Alert - Nibiru is coming

Il Pensiero di Angeli in Astronave

Angeli in Astronave è distaccato da tutti coloro che professano amore…e in realtà guadagnano con la sapienza che non gli appartiene… ribadisco …nomi altisonanti … artefatti di strani effetti speciali …visivi o non… strumentalizzare… gruppi di appartenenza…donazioni … plagio… bugie da effetto… mancanza di umiltà… falsi nel pubblico…violenti nelle mura domestiche… guru e maestri …diffidate da ogni cosa artefatta… l’Amore unisce in semplicità…non ha bisogno di una carta scritta…la Verità non si vende ne si compra…fatene tesoro… Dolbyjack!

"Con riferimento al Decreto legislativo 9 aprile 2003, n.70 che si occupa di Attuazione della direttiva 2000/31/CE. Facendo anche riferimento al libro verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e di informazione COM (96) 483, il presente sito web: (Angeli in Astronave) è fruibile a soli Maggiorenni e pertanto proibito a tutti coloro che siano sofferenti psichici o vulnerabili ad informazioni di questo tipo e quindi influenzabili dal punto di vista psicologico.”

Buona Navigazione Cari Angeli, Namasté..

Video Discosure-Nibiru e Mauro Biglino

Riflessioni

La dottrina e pratica più blasfema della Chiesa Cattolica è quella della transustanziazione e del sacrificio della messa. La transustanziazione (fatta dogma dal concilio Lateranense IV nel 1215, elaborata in seguito da Tommaso d'Aquino e sancita definitivamente dal Concilio di Trento) insegna che: il pane e il vino, al momento della consacrazione vengono dal sacerdote cambiati nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo (ogni giorno quindi vengono all'esistenza migliaia e migliaia di nuovi Gesù). La Scrittura insegna che nella cena c'è solo la presenza spirituale di Gesù (Luca 22:19-20; Giovanni 6:63; 1 Corinzi 11:26). Inoltre, nell'adorazione dell'ostia, la Chiesa di Roma adora un dio fatto dalle mani di uomini. Questo è il colmo dell'idolatria, ed è completamente contrario allo spirito del Vangelo che richiede di adorare Dio in spirito e verità (Giovanni 4:23-24). Carlo Fumagalli ex prete ed antropologo

Rasoio di Ockam suggerisce che: "tra varie spiegazioni possibili di una data osservazione, quella più semplice ha maggiori possibilità di essere vera".

DA QUANDO E' DIVENTATO REATO AVER CARA LA VITA?

"Nessuna causa è persa finché ci sarà un solo folle a combattere per essa".

Disclose.tv - ANONYMOUS MESSAGE TO NASA ABOUT ETS
http://www.disclose.tv/action/viewvideo/104638/ANONYMOUS_MESSAGE_TO_NASA_ABOUT_ETS/ Agenzia spaziale più importante del mondo, ti abbiamo osservato e ascoltato per molto tempo, siamo contrariati dalle tue costanti smentite e insabbiamenti, sappiamo tutti i tuoi piccoli e sporchi segreti e i trucchetti che usi. Sappiamo come hai falsato tutte le immagini della superfce dei pianeti e dei satelliti che li circondano, sappiamo come hai falsato e nascosto la verità al mondo. Ora abbiamo abbastanza filmati immagini e informazioni che tu non hai. Saremo capaci di mostrare la verità e lo faremo presto, pensi che stiamo bleffando? allora ascolta, la complessità della loro abilità è incomprensibile[...]l'ormeggio dei loro veicoli sembra molto NASA(non diciamo di più) è per i tuoi trucchi?Sappiamo anche come hai rilasciato strani fotogrammi che mostrano dischi che visitano e poi lasciano la terra e hai consigliato agli astronauti di menzionare volta per volta gli ufo, questo è per far credere che sai molto poco di quello che stà accadendo (mentre altri pensano di aver trovato la verità) ma in realtà la verità è così incomprensibilmente vasta e così semplice che sfugge anche ai migliori dispositivi e menti. Ora, sai che facciamo sul serio. Ora ci rivolgiamo a tutti i cittadini del mondo, le entità extradimensionali non sono malvagie come vogliono farvi credere, al contrario, hanno creato il nostro universo quindi sono presenti da prima di noi, non c'è nienti di cui temere, questo è l'inizio della rivoluzione spirituale ed evoluzione della specie umana Traduzione per Angeli in Astronave Raffaele V.

video prova

La morte non esiste è una invenzione della Chiesa Cattolica - Guarda il video e capirai| Nuove tecnologie ci renderanno liberi

sabato 22 agosto 2009

Scie chimiche sul quotidiano "La Gazzetta del Sud"

Scie chimiche sul quotidiano "La Gazzetta del Sud"
Il 30 luglio del 2009 sul quotidiano locale "La Gazzetta del Sud", uno dei giornali più diffusi nell'estremo sud d'Italia (e sicuramente il più diffuso nella provincia di Messina), è comparso un articolo sulle scie chimiche (a firma E.C.), intitolato Taormina Avvistata la "Chemtrail" - A distanza di un anno si ripete il fenomeno delle scie chimiche. Un altro segnale che la reale esistenza del fenomeno scie chimiche (in inglese chemtrails) è difficile da nascondere.
In tale articolo si afferma correttamente che dal 1996 le scie chimiche sono divenute un'emergenza a livello mondiale e che si pensa che esse siano causa tanto della siccità quanto di danni alla salute umana.
Nell'articolo viene riportato correttamente anche che "si tratta di scie tossiche che appaiono al di sotto dei 4 mila metri circa di quota, rilasciate non da aerei civili ma da veivoli non identificati, verosimilmente militari, che per scopi ignoti starebbero provando a modificare il clima terrestre".
Si segnala poi che un reticolo di scie chimiche ha eliminato alcuni cumuli in arrivo sulla costiera ionica della Sicilia lasciando sotto di sè "una sorta di nebbia biancastra".
Alla fine dell'articolo viene riportata la dichiarazione del Centro Ufologico Siciliano (che si occupa da tempo del fenomeno delle scie chimiche) secondo il quale "la prova evidente che non si tratta di una normale scia di condensa rilasciata da aerei di linea, starebbe nel fatto che la sua traccia è visibile solo in prossimità della zona di cancellazione, ma non era presente lungo la traiettoria dell'aereo né prima né dopo il suo passaggio". Ed in effetti i meteorologi pur di giustificare in qualche modo il "fenomeno" delle scie interrotte si arrampicano sugli specchi senza nemmeno preoccuparsi di contraddirsi a vicenda.
In questo articolo viene però affermato che si sarebbe avvistata una formazione di scie chimiche ad un anno di distanza da un precedente avvistamento nella stessa zona, come se il rilascio di scie chimiche in Sicilia avvenisse una volta l'anno. Di certo non si può chiedere ad un quotidiano di larga diffusione di riportare tutta la verità su un fenomeno sul quale vige un segreto di stato, però essendo stato personalmente in Sicilia la scorsa estate posso testimoniare che, nonostante il caldo torrido, persino a luglio ed agosto si osservavano scie persistenti per ore, scie evidentemente chimiche rilasciate quasi quotidianamente in piena luce (appena una o due al giorno oltre a qualche rara scia "evanescente" rilasciata da aerei che volavano a quote ridicolmente basse e quindi sicuramente chimiche anch'esse).
Un avvistamento degno di nota é stato quello di una scia rilasciata esattamente lungo la costa ove si trovavano i bagnanti, scia rilasciata solo lungo alcuni chilometri della costa tirrenica ma che non era presente né durante l'avvicinamento né durante l'allontanamento dell'aereo, la classica scia interrotta che non può certo derivare da un fenomeno di condensa. Quella scia é rimasta in cielo addiritttura 6 ore prima di dileguarsi e l'aereo volava decisamente basso: col caldo torrido dell'estate siciliana ci vuole un bel coraggio a pensare che quella fosse una "scia di condensa di vapore acqueo". La velenosa irrorazione degli ignari turisti é avvenuta intorno alle 11 di mattina (orario di punta per chi vuole farsi il bagno) sulla riviera della zona di Patti, in provincia di Messina.
Per altro nel periodo che sono stato in Sicilia ho osservato che:
a) di giorno passavano al massimo 2 o 4 aerei, quasi sempre con scia; quelli che non rilasciavano scia erano visibilmente aerei militari che volavano a quote ancora più basse e con un suono assordante
b) la notte al contrario ne passava uno ogni 15 minuti, il che significa un traffico aereo notturno maggiore di quello diurno secondo un rapporto di 16 a 1 (un aumento del 1600%), evidentemente dovuto agli aerei della morte che irrorano massicciamente ed occultamente durante la notte
c) all'alba spesso era visibile (benché ormai in dissolvimento) una ragnatela di scie persistenti rilasciate nelle ore notturne dai suddetti aerei.
In ultimo faccio notare che, sebbene le mie osservazioni sono state eseguite sulla costa tirrenica della Sicilia, sono arrivato e ripartito in aereo da Catania dove ho potuto osservare il rilascio di scie chimiche persistenti in entrambe le circostanze anche su quella zona. Ne posso concludere che anche in Sicilia il rilascio di scie chimiche é quotidiano e non certo occasionale.
http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/08/scie-chimiche-sulla-gazzetta-del-sud.html

La nostra Fede va a pari passo con le azioni?

1703612113 Salve! Domande: La nostra fede va a pari passo con le azioni?

La Fede senza opera è morta…

  Sta cambiando la Nostra esistenza nella nuova conoscenza'?

La nostra fede opera nella luce? Siamo di quelli che sanno e continuano a perdersi in questo mondo corrotto?

L’amore che nutrite per la Verità ci spinge a lavorare per la divulgazione?

Siamo tra coloro che credono e perdono il tempo a chiedersi ancora …voglio una prova visiva?

Siamo noi la Luce che apre la mente e l’animo delle persone?

Siamo coloro che hanno vergogna nel parlare di fatti che per qualcuno è fantasia… e per noi è Realtà?

Perdiamo tempo?

Siamo Noi … uno specchio ?

Siamo noi tiepidi nelle vie della verità?

Molti fatti conosciamo… siamo ancora nel dubbio della venuta della nuova era…promessa fatta dal Re?

Siamo tra quelli che si sforzano?

