Alert - Nibiru is coming

Il Pensiero di Angeli in Astronave

Angeli in Astronave è distaccato da tutti coloro che professano amore…e in realtà guadagnano con la sapienza che non gli appartiene… ribadisco …nomi altisonanti … artefatti di strani effetti speciali …visivi o non… strumentalizzare… gruppi di appartenenza…donazioni … plagio… bugie da effetto… mancanza di umiltà… falsi nel pubblico…violenti nelle mura domestiche… guru e maestri …diffidate da ogni cosa artefatta… l’Amore unisce in semplicità…non ha bisogno di una carta scritta…la Verità non si vende ne si compra…fatene tesoro… Dolbyjack!

"Con riferimento al Decreto legislativo 9 aprile 2003, n.70 che si occupa di Attuazione della direttiva 2000/31/CE. Facendo anche riferimento al libro verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e di informazione COM (96) 483, il presente sito web: (Angeli in Astronave) è fruibile a soli Maggiorenni e pertanto proibito a tutti coloro che siano sofferenti psichici o vulnerabili ad informazioni di questo tipo e quindi influenzabili dal punto di vista psicologico.”

Buona Navigazione Cari Angeli, Namasté..

Video Discosure-Nibiru e Mauro Biglino

Riflessioni

La dottrina e pratica più blasfema della Chiesa Cattolica è quella della transustanziazione e del sacrificio della messa. La transustanziazione (fatta dogma dal concilio Lateranense IV nel 1215, elaborata in seguito da Tommaso d'Aquino e sancita definitivamente dal Concilio di Trento) insegna che: il pane e il vino, al momento della consacrazione vengono dal sacerdote cambiati nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo (ogni giorno quindi vengono all'esistenza migliaia e migliaia di nuovi Gesù). La Scrittura insegna che nella cena c'è solo la presenza spirituale di Gesù (Luca 22:19-20; Giovanni 6:63; 1 Corinzi 11:26). Inoltre, nell'adorazione dell'ostia, la Chiesa di Roma adora un dio fatto dalle mani di uomini. Questo è il colmo dell'idolatria, ed è completamente contrario allo spirito del Vangelo che richiede di adorare Dio in spirito e verità (Giovanni 4:23-24). Carlo Fumagalli ex prete ed antropologo

Rasoio di Ockam suggerisce che: "tra varie spiegazioni possibili di una data osservazione, quella più semplice ha maggiori possibilità di essere vera".

DA QUANDO E' DIVENTATO REATO AVER CARA LA VITA?

"Nessuna causa è persa finché ci sarà un solo folle a combattere per essa".

Disclose.tv - ANONYMOUS MESSAGE TO NASA ABOUT ETS
http://www.disclose.tv/action/viewvideo/104638/ANONYMOUS_MESSAGE_TO_NASA_ABOUT_ETS/ Agenzia spaziale più importante del mondo, ti abbiamo osservato e ascoltato per molto tempo, siamo contrariati dalle tue costanti smentite e insabbiamenti, sappiamo tutti i tuoi piccoli e sporchi segreti e i trucchetti che usi. Sappiamo come hai falsato tutte le immagini della superfce dei pianeti e dei satelliti che li circondano, sappiamo come hai falsato e nascosto la verità al mondo. Ora abbiamo abbastanza filmati immagini e informazioni che tu non hai. Saremo capaci di mostrare la verità e lo faremo presto, pensi che stiamo bleffando? allora ascolta, la complessità della loro abilità è incomprensibile[...]l'ormeggio dei loro veicoli sembra molto NASA(non diciamo di più) è per i tuoi trucchi?Sappiamo anche come hai rilasciato strani fotogrammi che mostrano dischi che visitano e poi lasciano la terra e hai consigliato agli astronauti di menzionare volta per volta gli ufo, questo è per far credere che sai molto poco di quello che stà accadendo (mentre altri pensano di aver trovato la verità) ma in realtà la verità è così incomprensibilmente vasta e così semplice che sfugge anche ai migliori dispositivi e menti. Ora, sai che facciamo sul serio. Ora ci rivolgiamo a tutti i cittadini del mondo, le entità extradimensionali non sono malvagie come vogliono farvi credere, al contrario, hanno creato il nostro universo quindi sono presenti da prima di noi, non c'è nienti di cui temere, questo è l'inizio della rivoluzione spirituale ed evoluzione della specie umana Traduzione per Angeli in Astronave Raffaele V.

