piani della manifestazione.
Solo che questi piani sono sia "visibili" che "invisibili", ma tutti funzionali ad un unico processo in atto dall'inizio dei tempi (se quest'espressione ha un qualche significato...).
Non tanto le parole, dunque, i gesti, le azioni, sono il linguaggio più proprio degli esseri viventi bensì l'energia-pensiero, mossa a sua volta dal "sentimento", a qualunque stadio della sua manifestazione si trovi, determina la reale precipuità del nostro "divenire".
Attenzione, però: sentimento non è "sentimentalismo".
Io mi riferisco a quella sottile ma costante "vibrazione" energetica attraverso cui tutti gli esseri viventi sono in contatto fra loro.
Caso mai, il problema sta nella loro consapevolezza di ciò; ma, consapevoli o meno, il sentimento è "energia" e da esso nascono le vere e più sostanziali relazioni inter-individuali.
Questo stato di cose non è affatto interrotto dal fenomeno della morte che è, come abbiamo visto, solo un "cambiamento di stato", un passo avanti nel percorso dell'affinamento individuale costituito dall'insieme delle esperienze sul piano materiale.

Il sentimento, dunque, è "trasversale", supera la barriera del percepibile materiale e prosegue a manifestarsi sui piani invisibili che, dopo la morte, sono specifici della nostra realtà disincarnata.
Il sentimento, insomma, supera le barriere, se lo vogliamo; se pure non possiamo avere le "prove" fisiche che un nostro pensiero giunge alla persona "defunta", questo è altrettanto sicuro come lo è il fatto che, se noi trasmettiamo un messaggio radio all'altro capo dell'oceano, il destinatario lo sentirà, anche se non vuole o "non può" risponderci.
La nostra desolazione, in effetti, quel senso di solitudine e di vuoto che prende la maggior parte di noi, è proprio il non poter riscontrare "risposte" tangibili ai nostri messaggi, ai nostri pensieri, a volte ai nostri disperati richiami; e così ci sembra di inviare sempre qualcosa in una bottiglia che affidiamo all'oceano del nulla.
Se ci lasciamo ingannare dall'apparente silenzio, l'inevitabile quanto errata conclusione è che siamo soli, che sempre lo siamo stati e che sempre lo saremo!

Fortunatamente, "qualcosa" dice all'uomo, da sempre, che le cose non stanno così; questo diventa tanto sicuro quanto appaiono convincenti le conclusioni di chi crede di rilevare nel silenzio la più evidente prova del "nulla".
In realtà, le "relazioni" fra i vari piani della manifestazione, quelli che noi possiamo genericamente definire "visibile" ed "invisibile", sono costanti e continui, ma il loro "veicolo" è solo, come abbiamo visto, il sentimento, o forse, a questo punto, sarebbe meglio dire il "pensiero cosciente".
Spesso i nostri sentimenti sono "trasportati" dall'emotività, dai moti spontanei dell''individualità a base egoica ed è questo il problema: infatti, sta proprio qui la ragione per cui è sconsigliabile riferirsi costantemente al ricordo di una persona perduta sul mondo fisico con dolore, rimpianto, disperazione.

Essi lo percepiscono e, possiamo starne certi, ne sono condizionati.
Proprio come in un vero e proprio linguaggio, il nostro dolore spesso raggiunge lo spirito di cui ci manca la "vivibilità", la fisica condivisione e, per quanto possa egli capire ed anche condividere tale stato d'animo, ne riceverà senz'altro una qualche forma di "rallentamento" evolutivo, quindi, in definitiva, di "danno".
Tutti noi abbiamo provato, immagino, quanto possa essere doloroso e straziante lasciare una persona cara già nel corso della nostra vita "terrena"; gli innamorati ne sanno qualcosa...
Una partenza, un distacco possono struggerci e renderci infelici.
Il sentimento, in quel caso, diventa sofferenza.
Immaginiamo come staremmo, allora, se fosse possibile solo a noi "sentire" i pensieri della persona amata sapendo che essa, invece, non è in grado di percepire i nostri.
Probabilmente, la serenità con la quale dovremmo affrontare il distacco ne verrebbe compromessa e, magari, potrebbe indurci a non volere affatto proseguire creando così una spirale che, di fatto, non sarà utile a nessuno dei due.