Nel tempo che passa … molti si svegliano…e altri tornano al vomito del mondo…come il cane torna al suo vomito….

La Verità… cruda per come la vediamo…ci da la certezza che non siamo nella menzogna .

Siamo tra quelli che nel divulgare diamo lo scarto del tempo?

Ci sentiamo pronti a dire basta a questo sistema di cose?

Siamo tra coloro che sono usciti fuori dalla bugia planetaria?

C’è una gran differenza nel dire e nel fare…

Buona navigazione futura umanità! Dolbyjack!!!

U.F.O. TG5

Sarà pur vecchio, ma è sempre informazione :)
Buona giorno a tutti e buona visione



Grazie all'utente YT Sorayaluna

UFO, Man Claims Aliens Chase Him - ABC News

UFO FRESNOS PHEONIX LIGHTS 100% ufo proof !

Entrevista a wanda I Velez (Testigo / Contactada) Part 1

Cazadores de Ovnis - Ovnis en Aeropuertos - 1 de 5

¿Ovni?

Ufo o afa? Nuovi avvistamenti nei cieli di Capitanata

 

Ufo o afa? Nuovi avvistamenti nei cieli di Capitanata

All'interno le foto realizzate nei pressi di San Severo

SAN MARCO IN LAMIS. Proseguono gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati, meglio noti come UFO.  Questa volta è un nostro lettore che immortala due strani cerchi luminosi,  lo scorso 20 Agosto furono invece quattro ragazzi foggiani a segnalare la presenza di “dischi luminosi fluttuanti e che cambiavano colore”.

Nello stesso momento  venivano avvistati anche nella vicina San Giovanni Rotondo. La base militare di Amendola, dove regna lo scetticismo, riferisce che in quell’ora non erano presenti nella zona velivoli ne tantomeno esercitazioni in atto nello spazio aereo di competenza.

Puntualmente nei mesi estivi, in concomitanza con la magica notte di San Lorenzo le segnalazioni diventano sempre più frequenti, forse complice la voglia di poter esprimere un desiderio risolutore per il proprio destino, chissà.

Ma le foto inviate dal nostro lettore sembrano parlar chiaro, cosa sono quei due punti luminosi in alto a destra? Lo stesso autore delle foto si chiede se non sia stata l’afa a giocare brutti scherzi o qualche strano fenomeno meteorologico. Anche in questo caso il contributo fotografico non fa altro che alimentare in tutti noi i soliti dubbi, esistono o sono solo scherzi della natura a cui non si riesce a dare una logica spiegazione? La foto è stata scattata lungo l’autostrada tra San Severo e Termoli il 17 Agosto.

La seconda foto invece è stata fatta a bordo di un aereo di linea che in quel momento sorvolava l’Italia centrale (21 Agosto), in questo caso più che di un ufo sembra trattarsi di un razzo o vettore, di quelli utilizzati per il lancio dei satelliti, chiara infatti la scia creata dal calore del motore a contatto con l’aria rarefatta presente in alta quota. La domanda è d’obbligo , cosa ci faceva questo strano oggetto nei cieli italiani? Il mistero continua.
Sanmarcoinlamis.eu

 

http://www.sanmarcoinlamis.eu/le-notizie/gargano-e-capitanata/207-ufo-o-afa-nuovi-avvistamenti-nei-cieli-di-capitanata.html

Che traffico di Ufo nelle notti d'agosto

 

Che traffico di Ufo
nelle notti d'agosto

Luci nelle notti comasche: abbondanza di Ufo d'agosto (Foto by Carlo Pozzoni)

Cervelli ottenebrati dall’afa d’agosto o avvistamenti reali di autentici Ufo? La domanda aleggia sull’ultimo comunicato del Centro italiano studi ufologici (il Cisu), diffuso ieri per annunciare l’incremento quasi esponenziale di avvistamenti nei cieli del Comasco di oggetti volanti non identificati, da Erba a Gravedona passando ovviamente per Como. L’annuncio è del referente locale del Cisu, Corrado Guarisco, che parla di una intensificazione di avvistamenti «tale da assumere le caratteristiche di una "ondata", cioè di una concentrazione di fenomeni su un’area più o meno estesa del territorio» e, naturalmente, con un effetto prolungato nel tempo. Gli episodi sarebbero addirittura tredici nel giro di una ventina di giorni, a partire dal primo di essi, segnalato il 25 luglio a Cima di Porlezza. È l’inizio, dicono gli ufologi comaschi, visto che la stessa notte, sia pure a orari diversi, analoghi avvistamenti si succedono a Erba, a Corrido, Moltrasio, a Colonno e a Carlazzo per proseguire, il giorno seguente, anche a Dongo e, il 28, a Como. Il caso più interessante risalirebbe però all’alba del 4 agosto, quando verso le cinque del mattina due persone notano in cielo una strana luce «tendente al giallo» che resta immobile sulla verticale di Bellagio. L’interesse particolare sarebbe, in questo caso, da ricercarsi nella esposizione dell’«Ufo», rimasto visibile per circa quindici minuti. Scrive ancora Guarisco: «Con l’ausilio di un binocolo si accertò che l’oggetto presentava in superficie un intreccio di linee, quasi a formare una sorta di ragnatela irregolare. Successivamente l’oggetto ruotò sul proprio asse mettendo in evidenza una sorta di piccola coda che poco dopo andò modificandosi assumendo la forma di un manico: uno dei testimoni dichiarò che, a quel punto, "era come osservare una racchetta da tennis"». La scomparsa fu fulminea, almeno quanto l’apparizione. L’oggetto si mosse verso Menaggio dove sembrò dividersi in due parti, salvo poi scomparire inghiottito nell’ultimo buio dell’ultima notte. Guarisco cita anche un caso registrato a Gravedona la sera di ferragosto e un’ultima segnalazione, in ordine di tempo, a Como, la notte del 18 agosto alle 3. In questo caso a essere avvistato è «un corpo scuro, di forma tondeggiante» che transitava nel cielo sopra la città a velocità molto sostenuta, salvo poi scomparire nel volgere di pochi secondi.
Dal Cisu rinnovano il loro appello a prestare attenzione al cielo, specie in queste serate di fine estate ancora calde, e di segnalare eventuali avvistamenti. Possibilmente dopo una cena non troppo alcolica...
R. Cr.

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/86198_che_traffico_di_ufo_nelle_notti_dagosto/

Ufo avvistato a Gravedona prima dei fuochi L’Altolario si conferma terra piena di misteri

Ufo avvistato a Gravedona prima dei fuochi
L’Altolario si conferma terra piena di misteri

Strani fenomeni sul lago

Il Lago di Como si conferma la nuova “Area 51” italiana. E.T. sarebbe tornato a sbarcare nel Comasco sotto il caldo cielo di agosto. Dopo una ridda di video goliardici palesemente taroccati che tuttora si possono ammirare, sorridendo, su YouTube, e un avvistamento segnalato tre settimane fa a Porlezza, è di nuovo la volta di un “incontro ravvicinato”. Un presunto avvistamento di un oggetto volante non identificato sarebbe stato infatti compiuto da un lettore del “Corriere di Como” che in tutta umiltà chiede conferma di ciò di cui è testimone in una mail, lanciando un appello: «Chi ha assistito alla mia stessa “visione”'».
L’episodio risale allo scorso 14 agosto e la scena è Gravedona. Alle 21.45 Cristian O., residente nel comune altolariano, si appresta ad assistere allo show pirotecnico dalla terrazza della sua abitazione, sulla collina. «Ho assistito a uno strano fenomeno - scrive - Dal cielo sopra Dongo ho visto avvicinarsi una luce color rosso fuoco che procedeva a velocità sostenuta per poi fermarsi e riprendere velocità arrestandosi proprio sopra la mia testa e poco dopo scomparire spegnendosi».
Il lettore dà conto con precisione non solo del luogo e delle caratteristiche dell’avvistamento ma anche della sua durata: «Il fenomeno è durato circa 2-3 minuti - scrive Cristian - ed era visibilissimo a occhio nudo», a causa della forte luce rossa emessa dall’oggetto avvistato. A questo punto sorge spontaneo il dubbio del buonsenso scettico: sarà stato un fenomeno spiegabilissimo, il classico pallone aerostatico o il classico aeroplano in volo serale sul Lario. «Non poteva essere un aereo di linea - sottolinea nel messaggio il gravedonese - in quanto qualche tempo dopo sorvolavano aerei, ma erano distinguibili dalla loro rotta regolare e dalla luce molto meno forte. Credo nemmeno un frammento di una sorta di stella cadente». In attesa di riscontri da ufologi e astronomi, va ricordato che Gravedona non è aliena (è proprio il caso di dirlo) da fenomeni simili. Già nei primi anni Novanta, riferisce una testimonianza reperibile su Internet, si parlò di un oggetto stranissimo, simile a una trottola, che girava su se stesso e cambiava colore in continuazione senza emanare alcun suono. Il presunto Ufo si fermò a volteggiare sopra Palazzo Gallio, lo storico edificio della località altolariana. Poi schizzò via dietro le montagne in meno di mezzo secondo, per tornare subito dopo sopra il castello e quindi spiccare il volo definitivamente.

http://www.corrierecomo.it/frm_articoli.cfm?ID=97629

SIMEC il Miracolo Possibile - ( Intervento di GIACINTO AURITI )

 

SIMEC il Miracolo Possibile - ( Intervento di GIACINTO AURITI )
25:28

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&VideoID=62253515

Intervento video del Chiarissimo Professore Giacinto Auriti Gennaio, 2002 Conferenza tenutasi a Guardiagrele (CH) sul possibile uso del SIMEC per far fronte ai tagli del bilancio nelle amministrazioni comunali dovuti dall'art. 29 della legge finanziaria del 2003. Per le amministrazioni comunali il SIMEC rappresenta uno strumento alternativo all'indebitamento, all'aumento della tassazione locale o al taglio di servizi alla comunità per mancanza di fondi. L'uso del SIMEC contribuirebbe a migrare dall'attuale "banconota debito" verso una banconota di proprietà del portatore. Ciò per porre fine al paradosso di uno stato indebitato all'atto dell'emissione della moneta di cui ha diritto di essere proprietario, dall'altra ad un maggiore potere d'acquisto per il portatore che non si vede decurtato il potere d'acquisto a causa del signoraggio bancario.
______________________________
"Gli Usa, ad esempio, per stampare una banconota da un dollaro spendono poco meno di 5 centesimi: questo significa che il governo, ogni volta che emette un biglietto verde, si appropria di 0,95 dollari, che può impiegare per acquistare beni e servizi."
- Focus.it -
L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto. 
- Maurice Allais, nobel per l'economia -
"Assurdo dire che il nostro paese può emettere $30,000,000 in titoli ma non $30,000,000 in moneta. Entrambe sono promesse di pagamento; ma una promessa ingrassa l'usuraio, l'altra invece aiuta la collettività".
- Thomas Edison - New York Times, 1921 -