sabato 2 maggio 2009

I nuovi misteri di Marte

 

I nuovi misteri di Marte


I figli degli dei
videro le figlie dell'uomo e le trovarono belle;
e presero per mogli
quelle che piacquero loro più di tutte.
Vi erano dei giganti sulla Terra,
in quei giorni ed anche dopo,
quando i figli degli dei
vivevano insieme alle figlie di Adamo,
e concepivano figli con esse
Essi erano i potenti dell'Eternità
Il popolo dello shem.
(Genesi)
"Costruiamo una città ed una Torre
la cui cima raggiunga il Cielo;
e facciamo uno shem
affinchè non siamo dispersi sulla faccia della Terra"
"E il Signore scese
a vedere la città e la torre
che i figli di Adamo avevano eretto".
"E il Signore disse
< e questo è solo l'inizio delle loro imprese.
Ora, qualunque cosa decidano di fare,
non sarà più impossibile per loro>>".
(Antico Testamento)


Marte il misterioso, Marte l'alieno, Marte il proibito, perenne fonte di ispirazione e persino divinità: nei secoli il pianeta rosso ha esercitato un fascino inconscio e profondo sull'Uomo, che a tutt'oggi permane immutato.
Tra i pianeti, Marte è quello più studiato, sia per la vicinanza alla Terra ma soprattutto perché tra tutti è il corpo celeste più simile a noi e forse addirittura capace di accogliere qualche tipo di organismo vivente.
Avrà fatto senz'altro scalpore la famosa "faccia di Marte" fotografata dalle sonde Viking negli anni settanta, un volto che sembrava troppo umana e artificiale per non esserlo. Così chiara e impressionante da diventare più famosa di ogni altro aspetto del pianeta, facendo dimenticare persino i famosi "canali" artificiali, anch'essi solo apparenti, che si osservavano con i telescopi terrestri già dal 1800. E su quella Faccia è stato scritto e detto a non finire. Se davvero era un volto umano costruito artificialmente, chi lo plasmò? Marziani che abitarono il pianeta milioni di anni fa o alieni giunti da chissà dove per lasciare un segno agli umani che avrebbero conquistato Marte tempo dopo?
Da allora, complice anche la mancanza di nuove missioni spaziali verso Marte, il mito di quel volto alieno ha resistito inalterato fino all'aprile del 1998, quando i tecnici della Nasa puntarono le macchine fotografiche dalla sonda Mars Global Surveyor (MGS) verso la regione di Cydonia. Le nuove immagini sembravano fugare tutti i dubbi: la Faccia era il risultato del gioco dell'erosione dei venti marziani su alcune colline dell'area.
Oggi quindi l'intera faccenda sembra essere stata chiarita come un semplice effetto ottico, alimentato anche grazie alla scarsa definizione delle foto dell'epoca. Questo significa che il pianeta rosso non abbia più nulla da rivelare?
Tutt'altro. Molti pensano che il suolo Marziano sia solo un deserto sabbioso e omogeneo... Ma non è così. Decine di anomalie, blocchi, forme complesse e altri oggetti non conducibili a forme naturali, fotografati sul suolo marziano nelle spedizioni condotte dalla NASA, sono state documentate nel corso degli ultimi anni... L'articolo che segue proverà a delineare una panoramica esaustiva delle più evidenti tra le anomalie che ancora non hanno trovato una risposta plausibile. L'obiettivo è senz'altro quello di destare la vostra curiosità, e di diffondere quanto scoperto. So che anche voi, alla fine, vi farete le mie stesse domande.
Tunnel e strutture artificiali su Marte
Durante alcune delle Missioni NASA sul pianeta rosso, sono state scattate numerose immagini sul suolo marziano, in alcune di esse (il cui numero è sicuramente elevato), si notano dettagli di strutture di probabile origine artificiale. Tali immagini, per anni custodite dalla NASA, e solo di recente (si fa per dire) trovate da ricercatori e scienziati, mostrano caratteristiche di Marte ancora sconosciute come è il caso delle immagini raccolte.