Nelle "dinamiche interdimensionali", però, c'è da ritenere che le due cose, pur basandosi sugli stessi principi, siano sensibilmente più complicate: il "defunto" sta vivendo la delicata esperienza del "passaggio", uno stato dell'essere in cui deve "spogliarsi dalle scorie" dell'ultima vita, dagli effetti negativi, vissuti consapevolmente, delle sue azioni passate.
Si tratta di una fase di profonda introspezione atta ad elaborare interi vissuti con infiniti "collegamenti di consapevolezza" che sono funzionali alla sua futura esistenza, dapprima sui "piani immateriali" e, poi, in una successiva incarnazione.
Qualsiasi eccessivo "richiamo" gli giunga dal piano materiale appena lasciato, richiamo che, come abbiamo visto, viaggia sull'onda dell'emozione o del "sentimento", può rappresentare una sofferenza perché, non dimentichiamolo, il "defunto" non è che un essere umano privo di corpo fisico.
E gli altri "corpi" di cui è composto, se pure non sono rilevabili in nessun laboratorio terreno, sono estremamente sensibili ai "messaggi emotivi" di cui sopra e che essi sono ancora in grado di ricevere dal piano materiale.

Piangere i nostri morti, dunque, potrà per noi essere naturale, probabilmente anche liberatorio.
Nel silenzio che ci attanaglia dopo che essi ci hanno lasciati, l'unico, parziale sollievo ci pare spesso essere il ricordo doloroso: ci inganniamo ma non siamo capaci di farne a meno...
Se solo riuscissimo a trasformarlo coerentemente in un ricordo sereno, gioioso e privo dell'angosciante fardello dell'egoica mancanza fisica, forse saremmo in grado di dare loro la migliore prova d'affetto.
Alcuni popoli, estranei alla nostra cultura occidentale e comunque essenzialmente materialista, questi principi li conoscono da sempre e li si possono ritrovare anche nel loro modo di celebrare la morte: per essi è un evento gioioso ed i loro funerali sono tutt'altro che manifestazioni di strazio.

Non è dimenticanza, non si tratta di insensibilità, di mancanza di rispetto per il caro perduto, niente affatto: è solo amorevole certezza.

http://www.edicolaweb.net/graa180a.htm

Fusione Fredda – Andrea Rossi presenta l’E-Cat alla State House del Massachusetts

Fusione Fredda – Andrea Rossi presenta l’E-Cat alla State House del Massachusetts

Il Giornale OnlineIl corso degli eventi ha deciso di premere improvvisamente il pedale dell’acceleratore. E finalmente dopo anni di battaglie, di lungaggini, di derisioni e di scetticismi Andrea Rossi, l’inventore dell’E-Cat insieme a Sergio Focardi, è riuscito ad ottenere visibilità presso alcune alte sfere politiche.
A livello europeo il blog The Free Energy Truth Blog, in considerazione del periodo di recessione mondiale e della crisi energetica che soprattutto l’Europa sta attraversando, ha sollecitato l’interessamento del Dipartimento Inglese per l’Energia e il Cambiamento Climatico (The British Department of Energy & Climate Change o DECC) verso l’E-Cat quale probabile fonte di energia alternativa. Sorprendentemente e’ stato dato un riscontro piuttosto incoraggiante a questa richiesta. Infatti il Dipartimento ha comunicato che tramite David MacKay (loro consulente scientifico) stanno tenendo sotto controllo gli sviluppi in materia, in attesa di una vera e propria pubblicazione su riviste del settore. Sul fronte statunitense invece l’Ingegner Rossi sta attualmente passando un paio di giornate con Bruce Tarr, Senatore nel Massachusetts.
L’incontro verterà sulle prospettive di sviluppo e produzione del congegno di Andrea Rossi. All’incontro parteciperanno anche rappresentanti del MIT (Massachusetts Institute of Technology), della University of Massachusetts e la Northeastern University. A detta di Tarr, se il reattore di Rossi si rivelerà funzionante, ha le potenzialità di cambiare il modo con cui il mondo affronta l’energia. Saranno dunque da prevedere ulteriori test dimostrativi sul funzionamento dell’E-Cat?
Come sempre, non ci resta che attendere.
Fonte:

http://www.altrogiornale.org/news.php

Flooding around Moree, Garah and Narrabri 27 November 2011

IL GHIACCIO CHE UCCIDE CIO' CHE TOCCA

Alcuni operatori della Bbc sono riusciti ad immortalare in fenomeno incredibile, che cela ancora molti misteri alla scienza moderna. Durante le riprese per il programma "Froze Planet", hanno filmato l'avanzare di un flusso ghiacciato (loro lo hanno chiamato 'Brinicle') che uccide qualsiasi forma di vita si trovi sulla sua strada.

Filmato un " The Day After Tomorrow marino "

Alcuni operatori della Bbc sono riusciti ad immortalare in fenomeno incredibile, che cela ancora molti misteri alla scienza moderna. Durante le riprese per il programma "Froze Planet", hanno filmato l'avanzare di un flusso ghiacciato (loro lo hanno chiamato 'Brinicle') che uccide qualsiasi forma di vita si trovi sulla sua strada.

I cameraman Hugh Miller e Doug Anderson hanno ripreso questo fenomeno nei pressi della piccola isola di Razorback, nei pressi dell'arcipelago di Ross, in Antartide. Ma cos'è questo Brinicle? Si tratta di un flusso gelato, che parte dai costoni di ghiaccio che si trovano a pelo d'acqua e forma un flusso gelido che arriva fino al fondale. La velocità con la quale si forma è incredibile, «Potevamo vederlo avanzare ad occhio nudo» ha affermato un operatore della Bbc, parlando di questo fenomeno che ha un qualcosa di spaventoso. Si muove come se avesse vita propria, come se fosse un tentacolo ghiacciato proveniente da un enorme animale subacqueo, e che uccide qualsiasi forma di vita si trovi davanti, sia animale che vegetale. Nonostante i cosidetti Brinicle siano stati scoperti nel 1960, è la prima volta che vengono immortalati dalle apparecchiature dell'uomo.

fonte

http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/620-il-ghiaccio-che-uccide-cio-che-tocca

Attenzione !!! Radiazioni Fukushima

 

radiazioni_YvesBonnet

Enviroment Pollution in Japan on Tuesday, 29 November, 2011 at 06:34 (06:34 AM) UTC.

Base data

EDIS Number:
ED-20111129-33211-JPN

Event type:
Enviroment Pollution

Date/Time:
Tuesday, 29 November, 2011 at 06:34 (06:34 AM) UTC

Last update:
---

Cause of event:

Damage level:
Moderate Damage level

Geographic information

Continent:
Asia

Country:
Japan

County / State:
Province of Fukushima

Area:
Fukushima-wide

City:

Coordinate:
N 37° 45.018, E 140° 28.053

Number of affected people / Humanities loss

Foreign people:
Affected is unknown.

http://hisz.rsoe.hu/alertmap/site/?pageid=event_summary&edis_id=ED-20111129-33211-JPN

Terremoto Magnitude mb 5.6 Region NORTH OF ASCENSION ISLAND

Magnitude
mb 5.6

Region
NORTH OF ASCENSION ISLAND

Date time
2011-11-29 00:30:29.0 UTC

Location
1.61 S ; 15.43 W

Depth
10 km

Distances
1020 km SW Monrovia (pop 939,524 ; local time 00:30:29.4 2011-11-29)
1025 km SW Buchanan (pop 25,731 ; local time 00:30:29.4 2011-11-29)
713 km NW Georgetown (pop 538 ; local time 23:30:29.4 2011-11-28)

Global view

http://www.new-dimension-software.com/seismology/index.php

Terremoti 29/11/2011