Il destino del mondo in un battito d’ali

 

Il destino del mondo in un battito d’ali

 

Disperse, disorientate, morte a sciami interi. Api operaie, soldato ed esploratrici: un minuscolo regno matriarcale rischia ora di sparire. Il veleno dei pesticidi e tanti altri fattori minacciano questo incredibile microcosmo e con esso il pianeta. «Non più api, non più impollinazione, non più piante, non più animali, non più uomo».
di Rachele Malavasi
I primi segni della crisi cui è andato incontro il settore apiario mondiale risalgono alla metà degli anni ‘80, ma solo negli ultimi tempi i governi dei paesi europei e nord-americani, dove il problema è più grave, hanno adottato alcuni provvedimenti. Secondo la rivista Science, dal 1980 le api della Gran Bretagna sono diminuite del 52%, quelle dei Paesi Bassi addirittura del 67%. Negli Stati Uniti, solo questo inverno, sono morti cinquecentomila alveari su un totale di 2.5 milioni, determinando un calo del 30% nella produzione delle mandorle di cui gli USA sono il primo produttore mondiale. La crisi si sta espandendo anche in Brasile, Taiwan e Canada.
La situazione è ancora più grave per quanto concerne gli apoidei selvatici (come i bombi e la maggior parte delle specie di api), in quanto i loro alveari non vengono curati e ripristinati come quelli delle “api domestiche”. Negli Stati Uniti e in Canada, ad esempio, si stima che il numero delle famiglie di apoidei che si sono estinte o si estingueranno a breve si aggira tra il 30% ed il 90%.
Dati sconfortanti che confermano una catastrofe annunciata. Negli ultimi anni, infatti, gli apicoltori hanno dovuto fronteggiare i danni prodotti da interi sciami di api morte, raccolte a piene mani, mentre in altri casi centinaia di migliaia di esemplari non hanno fatto più ritorno all’alveare, letteralmente scomparsi, probabilmente a causa della perdita dell’orientamento. Tale comportamento, definito Colony Collapse Disorder (CCD), in certi casi viene trattato separatamente dalle morti di massa benché le cause attribuite ai due fenomeni siano più o meno le stesse. L’aspetto più inquietante del CCD sta nel fatto che gli alveari lasciati vuoti non vengono saccheggiati da altre colonie di api come accade di solito, ma lasciati intoccati, come se fossero contagiosi.
Una preziosa società matriarcale
Le api (Ordine Hymenoptera, Famiglia Apidae) vivono in colonie composte da un’ape regina e da un numero tra 10.000 e 150.000 api operaie, divise fra bottinatrici, soldato, esploratrici... tutte femmine. Solo in alcuni periodi (generalmente a fine inverno), infatti, da uova non fecondate nascono i fuchi, individui di sesso maschile privi di pungiglione. Api e fuchi hanno una vita più o meno della stessa durata (30-40 giorni per le prime, 50 per i secondi), mentre l’ape regina può vivere fino a cinque anni, producendo 1500 uova al giorno.
Le uova sono protette e curate dalle operaie che, tra l’altro, si preoccupano di arieggiarle e mantenerle ad una temperatura costante: se è troppo elevata l’abbassano sbattendo velocemente le ali e provocando correnti d’aria, mentre se è troppo bassa possono accovacciarsi accanto alle uova per mantenerle calde. Dopo la schiusa, la larva viene nutrita con acqua, miele e polline se è destinata ad essere un’ape operaia, solo con pappa reale (un derivato delle ghiandole ipofaringee delle api, composto per ben il 48% da proteine) se sarà una regina. La vita dell’alveare è intensa e interamente indirizzata alla produzione del miele, che deriva principalmente dal nettare che le api succhiano dai fiori.
Le bottinatrici, al ritorno nell’alveare, rigurgitano il prezioso carico nella bocca di api operaie che lo elaborano arricchendolo di enzimi per poi passarlo ad altre operaie. Solo alla fine di una lunga catena la sostanza così faticosamente lavorata viene deposta nelle celle dell’alveare. A questo punto il calore fa evaporare l’ acqua in eccesso ed il miele è pronto. Sta poi all’apicoltore saperlo estrarre, avendo cura di prelevarne solo il 10% per non mettere a rischio la sopravvivenza delle larve.
Sotto l’aspetto nutrizionale, il miele è un prodotto molto energetico, ricco di zuccheri derivanti dal nettare, quali il glucosio (in grado di trasformarsi in energia dall’utilizzo immediato) e il fruttosio (che, invece, viene immagazzinato come riserva energetica a lungo termine).

 

Il miele è facilmente digeribile in quanto è un prodotto preassimilato dalle api. Oltre a contenere enzimi, acidi organici, sali minerali, vitamine e proteine, nel miele è presente anche la propoli, che le api prelevano dalle gemme delle piante e con la quale rivestono l’interno delle celle a scopo antibatterico ed antifungino.
L’uomo apprezzava le qualità del miele già nel Neolitico ed esistono prove dell’esistenza di rudimentali arnie costruite circa 8000 anni fa. Lo conoscevano bene gli Egizi che riponevano il miele fra i tesori nelle tombe dei Faraoni e (come facevano anche i Sumeri, i Babilonesi e gli Ittiti) lo usavano quale unguento per ferite, per curare diversi malesseri e come maschera di bellezza. I Greci lo definivano “il cibo degli Dei” mentre i Romani utilizzavano la cera d’api sia come isolante che per costruire le tavolette da scrittura e per l’illuminazione. L’uso più diffuso fra tutti i popoli era comunque quello alimentare e medico.
Perché muoiono le api?
Sebbene il fenomeno della morte e scomparsa delle api sia attribuito ad una rosa di fattori concomitanti, sembra che il principale responsabile sia rappresentato dai pesticidi sistemici ad azione neurotossica. Utilizzati fin dagli anni ‘80, questi pesticidi vengono assorbiti dalla pianta e trasferiti nella linfa da cui, poi, si distribuiscono a foglie, fiori, fusto e radici.
Di conseguenza, quando prelevano nettare o propoli, le api vengono gravemente intossicate; basti pensare, peraltro, che per un ettaro di terreno coltivato a girasole sono sufficienti poche decine di grammi di pesticida e che questo resta disponibile in tracce nel terreno anche per la semina successiva. Ad aggravare la situazione, attualmente è in largo uso l’endoterapia, l’iniezione dei pesticidi direttamente nei vasi linfatici, utilizzata per il trattamento di piante ornamentali molto diffuse quali Aceri, Querce, Pioppi, Thuja ed Olmi.
Per quanto riguarda l’azione neurotossica, ne sono responsabili i principali pesticidi di nuova generazione, i cosiddetti neonicotinoidi a base di nicotina, i cui principi attivi sono l’imidacloprid, il clothianidin, il thiamethoxan ed il fipronil. Questi principi attivi hanno effetti devastanti sulle api perché bloccano sia il GABA (acido gamma-ammino-butirrico) che l’acetilcolina, due neurotrasmettitori di importanza fondamentale il cui arresto determina, tra l’altro, la perdita di orientamento descritta dalla CCD. La presenza di tali pesticidi diventa praticamente ubiquitaria in quanto queste sostanze, oltre ad essere diffusamente impiegate nella coltivazione di colza, mais, girasole, barbabietole da zucchero e di molti altri prodotti agricoli, sono anche persistenti nell’ambiente.
Il Dossier sui neonicotinoidi 2007 dell’UNA-API (Unione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani) riporta diverse prove che testimoniano la tossicità dei pesticidi sistemici neurotossici nei confronti delle api. La Direttiva europea 91/141 prevede, peraltro, che per i pesticidi venga calcolato un quoziente di rischio per le api (HQ), dipendente dalla dose di sostanza applicata per ettaro e dalla tossicità acuta nei loro confronti. Un punteggio pari a 50 HQ rende necessarie ulteriori analisi perché sussiste il forte rischio che la sostanza abbia effetto sul comportamento delle api e sullo sviluppo della colonia.
I punteggi ottenuti in seguito a somministrazione orale dei prodotti su citati ad api controllate in laboratorio variano da circa 10.000 a circa 40.000 HQ. L’EPA (Environmental Protection Agency, USA) già dal 2003 ha definito il clothianidin come un composto cronicamente tossico per le api, con effetti che spaziano dall’impossibilità di sviluppo delle larve alla ridotta capacità riproduttiva dell’ape regina.
L’Italia è al primo posto in Europa per l’utilizzo di tali pesticidi.