(immagine originale su http://ida.wr.usgs.gov/fullres/divided/e10004/e1000462a.jpg)
Altre immagini molto eloquenti sono le immagini che ritraggono veri e propri "tunnel" semisepolti costituiti da un materiale semitrasparente. Secondo alcuni scienziati potrebbe trattarsi di strani fenomeni di formazione rocciosa a noi ancora sconosciuti. Gli appassionati e studiosi del settore danno una spiegazione appartenente all'Esobiologia, che vede queste formazioni essere un tunnel artificiale sotterraneo che raggiunge la superfice solo in parte. Questo rappresenterebbe la prova che su Marte ci sia stata e ci sia ancora vita nel sottosuolo.

Nella figura successiva invece è riportato, ingrandito, un particolare della zona inferiore del famoso Monte Olimpo, che con i suoi 27Km di altezza è considerato la più grande struttura montuosa del sistema solare (immagine di fonte NASA scattata nel 2001 e presente anche sul sito dell’ESA). Si notano con evidenza due aperture rettangolari separate da un’intercapedine. Crateri rettangolari? Improbabile, considerato che si trovano, tra l’altro, sul fianco del monte e non sul fondo. Al centro, tra le due aperture, c’è un divisorio. L'immagine di insieme rende l'idea di una struttura artificiale ormai consumata dal tempo e invasa dalla sabbia...

Città Inca su Marte


E' questo il nome informale con cui è stato chiamato nel 1972 dagli scienziati del Mariner 9 questo incredibile insieme di linee diritte e intersecanti, localizzate nel polo sud di Marte. La loro origine non è mai stata chiarita: alcuni studiosi affermano che siano dune di sabbia, mentre secondo altri sarebbero il risultato di un'eruzione che ha spaccato la superficie del pianeta lasciando fuoriuscire il magma lungo le fratture.
Il Mars Global Surveyor (MGS) Mars Orbiter Camera (MOC), ci mostra recentemente una nuova panoramica del sito, nella quale si nota come la "città" sia parte di una struttura circolare più grande dal diametro di 87 chilometri. E' possibile quindi che l'intera opera sia il frutto di un antico impatto meteoritico, ma mentre le nuove immagini del MOC ci svelano particolari sempre più inediti, ancora nulla si sa sull'esatta origine di queste inusuali strutture.
Una foresta su Marte
Opinione ormai condivisa tra gli scienziati è che se si trovasse la vita su Marte, sicuramente non potrebbe essere ad uno stadio evolutivo superiore a quello di un batterio. E' un'opinione che col tempo è diventata un dogma, sostenuta persino davanti a documenti fotografici tuttora senza spiegazione che potrebbero invalidarla.
E' il caso di una fotografia scattata dal MOC (Mars Orbiter Camera), un satellite per la mappatura fotografica di Marte che, a latitudine -82.02°, longitudine 284.38° (vicino al polo sud marziano) ha ripreso qualcosa di assolutamente incredibile, ma tuttora ignorato: si tratta di una qualche forma di vegetazione su Marte. L'identificativo della fotografia è M08-04688.

Come è possibile vedere dall'immagine, si osservano forme in tutto e per tutto simili a grandi alberi (con tanto di ramificazioni) ripresi dall'alto.

Un enorme buco su Marte

Tramite le riprese effettuate dalla sonda Odyssey THEMIS con una risoluzione di soli 20 metri, è stato individuato un "buco nero"
sulla superficie di Marte. Inizialmente il fenomeno è stato attribuito a un mal funzionamento del sensore fotografico del satellite, ma in seguito ad ulteriori riprese effettuate ad altissima risoluzione e a rilevamenti più accurati, è stata confermata la presenza di un "foro" sulla superficie del Pianeta dalla forma quasi circolare.
E' la prima volta che si osserva una conformazione simile su un pianeta e tale scoperta ha destato scalpore tra gli scienziati impegnati nel progetto di mappatura della superficie
marziana. In effetti, come spiegano, la bizzarra formazione anche dopo riprese dettagliate ed effettuate da varie angolazioni non consente di osservare dettagli all'interno della cavità come se la luce non riuscisse a penetrarvi. Si potrebbe trattare dell'ingresso
di un enorme caverna che potrebbe snodarsi per diverse centinaia di metri sotto la superficie del Pianeta. Cosa si cela all'interno della cavità?
Nell'immagine successiva ecco un primissimo piano esclusivo dell'anomalia.