 

La varietà ambientale e la frammentazione delle colture hanno consentito alle api italiane di ammortizzare il problema fino all’estate del 2006 allorché, a seguito dell’utilizzo massiccio del tiamethoxam (dichiarato eco-compatibile) su vaste aree viticole del Piemonte, migliaia di api sono morte improvvisamente. Le segnalazioni si sono moltiplicate nel 2007 in tutta Italia registrando un picco in aprile, dopo la semina del granturco e l’uso dei pesticidi associati, quando praticamente tutto il Nord ha visto sparire tra le 20.000 e le 40.000 api.
Nonostante ciò, l’attuale sistema legislativo sottovaluta il problema e sembra piuttosto indirizzato a muoversi in direzione opposta. Nel luglio 2006, ad esempio, l’Europa ha permesso l’utilizzo del clothianidin nei pesticidi. In una recente intervista all’agenzia Il Velino, Silvio Borrello, Direttore Generale del Dipartimento della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione del Ministero della Salute, ha affermato addirittura che al dicastero «non risulta alcuna domanda di sospensione cautelativa dei neonicotinoidi e nessuna ricerca è in corso sulla moria di api. Noi non abbiamo mai ricevuto alcuno studio pubblico e privato a riguardo».
Eppure, in Francia l’uso di alcuni neonicotinoidi è stato bandito già dal 2002, mentre in Italia una richiesta in tal senso è stata inviata nel 2004 al Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) e al Ministero della Salute senza ottenere, però, alcuna risposta. Claudio Porrini, ricercatore presso la Facoltà di Entomologia agraria all’Università di Bologna, afferma che la strategia delle aziende produttrici è proprio quella di allungare i tempi circa le decisioni. Attualmente è in via di sospensione l’uso di uno dei pesticidi sotto accusa, ma già si sta immettendo sul mercato un nuovo prodotto dalla composizione simile.
L’unica vera soluzione sarebbe quella di mettere al bando completamente questi prodotti; per salvare le api dall’intossicazione, infatti, non basta evitare di utilizzare i neonicotinoidi nei pressi degli alveari, in quanto un’ape alla ricerca di nettare e di altri nutrienti arriva a setacciare un’area nel raggio di otto chilometri.
Oltre all’utilizzo dei pesticidi, diversi scienziati ritengono che la diffusione di alcune forme di patologie e parassitosi possa rappresentare una concausa a questi decessi di api. Recentemente, un gruppo di ricercatori americani dell’ECBC (Edgewood Chemical Biological Center) di San Francisco e dell’Università della California ha messo a punto un nuovo sistema integrato di rilevazione dei virus, l’IVDS (Integrated Virus Detection System), che ha permesso di individuare un virus ed un parassita potenzialmente all’origine di molte morie di api.
Quasi sicuramente, l’aumento di questi fattori all’interno degli alveari è una conseguenza dell’abbassamento delle difese immunitarie dovuto proprio all’azione dei pesticidi ma, a detta di molti, anche le colture OGM hanno la loro responsabilità. Tra l’altro, da almeno vent’anni la maggior parte degli apicoltori propina alle proprie api antibiotici ed antibatterici per evitare infestazioni: mieli ricchi di questi prodotti arrivano soprattutto da Cina, Argentina, Turchia e Ucraina. L’eccesso di protezione, paradossalmente, rende le api più vulnerabili in quanto ceppi di virus e parassiti resistenti agli antibiotici diventano ancora più forti e difficili da debellare.
Si ipotizza, quindi, che le api perdano l’orientamento e siano indebolite a causa dei pesticidi e forse degli OGM, che vengano quindi attaccate da virus e parassiti e che l’alveare svuotato non sia di conseguenza ricolonizzato per evitare il rischio di infezioni. In molti casi, infatti, i sopravvissuti all’abbandono delle arnie presentavano contemporaneamente 5 o 6 infezioni virali e diverse infestazioni fungine. Il parassita più temuto dagli agricoltori è l’acaro Varroa destructor, proveniente dalla Cina. Come una zecca, si attacca sul dorso delle api (ma può anche infettare le larve) e ne succhia il sangue indebolendo drasticamente il sistema immunitario e fungendo da vettore per moltissime malattie.

 

In effetti, la Varroa è un parassita dalle dimensioni spropositate, l’equivalente di una zecca, paragonabile per grandezza ad uno zaino appeso sulla nostra schiena.
Recentemente un apicoltore statunitense, Michael Bush, ha affermato di aver risolto i suoi problemi con la Varroa senza bisogno di utilizzare antibiotici o altre sostanze, ma solo riportando le dimensioni delle celle delle arnie alla grandezza naturale.
Allo scopo di far nascere api giganti che producano più miele, infatti, il diametro delle celle degli alveari artificiali è di 5,4 mm contro i 4,6 mm di quelli naturali. Di conseguenza, le larve devono essere nutrite più a lungo prima di riempire la cella e di far scattare il periodo di incubazione. Sembra così che il periodo di crescita delle larve si prolunghi a tal punto da far aumentare esponenzialmente le possibilità di infestazione da parte della Varroa. Se questa teoria fosse vera, quindi, sarebbe addirittura la cupidigia degli apicoltori ad alimentare la crisi del settore. Per quanto concerne gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), il loro ruolo è ancora incerto sia nell’abbassamento delle difese immunitarie delle api, in particolare, che nella crisi in atto, in generale.
Le ricerche al riguardo – effettuate tra gli altri dal Dipartimento di Scienze Biologiche della Simon Fraser University, dalla British Columbia University e dall’Università del Queensland – hanno tutte evidenziato una forte riduzione della presenza di api all’interno dei campi coltivati con colza OGM. Nessuno degli studi, però, parla di morte delle api né di scomparsa dalle arnie. In realtà, sembra semplicemente che i campi OGM siano meno frequentati da questi insetti perché offrono una varietà florale molto minore rispetto ai campi “normali”. Le coltivazioni geneticamente modificate, infatti, contengono spesso geni resistenti agli erbicidi con cui vengono irrorati i campi, mentre nelle coltivazioni normali questi forti erbicidi non vengono utilizzati permettendo così la crescita di erbacce e fiori di campo.
Secondo questo punto di vista, i campi OGM, più che un effetto tossico svolgerebbero un effetto repellente sulle api; un risultato assolutamente da non sottovalutare in quanto oltre a rendere più difficoltoso il procacciamento del nettare e della propoli, interi ecosistemi perderebbero il loro equilibrio a causa dello spostamento di masse di insetti e degli uccelli che se ne nutrono, con tutte le conseguenze del caso.
Un altro elemento ancora va tenuto in debita considerazione: molte piante sono state modificate introducendo il gene per le proteine Cry, estratte dal batterio del suolo Bacillus thuringiensis e che fungono da insetticida. Sembra che le Cry possano provocare squilibri intestinali nelle api che, se anche non muoiono, diventano una facile preda per virus e funghi; un articolo pubblicato sulla rivista Science afferma, tuttavia, che le quantità di Cry cui sarebbero esposte le api non è sufficiente ad indurre gli effetti suddetti sottolineando, invece, che i neonicotinoidi possono essere una causa più ragionevole.
Comunque sia, sul ruolo svolto dagli OGM nel “caso api” ancora mancano studi a lungo termine, solo a seguito dei quali sarà possibile dire l’ultima parola.
Fra le altre cause della crisi, vanno considerati anche i cambiamenti climatici che pare possano influire sulla comunità dell’alveare, i cui bioritmi sono finemente regolati dal susseguirsi delle stagioni, anche se al momento non vi sono prove in tal senso. Si è persino pensato ad un’influenza da parte delle onde elettromagnetiche dei cellulari e di altre fonti introdotte dall’uomo.
Un lavoro di un’équipe tedesca dell’Università di Landau ha dimostrato, infatti, l’influenza delle onde elettromagnetiche sull’orientamento delle api, ma lo studio è stato smentito da diversi esperti, tra cui Giorgio Celli, docente presso l’Istituto di Entomologia Agraria Guido Grandi dell’Università di Bologna e coordinatore del Gruppo di Ricerca sulle Alternative ai Pesticidi in Agricoltura. Sebbene la teoria sia plausibile, una vera correlazione tra onde elettromagnetiche e disorientamento delle api non è mai stata appurata e le eventuali conseguenze, afferma Celli, non possono minimamente essere paragonate a quelle provocate dai pesticidi sistemici neurotossici o dalle infestazioni di virus e batteri.

Il Giornale Online"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: " alt="Il Giornale Online"/>

Un problema di grandi proporzioni
Le diverse cause che concorrono alla scomparsa e morte delle api sono così radicate che sembra impossibile riuscire a farvi fronte; tuttavia una reazione è assolutamente necessaria. Solo in Italia l’apicoltura dà lavoro a 50mila persone, per un valore commerciale di circa 60 milioni di euro all’anno; il danno, se continuasse la moria delle api e l’abbandono degli alveari, non si limiterebbe però solo al tracollo di un intero settore economico, bensì metterebbe in ginocchio il ciclo riproduttivo di milioni di piante che dipendono dalle api per l’impollinazione: meli, peri, susini, peschi, ma anche erba medica, grano, trifoglio, finocchio, aglio, girasole, soia… e molte altre ancora.
In un solo giorno, infatti, un’ape può visitare circa 700 fiori e poiché ogni alveare contiene in media 30.000 operaie, una colonia può visitare più di 20 milioni di fiori quotidianamente; l’importanza delle api, ma anche dei bombi, come impollinatori diventa quindi fondamentale. Fra le piante selvatiche, ben 22.000 specie dipendono dalle api per l’impollinazione. Il National Center for Ecological Analysis and Synthesis dell’Università della California a Santa Barbara (UCSB) ha appena portato a termine uno studio, iniziato nel 1981, in cui viene dimostrato che, a causa della carenza di insetti impollinatori, numerosi hot spot di biodiversità in tutto il mondo sono in serio pericolo.
Salvare le api significa quindi evitare il collasso dell’intero Pianeta. Per citare una frase attribuita ad Albert Einstein: «Se l’ape scomparirà dalla superficie della terra, allora agli uomini rimarranno solo pochi anni di vita. Non più api, non più impollinazione, non più piante, non più animali, non più uomo».
Fonte:

venerdì 21 agosto 2009

ovni en tehuacan puebla mexico

U.F.O.-O.V.N.I. ed F.B.I.


Se provate a scrivere all'FBI domandando informazioni sugli UFO otterrete una risposta del tipo: "Le informazioni contenute negli archivi del Federal Bureau of Investigation sono riservate e ottenibili solo per uso ufficiale", oppure "L'indagine sugli oggetti volanti non identificati non è competenza di questo Ufficio".

Dobbiamo quindi rassegnarci ad accettare che il gran accanirsi dell'FBI per gli UFO sia una mera fantasia generata da menti ecclettiche?

Non proprio. Grazie all'interessamento di alcuni ufologi americani, coadiuvati da una speciale legge nazionale sulla libertà di informazione - meglio nota come Freedom of Information Act - entrata in vigore a partire dalla metà degli anni '70, dagli archivi dell'FBI sono usciti, in più riprese, centinaia di documenti, dapprima classificati, di cui nessuno conosceva l'esistenza. Sull'argomento sono stati pubblicati negli Stati Uniti numerosi libri e una miriade di articoli sono apparsi sulle riviste del settore, raccolti nel nostro paese dal Centro Italiano Studi Ufologici il CISU.