Una sirenetta su Marte


Si tratta di un particolare tratto da un'immagine panoramica scattata dal rover Spirit tra il suo 1366° e il suo 1369° giorno di missione, ovvero tra il 6 e il 9 novembre scorsi. Nel suo
complesso la fotografia (photojournal.jpl.nasa.gov/jpeg/PIA10214.jpg) mostra il solito
panorama di deserto rossastro e rocce sotto un cielo leggermente rosato, qualcosa cui ormai siamo abituati e che non fa più notizia. Ma se si esamina la foto nei dettagli, in particolare vicino al margine sinistro un po' più in basso rispetto all'asse mediano della foto, si scorgerà una strana forma che obiettivamente, ha un'aria estranea rispetto al tipo di rocce che la circondano. Ha la silhouette di una statuina di donna, seduta o inginocchiata, con un braccio teso in avanti. La tonalità del colore è sul verde, benché la NASA precisi che l'immagine ha i colori esaltati per cercare di evidenziare maggiormente le diverse caratteristiche morfologiche della geologia del pianeta. Di cosa si tratta?

L'immagine precedente mostra come l'ombra proiettata sulla "gamba" dell'oggetto sia reale e pertanto esclude la possibilità che l'immagine sia solamente un gioco di luci. Ad una prima sommaria osservazione sembrerebbe si tratti proprio di un umanoide di colore verdastro seduto su una roccia e con un braccio proteso in avanti, ma un'ulteriore analisi sulla parte circostante ha confermato che non si tratta di una figura in movimento.
A tale riguardo l'Agenzia Spaziale Americana non ha voluto rilasciare commenti, se non quelli strettamente tecnici, secondo cui, in un passato nemmeno troppo remoto, l'acqua avrebbe probabilmente interagito con questo paesaggio alterando la composizione delle rocce e modificandone la forma.

Una scritta su Marte

Nel Dicembre 2005 il TG di una nota rete nazionale riportava la notizia di un esperto di scritture antiche interpellato dalla NASA per tentare di decifrare, sul suolo marziano, una scritta con ideogrammi assimilabili a quelli di antiche civiltà terrestri. Come è prassi di alcuni nostri notiziari, il comunicato non ha avuto seguito...
La zona di Marte ripresa dalle immagini è Juventae Chasma (Chasma significa canyon), poco al di sopra della Vallis Marineris.

Dopo mesi di ricerche, Patsy Nicolas di Falco, semiologo di origine americana, ha riconosciuto i caratteri della scritta come appartenenti ad una lingua di circa 5000 anni fa adoperata nella valle dell’Indo e di probabile derivazione sumera.
Il caso è stato esaminato dall'ing. Ennio Piccaluga, che dovrebbe pubblicare prossimamente le sue conclusioni relative, sembra, ad una vera e propria traduzione.
Ma a quanto sembra (particolare inedito) una scritta simile era stata notata qualche tempo prima da un certo Harold Carver(*) (prendete nota di questo nome...), che scrive: "Mentre stavo esaminando le immagini del rover Opportunity ho notato che il cratere Endurance sembrava avere un profilo troppo artificiale, gli angoli sono troppo precisi per essere uno scherzo della natura e sembrano suggerire uno scopo ben preciso."
Tra le immagini selezionate da Carver spicca la seguente che ritrae una parete del cratere Endurance, sulla quale si notano chiaramente dei glifi stranamente simili ai simboli T, P, Y, I, A, IV, K

Un teschio su Marte


Questa è stata chiamata una vera e propria "Smoking Gun", come si indica nel gergo la prova evidente di una teoria a lungo professata.
La tipica immagine, ripresa dal Rover Spirit nel 2006 durante l'esplorazione del cratere Gusev, è colma di intricati dettagli che tendono a sopraffare l'osservatore. Certo, l'essere umano ha la tendenza a riconoscere nelle forme più disparate i contorni di un viso o di una forma a lui nota, si chiama pareidolia ed è un ipotesi che è stata presa in considerazione, ma osserviamo attentamente l'oggetto in basso a sinistra.

Si nota la perfetta simmetria del manufatto e l'ombra che proietta davanti a se (elemento che esclude l'effetto ottico). La somiglianza con un teschio umanoide è impressionante. Si vedono chiaramente le orbite oculari, la fronte prominente e il rialzamento del naso.
Questa immagine non è stata mai esaminata ulteriormente dagli studiosi della NASA (non che si sappia almeno), e se la possiamo ammirare è grazie ad un ricercatore privato, lo stesso Howard Carver che aveva precedentemente segnalato le anomalie sulla scritta del cratere Endurance.
Ma la sua attività a quanto pare non si limita alla semplice segnalazione di eventuali anomalie marziane...
Nella foto successiva invece è ritratto un particolare della stessa zona in cui è stato scoperto il "teschio". Nel primo riquadro in alto è visibile il reperto, mentre nelle immagini successive viene paragonato a quello che, nella nostra realtà, gli si avvicina maggiormente: un teschio di rettile o di volatile.

Il bambino delle stelle

Lloyd Pye, un amico e collaboratore di Carver, è da tempo in possesso di un teschio dalle caratteristiche non del tutto umane. La storia inizia quando una donna americana di origine messicana fece visita a dei suoi parenti in un territorio rurale. La ragazza durante
un'escursione trovò all'interno di una vecchia cava uno scheletro umano. Vide la mano di un secondo scheletro aggrappata al braccio del primo e osservando meglio scoprì l'esistenza di un secondo scheletro più piccolo. La ragazza tenne per sè entrambi gli scheletri fino al momento della sua morte. Cinque anni dopo Pye ottenne i teschi e si rese conto della scoperta.

Molto più leggero di qualsiasi teschio umano, la datazione al carbonio 14 ha confermato che il reperto ha circa 900 anni, cosa che tra l'altro ne attesta la straordinaria resistenza.
Molte leggende del sudamerica parlano di esseri venuti dalle stelle per prendere in moglie le donne dei villaggi più remoti. Una volta restate incinta, le donne crescevano il bambino fino all'età di sei anni, quando questi esseri ritornavano per portarlo con loro.
L'11 Luglio 2003 è stato effettuato un test del DNA sui due teschi che ha determinato che la "madre" ritrovata assieme allo scheletro del bambino aveva in realtà delle caratteristiche genetiche incompatibili con quelle di un genitore.
Secondo Lloyd Pye potrebbe essere stata una sua tutrice o addirittura un'amante... Infatti dopo aver analizzato la complessità delle suture tra lobo parietale e occipitale egli è convinto che il teschio possa essere appartenuto ad un essere tra i 30 e i 40 anni.
Egli è fermamente convinto che il reperto appartenga ad un ibrido tra la nostra razza ed una aliena.
In basso una possibile ricostruzione.