Si è così concretizzato un sospetto: l'FBI possiede nei suoi archivi numerose migliaia di pagine - sono oltre 2.000 quelle sinora declassificate e rese note - riferite a documenti (note, memorandum, comunicazioni interne, rapporti dettagliati) consacrati ai "dischi volanti", alcuni dei quali non figurano neanche negli archivi del Progetto Blue Book, lo studio sugli UFO promosso dall'Aeronautica statunitense e conclusosi nel 1969.

L'FBI è pertanto stata ufficialmente coinvolta nelle indagini sui "dischi volanti", come all'epoca venivano chiamati gli UFO? Ebbene sì: sicuramente dal 30 luglio al 1ø ottobre 1947, anche se investigazioni non ufficiali sono state condotte perlomeno sino al 1964. Nell'ottobre 1947 l'incombenza passa, per competenza, all'USAF. Proseguono tuttavia, su consiglio dell'allora capo dell'FBI, J. Edgar Hoover, le indagini sull'attendibilità dei testimoni che riferivano di aver avvistato sul territorio statunitense i dischi volanti.

Intanto l'FBI continuava a essere informata sull'argomento e a ricevere rapporti di avvistamento da ogni fonte, governativa e non. Tra il 1952 e il 1959 la documentazione ricevuta è diminuita costantemente sin quasi ad annullarsi. In effetti i Federali hanno fatto di tutto per sbarazzarsi di un argomento problematico.

E' stata la possibilità di una sovversione interna che li aveva inizialmente portati a interessarsi della materia. La questione era prevalentemente seguita nell'ottica di smascherare un possibile movimento sovversivo, sia esso stato politico o all'origine di un'isteria collettiva. Tale minaccia fu un argomento che si sgonfiò ben presto. Le divergenze (tuttora esistenti) tra l'USAF e l'FBI sono inoltre la causa che ha fatto cessare da parte dei Federali le indagini sistematiche sulla materia.

Ma veniamo al contenuto dei documenti declassificati.

Numerosi sono i rapporti relativi ad avvistamenti UFO segnalati da personale qualificato, comuni cittadini, ed in alcuni casi agenti federali. Sovente si tratta di oggetti che si muovono a velocità elevata manifestando ampia manovrabilità. Interessante a tal proposito è il memorandum inoltrato in data 17 settembre 1947 dall'agente speciale dell'ufficio di Portland al capo dell'FBI sull'osservazione di "cinque o sei dischi" in volo sulle Cascade Mountains il pomeriggio del 24 giugno dello stesso anno da parte di un prospettore minerario, giudicato "un individuo molto attendibile". Apparentemente questa persona (il cui nome è stato cancellato sul rapporto dall'FBI) è un testimone indipendente a sostegno della ben più famosa osservazione - effettuata a bordo di un aereo - di Kenneth Arnold, che ha segnato l'inizio dell'era moderna dell'ufologia. Altro particolare degno di nota è la dicitura apposta sul documento in questione, e cioè "REPORTS OF FLYING DISCS... SECURITY MATTER - X". Ma allora gli X-Files sono esistiti veramente?

Sin dalla prime segnalazioni, e col passare degli anni, l'affare "dischi volanti", malgrado pubblicamente venisse accantonato come frutto di "errate interpretazioni, burle e bagordi del sabato sera", è stato tenuto nella massima considerazione dalle agenzie governative statunitensi, tant'è che in un documento datato 31 gennaio 1949 ad indirizzo l'allora direttore dell'FBI, J. Edgar Hoover, e intitolato "Protezione delle Installazioni Vitali" si sottolinea: "Questo argomento è considerato top secret dagli uffici informazioni sia dell'Esercito che dell'Aeronautica".

Altro particolare che mettono in evidenza i documenti declassificati è l'interesse nei confronti del fenomeno mostrato dalla comunità scientifica. Oltre gli studi sulle centinaia di osservazioni delle cosiddette green fireballs (meteore verdi) nei pressi delle installazioni militari nello Stato del New Mexico, che hanno coinvolto astronomi di fama internazionale i quali non hanno trovato soluzione logica per molte di esse, c'è chi tentava di avanzare ipotesi basate principalmente sui timori dell'epoca. Il 18 luglio 1947 l'agente speciale in New Haven, Connecticut, scriveva la seguente lettera al capo dell'FBI:

"Per informazione del Bureau - la presente è per avvisare che il 7 luglio 1947 il Sig. ---, di Stamford, Conn., si è recato al locale ufficio e ha fornito le seguenti informazioni:

Il Sig. --- ha anticipato le sue osservazioni precisando che è uno scienziato di professione ed è attualmente impiegato presso gli American Cyanamid Research Laboratories di West Main Street in Stamford, Conn., nel reparto Fisica. Il Sig. --- ha inoltre precisato che durante la guerra ha lavorato al MIT, Cambridge, Mass. nel Laboratorio Radiazioni connesso al Progetto Manhattan. Il Sig. --- ha trent'anni e si è laureato alla University of Arizona.

Il Sig. --- ha affermato che il tema dei 'dischi volanti' ha causato considerevoli discussioni e attualmente interessa gli scienziati e lui stesso ha una teoria personale al proposito. Prima di esporre la sua teoria, il Sig. --- ha rimarcato che immediatamente dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, un suo amico, il Sig. ---, ha sostenuto di aver osservato i 'dischi volanti' da un osservatorio a Milano e Bologna, in Italia. Questi asserì che apparentemente sul momento in Italia i 'dischi volanti' avevano prodotto un certo discutere ma che dopo questa breve pubblicità l'argomento si estinse nel pubblico interesse. Il Sig. --- ha affermato che è molto probabile che i 'dischi volanti' possano in realtà essere bombe batteriologiche o bombe atomiche radiocomandate che girano intorno all'orbita terrestre e che possono essere dirette su qualsiasi bersaglio secondo le esigenze dell'agenzia o della nazione che ne ha il controllo."

A parte le opinioni espresse, è curiosa l'allusione a quelli che potrebbero essere degli avvistamenti antecedenti il caso Arnold proprio in Italia.

Fonte: Cisu

Tecnologie aliene


Per anni sono trapelate indiscrezioni secondo le quali le Forze Armate americane, attraverso operazioni oscure, avevano perfezionato velivoli supersegreti ad anti-gravità. Lo proverebbe un recente libro, edito negli Stati Uniti, Alien Rapture - The Chosen, di Edgar Rothschild Fouchè e Brad Steiger.
I suoi contenuti si riferiscono allo sbalorditivo cover-up attuato, sin dalla fine degli anni '40, dal gruppo occulto MJ-12 e rivela, per la prima volta, informazioni riservate su tecnologie derivate da progetti di retroingegneria su scafi alieni recuperati.


"Questa notte - afferma Fouchè - il veicolo aerospaziale più insolito e segreto del mondo potrebbe sorvolare Phoenix, in Arizona, Gulf Breeze in Florida, il Belgio, o la vostra città". È conosciuto come TR-3B. Fantascienza o realtà?
Al TR-3B, di forma triangolare, sono stati attribuiti diversi recenti avvistamenti UFO, eppure fu costruito con materiali disponibili già nei primi anni '80. In effetti, questa piattaforma aerospaziale nucleare triangolare fu sviluppata sotto il Programma Aurora con i finanziamenti destinati allo SDI (Strategic Defense Initiative, il famoso scudo stellare) e fondi neri. L'NRO, National Reconaissance Organization, cioè la struttura preposta al rilevamento satellitare di tutti gli aeromobili, conosciuti e non, la NSA, National Security Agency (l'agenzia per la sicurezza nazionale), l'ARPA, Advanced Research Project Agency (Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzati), operante nell'Area 51, e la CIA controllano l'intera operazione. I costi per ogni veicolo ammonterebbero a cinque miliardi di dollari. Altri velivoli pilotati da terra o senza equipaggio umano in atmosfera, dalle forme più strane, sarebbero stati sviluppati con l'ausilio di tecnologia aliena.

Programma Aurora

Il Programma Aurora, il progetto più segreto per lo sviluppo di velivoli aerospaziali avanzati, risulterebbe responsabile del ricognitore ipersonico strategico SR-75 Penetrator, capace di raggiungere otto volte la velocità del suono, e dello SR-74 Scramp. Il nome in codice del velivolo TR-3B è "Astra". I voli di collaudo del ricognitore tattico sarebbero avvenuti nei primi anni '90 all'interno di Dreamland - l'Area 51. Il TR-3B si è librato nel più completo silenzio, stazionando per 10 minuti sopra Groom Lake, per poi atterrare verticalmente. Durante la dimostrazione sprigionava dallo scafo una luce blu argentea.
Una tecnologia che alcuni ricercatori ritengono sia stata sviluppata dalla retroingegneria di velivoli alieni e di programmi come l'SR-74 e l'SR-75. Almeno tre miliardi di dollari stanno volando insieme al TR-3B dal 1994. Un'istantanea del velivolo venne scattata da un apparecchio fotografico digitale montato su un aereo da trasporto C-130, ai cui comandi si trovava un sergente incaricato delle Operazioni Speciali dell'Air Force, in missione di supporto al TR-3B.

L'Interruttore di Campo Magnetico e il superplasma conduttivo

La struttura esterna polimerica del TR-3B, insieme alla sofisticata avionica, reagirebbe alle stimolazioni elettriche e, cambiando colore, riflettere e assorbire le onde radar, facendolo apparire come un piccolo aereo o un cilindro volante. Sarebbe inoltre in grado di falsare e confondere le ricezioni radar, mimetizzando la propria presenza con echi radar associabili a uno o più aerei ed in diverse posizioni. Sarebbe infine capace di seguire un bersaglio ad altissime quote per giorni o settimane, qualora necessario.
Un acceleratore di plasma ad anello, lo MFD (Magnetic Field Disruptor - interruttore del campo magnetico), a base di mercurio e lubrificato con bario, calcio e oro, circonderebbe il compartimento girevole di coda. Ai laboratori di Sandia e Livermore sarebbe stato affidato lo sviluppo della retroingegneria tecnologica dell'MFD. Sembra che il governo sia disposto a prendere ogni misura per salvaguardare questo progetto. Il dispositivo in questione sarebbe capace di generare un campo magnetico rotante (grazie al superplasma conduttivo), interrompendo o neutralizzando gli effetti della gravità su di un oggetto con valori fino all'89%. La spinta del TR-3B verrebbe fornita da tre propulsori multicomando montati ad ogni angolo inferiore della piattaforma triangolare, alimentati da un propellente a base di idrogeno o metano e ossigeno.
Il velivolo usufruirebbe di tre sistemi propulsivi: all'interno dell'atmosfera grazie ad un reattore nucleare, volando orizzontalmente o verticalmente ad una velocità pari a Mach 9; nell'alta atmosfera con la propulsione a idrogeno; in orbita, bruciando insieme idrogeno e ossigeno.
Non si tratta di antigravità. Quest'ultima, infatti, fornisce una forza repulsiva che può essere usata per la propulsione.
Diversamente, l'MFD crea un'interruzione del campo gravitazionale terrestre al di sopra di una massa grazie all'acceleratore circolare. La massa di quest'ultimo e quella intera del velivolo verrebbero ridotte quasi del 90%, rendendo il veicolo tanto leggero da consentirgli manovre superiori rispetto ad ogni altro aereo convenzionale, ad eccezione degli UFO. Il TR-3B è una piattaforma di ricognizione ad autonomia "indefinita", in quanto spinta inizialmente da un reattore nucleare.

Molti avvistamenti di UFO triangolari non sarebbero, dunque, attribuibili a velivoli alieni bensì all'ultra top secret TR-3B. La NSA, l'NRO, la CIA e l'USAF avrebbero ideato un gioco di copertura sfruttando la nomenclatura aerea, creando il TR-3, modificato dal TR-3A, dal TR-3B, e dal Teir 2,3,4, con suffissi come più o meno aggiunti per confondere le idee. Ciascuna di di tali sigle, infatti, rappresenta un aereo differente e non lo stesso velivolo aerospaziale. Un TR-3B corrisponde ad un Teir 3B quanto una banana ad una mela.
Alcuni di questi apparecchi sarebbero manovrati dall'uomo, altri no. La tecnologia umana si è sviluppata così rapidamente in questo secolo da lasciare, alle volte, veramente perplessi, ma i suoi riflessi oggi si vedono sempre più chiari e netti, perché i confini del cosmo si avvicinano sempre più. Nonostante la cappa di segreto.


FONTE

Ancora avvistamenti ufo...

UFO Fleet - Flotilla OVNI Argentina 11/8/09

OVNI em Sao Thome das Letras, MG, Brazil

ovni ufo avistamiento grupo de naves 20 agosto 2009 escobares texas USA

UFO LATEST CROP CIRCLE AUGUST 10 2009 THE OWL ANALYZED

Avvistamenti ufo nel cielo di Capitanata

NEWS

Avvistamenti ufo nel cielo di Capitanata

FOGGIA, giovedì 20 agosto 2009 - ORE 14.08
Avvistamenti ufo nel cielo di Capitanata
FOTO Sono le 22.45 di ieri quando nel cielo di Foggia, compaiono prima due, tre, poi quattro punti luminosi. Quattro oggetti non identificati che cambiano traiettoria continuamente, improvvisamente accelerano, ruotano su se stessi, cambiano colore: dal rosso al giallo, dal giallo al rosso. Compongono figure geometriche, un triangolo isoscele, poi un trapezio. A testimoniarlo le immagini amatoriali girate con un telefonino da un incredulo spettatore che ha, nella sua voce, ancora tanta emozione: "eravamo un gruppo di amici, avevamo appena parcheggiato l'auto nei pressi della Multisala, quando improvvisamente abbiamo alzato gli occhi al cielo - ci racconta Luca Ceglia. In un primo momento pensavamo fossero degli aerei perchè eravamo nei pressi dell'aeroporto Gino Lisa. Poi ci siamo accorti che erano due oggetti luminosi che ruotavano su se stessi - prosegue Luca. Dopo dieci secondi sono arrivati altri due oggetti luminosi che giravano sempre su se stessi cambiando colore: diventavano bianchi e poi rossi". Poi si fermano, ricompongono la formazione e scompaiono, come risucchiati, nell'abisso del cielo d'estate. "Ad un certo punto si sono fermati, erano come sospesi nel cielo. Uno dei 4 corpi ha emanato come un fascio luminoso e si è dissolto nel cielo - continua Luca nel suo racconto. Ne era rimasto solo uno che poi improvvisamente è scomparso". Ma sono in tanti ad aver visto quello che hanno visto Luca e i suoi amici: "non eravamo soli c'erano anche altre otto-dieci persone. C'era anche una vigilantes - ci dice Luca - che stava facendo servizio nella zona. Ed è stata proprio lei a farci notare gli oggetti in cielo". Dei fatti è stata informata la base militare di Amendola, dove regna il dovuto scetticismo. Intanto nell'orario di avvistamento, non risulta nessuna esercitazione nello spazio aereo che circonda il parcheggio della Multisala. E allora, in attesa di conferme o smentite da fonti ufficiali, tra gli agnostici è già toto-ipotesi. Invece, tra gli inguaribili romantici, amanti di ET, naso all'insù non solo per vedere le stelle cadenti ma per dare la caccia agli extraterrestri.
Tatiana Bellizzi

http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=46481

giovedì 20 agosto 2009

Scoperta Russa sul DNA Le parole e le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA

 

Scoperta Russa sul DNA
Le parole e le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA

 

Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l'intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l'auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l'influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e
riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.
Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L'altro 90% è considerato "DNA rottame". Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un'esplorazione di quel 90% di "DNA rottame". I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie! Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione.

I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell'apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base. Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.
Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA. (Per essere breve, qui farò solo un riassunto. Per maggiori informazioni, per favore, andate all'appendice finale di questo articolo).
La linea finale è stata: "I cromosomi vivi funzionano come computer "solitonici/olografici" usando la radiazione laser del DNA endogeno". Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l'informazione genetica stessa. Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA.

Uno semplicemente può usare parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è stato anche provato sperimentalmente.
La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate.  Infine questo spiega scientificamente perchè le affermazioni, l'educazione autogena, l'ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E' del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.
Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del DNA!
In quel modo, l'informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l'ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA! Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione incredibili, che trasformerà il mondo! Tutto ciò applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell'arcaico
processo d'ablazione! Questo esperimento punta all'immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline.

I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente.
Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza. La persona deve
lavorare con i processi interni e la maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente con il DNA. I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre e quando venga usata la giusta frequenza.
Però, quanto più è sviluppata la coscienza individuale, meno c'è la necessità di qualsiasi tipo di dispositivo! Si possono ottenere quei risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i risultati. E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così "cunicoli" magnetizzati!
I "piccoli buchi" sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate).
Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree completamente differenti dell'universo, attraverso i quali si può trasmettere l'informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA attira quei frammenti di informazione e li passa alla nostra coscienza. Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e
l'intelletto iperattivo  impediscono il successo  dell'ipercomunicazione o ne distorcono completamente l'informazione rendendola inutile. In Natura, l'ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in "organizzazioni stato" di insetti lo prova drammaticamente. L'uomo moderno lo conosce solo ad un livello molto più
sottile come "intuizione". Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso.

Un esempio in Natura. Quando un formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione.
Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma.
Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i "piani di costruzione" anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva.
Nell'uomo l'ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso ad un'informazione  che è fuori dalla propria base di conoscenze.
A quel punto questa ipercomunicazione viene sperimentata e catalogata  come un'ispirazione o intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La mattina seguente, Tartini potè trascrivere il brano a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del Diavolo.
Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una situazione nella quale era connesso ad una specie di CD-ROM di conoscenza. Gli veniva trasmessa conoscenza verificabile da tutti i campi immaginabili e alla mattina poteva ricordare. Era tale la valanga di informazioni che sembrava che di notte gli trasmettessero tutta una enciclopedia. La maggior parte delle informazioni
era fuori dalla sua base di conoscenze personali e arrivava a dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente niente.

Quando avviene l'ipercomunicazione, si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così come nell'essere umano. Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con luce laser. Nello schermo si è formato un modello di onde tipico. Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo hanno
dimostrato che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico apparentemente è rimasto di per se stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma.
Si presume che l'energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i "cunicoli". La maggior parte delle volte gli effetti secondari che si incontrano nell'ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata.  In presenza dei quali i dispositivi elettronici, come attrezzature per CD e altri simili, possono essere alterati e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più si migliorano l'atmosfera e l'energia dell'ambiente più frustante è che in quel
preciso istante l'attrezzatura di registrazione smette di funzionare e di registrare. Il  riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne ristabilisce ancora la funzionalità totale che però  il giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà forse leggere ciò risulta tranquillizzante per molti, in quanto non ha niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione.

Gli scienziati russi hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone che l'energia al di fuori dello spazio e del tempo continua a passare attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA. Gli effetti collaterali più frequenti nell'ipercomunicazione sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte. Gli apparecchi elettronici possono subire delle interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve, l'apparecchio ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori spirituali conoscono bene questo effetto.
Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l'ipercomunicazione.
Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. In questo modo si possono spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza.

Senza un'individualità distinta la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali.
L'ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.
I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio! E l'umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva.
Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un solo individuo, ma  l'impresa potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano su di esse, o quando alcuni individui (p. e. maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo. Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi né d'inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva potrebbe controllare automaticamente e in modo naturale l'energia del pianeta.

Se un numero abbastanza elevato di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza.
Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C ). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni però si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. In queste regioni le sfere a volte s'innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero.
Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una carica energetica molto elevata e sono in grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti operatori spirituali producono queste sfere o colonne di luce, quando si trovano in uno stato di profonda meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni progetti per la guarigione della terra queste sfere vengono catturate anche nelle foto. In passato di fronte a questi fenomeni luminosi si credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che persone con queste esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni. Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà.
Anche la scienza "ufficiale" conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma.

L'articolo intero (in inglese) si può trovare sulla pagina www.fosar-bludorf.com (Kontext - Forum for Border Science). Su questa pagina è anche possibile contattare gli autori.


www.disinformazione.it

funny japanese video

Appuntamento con le risate! Dolbyjack

Ufo: Da sempre presenti nelle nostre esistenze.

 
Ufo: Da sempre presenti nelle nostre esistenze.