Ora proviamo ad osservare i due reperti esaminati: il "teschio" scoperto da Carver su Marte e il teschio anomalo scoperto in Messico da Pye. Entrambi presentano la stessa morfologia di base, molto più larghi e bassi di un teschio umano; entrambi hanno l'orbita oculare molto ampia e la fronte prominente... Naturalmente questo non basta per effettuare una perizia risolutiva ma le analogie tra i due teschi, anche solo ad un'occhiata superficiale, sono inquietanti.
Conclusione Sono sicuro che molti di voi hanno storto il naso ad una simile affermazione, ma i reperti presentati negli ultimi due casi sono veramente troppo simili ed "alieni" nel senso generale del termine, per essere presto liquidati.
Che cosa ha scoperto Harold Carver? Qualche tempo fa pubblicò un suo articolo dove denunciava un immenso impatto di un oggetto artificiale contro il Sole, è solo l'ennesimo ricercatore visionario o dice il vero?
Se ancora state leggendo e siete curiosi, o se avete voglia di prendere in esame un'ipotesi veramente alternativa, continuate a leggere...
Prendete la citazione con cui l'articolo è stato aperto. La Genesi narra che, quando Yahweh decise di distruggere l'umanità con il Diluvio, sulla Terra abitavano i "figli delle divinità", che avevano prese come spose le "figlie degli uomini". Essi erano i Nephilim, che l'interpretazione tradizionale dall'antico ebraico traduce come "giganti".
Tuttavia, la parola ebraica Nephilim deriva dalla radice semitica NFL che significa "essere gettato giù". Pertanto la traduzione più corretta per Nephilim non è "giganti", ma "coloro che sono stati gettati giù".
Rileggendo la cronaca della costruzione della torre di Babele, la traduzione di shem con "nome" rende certamente incomprensibile il passo biblico. Perchè mai gli abitanti di Babele (antica Babilinoia) avrebbero dovuto compiere immani sforzi per costruirsi una torre su cui apporre il proprio "nome"? Ma soprattutto, in che modo l'innalzamento del "nome" poteva contrastare la loro dispersione sulla Terra?
La dottrina tradizionale giustifica tutto ciò asserendo che il popolo di Babele intendeva costruirsi una buona reputazione. Ma allora come spiegare la collera del Signore, innanzi ad "un atto dopo il quale non vi sarebbe stato più limite al loro imprese"?
Se invece si intende la parola shem nella sua accezione originaria, e lo si traduce con "veicolo celeste", allora entrambi i passi biblici precedenti acquistano senso.
Quindi non il "il popolo con un nome", ma "il popolo dei veicoli celesti".
Se tutto questo fosse vero, ecco che tutti i pezzi del mosaico prenderebbero una forma articolata e inquietante. Una razza sviluppatasi su Marte ed evolutasi fino a scoprire il volo spaziale, che entro pochi anni viene a sapere di un immenso cataclisma che distruggerà il pianeta.
La scienza ci dice che Marte un tempo era come la Terra, ma che un'ìmprovvisa e gigantesca eruzione solare ne ha disperso l'atmosfera in pochissimo tempo in un momento imprecisato meno di un miliardo di anni fa. Un cataclisma che per miracolo risparmia la Terra, un pianeta giovane e fertile che ha appena finito di raffreddarsi e che forse già ospita le prime forme di vita autoctone.
La civiltà di Marte è perduta e in un ultimo tentativo di salvarsi parte per il sistema solare disperdendosi e lasciando dietro di sè solo deserti e rovine in preda alle tempeste. Sulla Terra nasce una prima comunità di esseri intelligenti, che deve sopravvivere in un ambiente ostile. Dopo millenni di oblio qualsiasi traccia di civiltà viene perduta. La specie si evolve per suo conto, adattandosi all'ambiente, finchè ad un certo punto della storia, 5000 anni fa, all'apice della civiltà sumera, alcuni membri dell'antica stirpe compiono il primo contatto con i loro antichi fratelli da migliaia di anni. Qualsiasi tentativo di comunicare però è inutile, le due specie sono culturalmente incompatibili ed i visitatori vengono scambiati per divinità.
Ma il rapporto tra di loro non si interrompe poichè essi posseggono ancora lo stesso patrimonio genetico, e nei secoli gli incontri si fanno sempre più frequenti...
Lo ammetto, è una storia molto fantasiosa e priva di riscontri oggettivi, a meno di non considerare autentiche tutte le prove esposte in precedenza. Le notizie e le dichiarazioni alle quali si crede, di norma, sono quelle che arrivano dagli enti spaziali oppure da scienziati di fama mondiale, da premi Nobel o da esimi professori universitari...
Ora, molti sospettano che questi soggetti, troppo spesso, non dicano la verità, o forse la dicano solo in parte. Ma allora che cosa rimane per avere una visione alternativa? Una versione che ci permetta di vedere la Storia con occhi puliti, e privi di interessi egoistici? Che cosa rimane per avvicinarsi in modo plausibile alla verità?
Rimaniamo noi.
"Un vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi."
Marcel Proust
(*) La figura di Carver è abbastanza emblematica: in rete si trovano molte citazioni a suo nome, tutte effettuate per segnalare l'ennesima anomalia o l'ennesimo evento cosmico stranamente snobbato dalla NASA. Per questo, l'incredibile mole delle sue segnalazioni potrebbe far pensare ad un appassionato troppo "zelante", addirittura in un forum americano, commentando la notizia della scoperta del "teschio" un utente non senza una buona dose di arroganza commentava: "Volete la prova che è tutta una montatura? Semplice, l'ha scoperto Harold Carver...".
Se non fosse che in tutti i suoi interventi è estremamente dettagliato, fornendo ad esempio coordinate geografiche e temporali dell'anomalia, nonchè le foto originali prese direttamente dagli archivi NASA, e in almeno un'occasione, i riscontri dei media gli hanno dato ragione.