 

Il fenomeno Ufo è stato riconosciuto come tale a partire dal lontano 24/6/47 quando, l’allora uomo d’affari Kenneth Arnold ,avvistò per la prima volta una formazione di nove oggetti volanti nell’ area del monte Rainier. Egli li definì come “…una serie di piatti o dischi lanciati sull’ acqua”.Tale evento-insieme a tutti quelli immediatamente seguenti- fecero si di catalizzare l’interesse dei mass-media USA –prima- e quelli del mondo intero –poi- sulla questione dei casi detti “ dischi volanti”. Nacque in tal modo il moderno fenomeno UFOs.

Ma, andando a ritroso nel tempo, a quanto risale, in realtà, il più antico resoconto testimoniale circa la presunta osservazione di corpi volanti e/o fenomeni aerei sconosciuti, e quindi degli antesignani dei più moderni UFOs, da parte di un essere umano ?

Ebbene, scorrendo le cronache della storia umana si può rilevare come, tali presunte osservazioni di OVNI, non abbiano una vera e propria “data di nascita”. Difatti c’è tutta una casistica pre- ufologica (anteriore al 1947), scoperta in seguito ad una vasta ricerca svolta a posteriori a livello internazionale, la quale dimostra la continuità e la presenza di un fenomeno aereo anomalo, assimilabile in tutto e per tutto a quello ufologico moderno, in tutte le epoche fino a risalire ai primordi della storia umana.
Fin dai tempi più remoti, di fatti, dai testi più antichi ci pervengono testimonianze su fenomeni aerei e/o celesti a dir poco inquietanti, i quali ci fanno seriamente dubitare di essere soli nel silenzio dell’ Universo.
Vediamo qualche esempio in proposito:
Primo secolo a.C. L’Aramayana testo sacro dell’ antica India :” Le macchine volanti Vimanas avevano forma sferica e navigavano nell’ aria. Gli uomini all’ interno delle Vimanas potevano in tal modo percorrere grandi distanze in un tempo meravigliosamente breve”.
Primo secolo a.C. dai Manoscritti del Mar Morto :” Uomini sono venuti sulla Terra ed altri uomini sono stati prelevati dalla Terra e portati in cielo”.
Ottavo secolo d.C. da una Nota al Margine della storia dei Longobardi di Paolo Biato :” apparve una colonna molto luminosa in posizione verticale rispetto alla Terra, che discendendo, bruciò molte cose. Quindi ritornata in alto assunse forma circolare”.
Anno 839 dagli annali di Giuda :” Per alcune notti si videro volare degli oggetti infuocati a forma di stella “.
Anno 1520 dalla Cronaca dei Fatti Prodigiosi di Corrado Licostene :” Una trave ardente di orrenda grandezza fu vista in cielo, e la volta che si fu avvicinata alla terra, discendendo, bruciò molte cose! Quindi tornata in alto assunse forma circolare”.
Anno 1561 dal foglio volante di Norimberga :” Furono visti piccoli e grandi cilindri volanti stazionare immobili nello spazio e dai quali fuoriuscivano delle sfere che si mostravano a velocità fantastiche”.
Anno 1566 dal foglio volante di Basilea :” Il 7 agosto verso l’alba si videro in aria molte grosse sfere nere le quali viaggiavano a grande velocità davanti al Sole e si dirigevano le una contro le altre come se si stessero combattendo”.
E’ mai possibile che in tutti questi casi, come in centinaia d’altri racconti di cronache storiche raccolti in tutto il mondo, possa trattarsi solo di “racconti fantastici” e di “deliri onirici di certi narratori”? A voi il giudizio!
La Bibbia merita un discorso a parte, essendo un testo che presenta numerose chiavi di lettura riguardo ad episodi che possono far pensare ad Ufo, già presenti nei tempi remoti della storia. Tra questi racconti c'è quello del profeta Elia che d'improvviso viene affiancato da "un carro di fuoco e cavalli di fuoco... ed Elia salì in cielo nel turbine" (Antico Testamento, 2° Libro dei Re 2, 11-12). Oltre al rapimento di Elia, la Bibbia dà altri indizi ufologici.
"C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli" si legge nel libro della Genesi (6,4).
In un altro libro si parla di Mosè. A lui "l’angelo del Signore si manifestò in una fiamma di fuoco, in mezzo a un roveto. Mosè osservò che il roveto era tutto una fiamma ardente, ma non si consumava" (Esodo 3, 2).
Altri possibili riferimenti ad alieni e astronavi sono nei racconti biblici della Visione di Ezechiele e di quella di Giacobbe. Si aggiungono al dubbio ufologico l’Arca dell’Alleanza e la distruzione di Sodoma e Gomorra.
Altro Testo Religioso, in cui si possono riscontrare eventuali riferimenti fenomeni extraterrestri e il Libro di Enoc, personaggio bibblico di cui la stessa bibbia, (quanto meno nella versione conosciuta da noi), ne parla sommariamente e brevemente nella Genesi 5, 21-24; anzi leggendo attentamente il versetto in questione si ha l'impressione che l'argomento trattato sia incompleto come se ne mancasse una parte.
Enoc, patriarca antidiluviano padre di Matusalemme, di lui nella Genesi si afferma che, "camminò con Dio e non fu più perché Dio l’aveva preso", cioè che Enoc visse in stretto contatto con Dio o con i suoi rappresentanti celesti, e successivamente fu rapito e portato definitamene da loro. Ciò significa che la vita di Enoc fu qualcosa di misterioso e di eccezionale, che è appunto raccontata nel libro di Enoc, il quale non è incluso ufficialmente nella Bibbia perché, come dice S. Agostino, il libro di Enoc era troppo antico per essere ammesso nel Canone, anche se non è più antico della maggior parte dei racconti che formano la Genesi della Bibbia ufficiale, tenendo presente anche il fatto che il libro di Enoc fu usato ufficialmente dalla dottrina cristiana fino al terzo secolo.
In particolare esistono due versioni del libro di Enoc, una slava e una etiopica. Quella etiopica è la più attendibile perché è la sola ad esserci giunta nella sua interezza fino a noi e, tra l’altro, la sua forma attuale è una rielaborazione cristiana del VII secolo.
Bisogna inoltre tenere conto che la stesura dei libri di Enoc è vecchia almeno più del 200-150 a.c. dato che essi sono commentati anche in Libro dei Giubilei 4, 17 ss. Il Libro di Enoc è in realtà formato da cinque libri: il Libro degli Angeli e il Libro dell’Astronomia, che parlano della storia degli “angeli” e di cosa vide Enoc nel viaggio che fece insieme ad alcuni di loro. Il terzo libro è il Libro della Storia o dei Sogni, che descrive il diluvio e la storia del mondo, mentre il quarto libro si parla di punizioni e premi. Il quinto libro è il Libro del Messia, in cui vi è una sorte di descrizione dell’aldilà e della fine dei tempi.
L’opera
L’intera opera non è altro che un resoconto particolareggiato dei viaggi che Enoc intraprese con esseri non di questo mondo che vengono identificati con gli angeli e con gli Arcangeli. Tuttavia se dopo ogni viaggio Enoc ritornava sulla Terra, nell’ultimo viaggio egli rimase a vivere fra gli “angeli”. Inoltre Enoc chiama Vigilanti sia gli angeli che hanno disubbidito, sia quelli al servizio di Dio, quindi per praticità chiamerò Vigilanti gli angeli ribelli e Arcangeli quelli che li combattono, dato che i capi di ultimi sono chiamati col nome degli Arcangeli.
Nel Libro degli Angeli si inizia parlando di un gruppo di “angeli” (200?) detti Vigilanti, che scesero sulla Terra per generare dei figli con le donne umane. Dato che Enoc ci dice che dall’unione nacque una specie umanoide gigante, è lecito ritenere che gli “angeli” abbiano fecondato artificialmente le donne terrestri, incrociando il DNA alieno con quello umano, generando così gli umanoidi giganti di cui parla Enoc. Infatti non è logicamente possibile che dall’unione fisica normale tra gli “angeli” e i terrestri possa nascere qualcuno, né è possibile che esseri superiori alieni diversi dagli umani siano attratti dalle donne umane (se erano simili a noi non sarebbero stati generati umanoidi giganti).
Enoc prosegue dicendo che questi angeli diedero agli uomini diverse cognizioni scientifiche, ma posero anche i severi giganti creati al comando della specie umana. Di conseguenza gli uomini non erano contenti e non erano contenti nemmeno gli “Arcangeli” che erano a tutela del genere umano che, consultatesi con una specie di loro superiore, decisero di porre fine alle ingiustizie causate dai Vigilanti e dagli ibridi da loro creati.
È da far notare che gli Arcangeli (i Vigilanti al servizio di Dio) sono visti da Enoc come degli esseri non di questo mondo posti alla tutela dello sviluppo della civiltà umana basato sul non intervento diretto, infatti essi sono molto adirati contro i Vigilanti per via degli insegnamenti scientifici di questi ultimi agli uomini. Come dice stesso il nome, i Vigilanti risultano anch’essi essere degli esseri non di questo mondo posti alla tutela dello sviluppo umano, solo che la pensano in maniera diversa dei colleghi non-interventisti (gli Arcangeli), e quindi decidono di attuare una politica di intervento diretto e di miglioramento della razza umana tramite ibridi appositamente studiati. È ovvio il fatto gli Arcangeli risultino essere degli alieni posti a tutela di un progetto di sviluppo di una razza intelligente sulla Terra, ed è anche ovvio il fatto che i Vigilanti siano una specie aliena distinta dalle altre, quindi senza un obbligo di ubbidienza diretto, dato che essi potettero agire indisturbati per molto tempo in contrasto per gli altri e i provvedimenti presi contro di loro sono quelli di un annientamento totale di una specie aliena.
Infatti Enoc prosegue elencando le decisioni degli Arcangeli contro i Vigilanti per eliminare gli umanoidi giganti, cioè far in modo che i giganti si decimassero combattendo fra di loro e poi finirli con un diluvio. Contro i Vigilanti si decide invece di renderli inoffensivi e poi di imprigionarli.
A questo punto Enoc scrive gli Arcangeli incaricarono Enoc di comunicare la condanna ai Vigilanti del cielo ribelli in un’apposita riunione con loro. È da notare che Enoc specifica il fatto che i Vigilanti provengano dal cielo, e quindi dallo spazio. Così come è da notare che Enoc incontrò i Vigilanti riuniti fisicamente, e quindi li si potrebbe chiaramente chiamare alieni, perché sono fisici e perché non sono di questo pianeta.
Il lungo viaggio
Enoc poi prosegue dicendoci che entrò in un veicolo volante dall’aspetto di nuvola (cioè una classica antica descrizione di astronave aliena) che lo portò in un luogo nello spazio, poiché Enoc dice che quando entrò nella nuvola iniziò a volare e vide passare davanti a sé velocemente l’atmosfera e le stelle finché giunse ad una specie di base aliena. A questo punto Enoc vede una struttura artificiale aliena composta di materiali a lui sconosciuti, ed ovviamente egli vede anche elementi tecnologici alieni che non sa descrivere e che gli incutono timore.
Enoc descrive la struttura aliena come fatta di un materiale sconosciuto che lui chiama “cristallo”, ma che dovrebbe corrispondere ad una lega lucente di metallo con elementi di vetro. La descrizione di strutture aliene fatte di cristallo è uguale a come sono state descritte le particolari strutture riprese nelle missioni Apollo sia nello spazio che sulla superficie lunare.
Poi Enoc descrive “lingue di fuoco” delle luci artificiali poste fuori e dentro la struttura . Sia il pavimento che le pareti erano di “cristallo”, mentre per soffitto Enoc vede qualcosa che descrive come stelle e folgori con cherubini infuocati in mezzo, probabilmente era una specie di corridoio con una luce a forma di linea continua che attraversava il soffitto, oppure era una specie di hangar con le astronavi luminose che passavano sopra la testa di Enoc. Infatti Enoc precisa che il sistema di illuminazione era particolare, infatti le pareti e le porte ardevano in fiamme, cioè emanavano una specie di luce che autoilluminava il tutto. Questa particolare forma di illuminazione è stata descritta anche da diverse persone che affermano di essere state rapite dagli alieni.
Una volta entrato nella “casa di cristallo”, ad Enoc fu portato da una seconda “casa” tutta luminosa, che però viene descritta come una specie di enorme astronave aliena luminosa, di cui Enoc vede anche l’interno e descrive a sue parole quello che sembra il meccanismo di propulsione, con una specie di grande turbina o reattore dall’estremità superiore luminosa con una sfera luminosa intorno. È ragionevole pensare che sia una pare del meccanismo di propulsione, perché Enoc dice che praticamente quando è luminoso nessun angelo vi si poteva avvicinare, forse per via di particolari radiazioni emesse. È inutile aggiungere che la luminosità degli UFO è una delle loro caratteristiche principali.
Successivamente Enoc viene portato in un luogo lontano passando tra oggetti enormi che descrive come frecce di fuoco con la loro faretra, arco di fuoco, spada di fuoco, folgori, cioè astronavi aliene luminose dalle forme più varie, ma per lo più a sigaro. Poi viaggia a grandi altezze sulla Terra o su un altro pianeta simile, poiché vede sorvolare prima catene montuose, poi oceani e poi vede la Terra dallo spazio e le stelle che sono visibili nell’abisso, cioè lo spazio.
Il viaggio prosegue ed Enoc raggiunge una struttura luminosa enorme dove Enoc vede un luogo al di là della grande terra dove i cieli finiscono, cioè lo spazio profondo una volta allontanati dalla Terra.
Ad un certo punto Enoc viene portato in un abisso con numerose colonne di fuoco cadute, cioè in una parte dello spazio dove era stata relegata la flotta spaziale dei Vigilanti ribelli, formata quindi dalle luminose astronavi madre a forma di sigaro, poiché tali astronavi sono sempre state descritte in passato come colonne di fuoco, visto che ne sono molto simili.
Enoc descrive questo luogo come una parte remota dello spazio, visto che non si intravedevano stelle, non vi era terra ed acqua sotto di esso, e non vi erano forme di vita animale. Ad Enoc fu detto che questo era una prigione per le stelle e per l’esercito del cielo, cioè una prigione militare in cui sono relegati tutti i tipi di “angeli” ed anche le loro astronavi.
Successivamente ad Enoc viene mostrata un'altra prigione dove vi erano ancora delle astronavi luminose che egli chiama “stelle che trasgredirono”, sempre nello spazio profondo, dato che Enoc descrive il luogo come un posto dove non vi era nulla, con nessun cielo sopra e neppure terra sotto, un luogo orrido e deserto.
Una terza prigione degli “angeli” invece si presenta ad Enoc come un enorme deposito di grandi colonne di fuoco cadute, cioè astronavi madre luminose a forma di sigaro.
È interessante notare come alcuni studiosi pensino che queste prigioni possano trovarsi vicino Orione.
Successivamente egli viene portato in determinati luoghi, forse sulla Terra, dove Enoc vede delle enormi basi degli “angeli”, e poi viene condotto nel sottosuolo in una misteriosa base sotterranea.
Incomincia ora un altro viaggio di Enoc, dove egli ammira le cose della Terra viste dall’alto, fino a giungere in orbita, dove un arcangelo gli fa una lezione di astronomia. Finita questa, il viaggio riprende, ed Enoc vede delle “porte del cielo” attraverso le quali passano le “stelle del cielo”, forse dei portali attraverso cui arrivano nel nostro mondo astronavi aliene luminose che sembrano stelle, cosa possibile visto che Enoc descrive spesso oggetti luminosi in movimento come “stelle”.
Il secondo viaggio
Si susseguono poi tutta una serie di “visioni” e di “parabole” che vengono mostrate ad Enoc dopo che è stato rapito da una “nuvola” e portato in cielo. Enoc vede dimore celesti di vario tipo e per vari tipi di entità, ma la cosa più enigmatica che Enoc vede sono alcune “stelle” che salgono, diventano folgori e non possono più abbandonare la loro nuova forma, cioè un processo che sembra la descrizione di un decollo di un UFO di tipo luminoso.
Dopo una serie di oscure visioni Apocalittiche, ad Enoc vengono mostrati i segreti di luminari e folgori lampeggianti, descrizione spesso usata nel corso della storia per descrivere gli UFO luminosi di tipo lampeggiante.
L’ultimo viaggio
Successivamente Enoc fu rapito e salì in cielo. Lì vide i “figli dei santi angeli” comminare su “fiamme di fuoco” con un vestito bianco lucido, cioè vide esseri alieni che viaggiavano su astronavi luminose, vestiti con la tuta bianca lucida che spesso viene descritta dalle persone rapite dagli alieni. Inoltre Enoc, arrivato in orbita, vide un luogo da cui uscivano stelle e luminari, cioè un hangar di astronavi aliene luminose.
Dopo ciò, Enoc fu portato molto lontano dove vivevano gli “angeli”, quindi forse su un altro pianeta, dove vide anche un edificio di pietre di cristallo con lingue di fuoco vivente intorno, cioè nient’altro che l’ennesimo edificio alieno, e vi si stabilì per sempre.
I giganti ed il diluvio