Aggiornamento:
I giorni trascorrono inesorabili e scandiscono con rintocchi millenari l'incessante moto dei corpi celesti... Tra i giganteschi agglomerati stellari e i freddi pianeti ogni tanto l'attento osservatore può scorgere un microscopico puntino luminoso: un satellite, una sonda, silenti e instancabili testimoni alla costante ricerca di qualcosa, ultimo baluardo di umanità perduto nelle profondità dello spazio...
Una di queste fredde ma instancabili sentinelle da anni ormai continua la sua esplorazione del rosso suolo marziano, un pianeta che, a quanto pare, non smette di sorprenderci e periodicamente ci regala immagini che chiaramente contrastano con la sua apparente assenza di civiltà.
La sentinella si chiama "Spirit", ed è un piccolo veicolo che ospita la più avanzata tecnologia di monitoraggio e di trasmissione oggi a nostra disposizione.
L'ultima curiosa immagine che ha destato la nostra curiosità è stata scattata meno di un mese fa, nella zona conosciuta come "McMurdo Panorama", ed è pubblicata sul sito del "Photojournal" della NASA.

A prima vista sembra chiaramente un manufatto artificiale: L'immagine (che comunque è colorata con falsi colori per enfatizzare l'analisi del territorio), mostra un oggetto cubico parzialmente interrato, la struttura sembra essere toroidale, con una parte del volume interno mancante per creare una cavità. Anche il colore del manufatto, rispetto alle altre rocce vicine, sembra essere più chiaro e metallico, mostrando persino tracce di erosione (ossidazione?).
Purtroppo non ci è dato andare oltre nell'indagine, in quanto manca un'analisi più approfondita.
Una curiosità, tuttavia: nel 1885 venne rinvenuto in una miniera austriaca uno stranissimo cubo metallico, attualmente conservato nel museo di Salisbury. Il letto di carbone in cui fu ritrovato risale all’era terziaria (70-12 milioni di anni fa). L’oggetto, analizzato, risultò composto di ferro e carbonio, con una modesta quantità di nichelio. Inoltre era cubico con una delle due facce opposte perfettamente arrotondate.
Un altro singolare parallelismo tra la Terra e Marte? Non ci resta che aspettare altri riscontri dalle nostre fidate... Sentinelle del cosmo.
Bibliografia e fonti:
http://marsrovers.nasa.gov/gallery/
http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/news.html?in_article_id=509693&in_page_id=1770
http://www.repubblica.it
http://www.ufologia.net
http://ufoonline.altervista.org
http://mars.jpl.nasa.gov/mgs/msss/camera/images/8_2002_releases/incacity/index.html
http://mmmgroup.altervista.org/i-trees.html
http://www.marsanomalyresearch.com/evidence-reports/2006/102/mars-humanoid-skull.htm
http://www.alienufoart.com/ForensicFaces.htm
http://www.ufoinfo.com/filer/2007/ff0736.shtml
http://www.angelsofmars.it/OssimoroMarte/scrittamarziana.html
http://rense.com
http://centroufologicotaranto.blogspot.com
http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA09091
http://alieniemisteri.altervista.org/Prove.htm#Il%20settecento%20e%20lottocento
Nota: Tutte le foto sono copyright dei rispettivi autori e sono state ottenute liberamente da Internet.


027marsexplorerdm230146ib7.jpg


20075510.jpg


tunnellvw1.jpg


fig10particolareineditowd5.jpg


e0900186annot2wo9.gif


marstreestn3.jpg


moc1jz4.jpg


image-10.png


tg510.jpg


statuamarziana.gif


scmar111.jpg


urreed10.jpg


2p171911.jpg


2-102-10.jpg


3-073-10.jpg


starch12.jpg


forens10.jpg


mars210.jpg


mars110.jpg

Nessun commento:

Posta un commento