Quello che viene più volte ripetuto nel libro, è il fatto che si sia deciso di distruggere la civiltà dei giganti ibridi facendo in modo che le diverse civiltà di giganti sulla Terra combattessero tra di loro e poi scomparissero in seguito ad un diluvio provocato forse dalle stesse armi dei giganti. Infatti nel libro di Enoc è ripetutamente specificato che essi erano una creazione prediletta di esseri non di questo pianeta (i Vigilanti) ed avevano conoscenze scientifiche avanzate che avevano appreso dai loro creatori, nonché dei mezzi tecnologicamente avanzati, se si considera il fatto che in pochissimo tempo i giganti dominarono gli esseri umani.
Proprio l’uso di un’arma aliena deve aver portato al cataclisma globale che fece sprofondare le loro città, probabilmente provocato dall’uso continuo delle loro armi o di una sola terribile arma che portarono all’inclinazione dell’asse terrestre, e quindi ai relativi grandi sconvolgimenti. Infatti Enoc quando parla del Diluvio e di Noè, afferma che quando venne il diluvio e gli altri cataclismi “la Terra si era inclinata” e che dopo il diluvio la Terra era mutata rispetto a prima. La cosa va a coincidere anche con gli scritti di Platone (filosofo greco) il quale afferma che si inclinò l’asse terrestre e ciò portò a vari sconvolgimenti, tra cui il diluvio biblico. Quindi la fine della civiltà dei giganti sul libro di Enoc sembra ricalcare alla perfezione le leggende della fine delle antiche civiltà di Atlantide, Mu e Lemuria, nonché della razza superiore che li abitava, una fine che, secondo alcuni ricercatori, sembra sia avvenuta 12.500 anni fa.
Collegamenti storici
Il libro di Enoch non è altro che la versione biblica di un testo sumerico nel quale il protagonista viene chiamato col soprannome Enmeduranki, che significa "Maestro nell’unione fra cielo e terra". Ciò non è strano, dato che molti studiosi ritengono che la Genesi della Bibbia sia la copia della antichissima storia fenicia di Sanchoniathon, nonché che la stessa Genesi biblica sia un adattamento successivo di quella Sumerica. Inoltre storie simili sono presenti in molte tradizioni e religioni antichissime, come nei Veda, i testi sacri dell’antica cultura indiana.
Quindi il libro di Enoc è una delle testimonianze importanti del contatto di un uomo con specie non di questo mondo, questa volta però la veridicità della storia è supportata dalle varie citazioni di riferimento della Bibbia, che vanno dalla Genesi all’Apocalisse di San Giovanni, nonché le citazioni di vari Santi che rendono tale testo meno Apocrifo e più ufficiale che mai.
L’esistenza di UFO, di alieni, di esseri multidimensionali, di umanità che sono esistite prima di noi e di altre cose misteriose, è perfettamente compatibile con la dottrina cristiana e, più generalmente, con Dio. Ma non bisogna dimenticare che da sempre l’uomo interpreta i testi sacri, credendo spesso in cose non vere perché l’uomo non ha saputo interpretare i testi sacri. Effettivamente è illogico pensare che Dio avesse detto che il nostro è il solo mondo abitato e questo lo sapevano pure molti personaggi biblici, come San Paolo che in una lettera agli Ebrei parla di mondi (abitati) creati dalla manifestazione (il verbo) di Dio.
Dunque gli UFOs potrebbero essere un fenomeno senza tempo! Ma se così fosse, come e quanto ha influito questa presenza nello svolgimento della storia umana?
Una risposta quanto meno indicativa circa il tempo di influenza che tale fenomeno OVNI ha prodotto sulla cultura umana, la possiamo ricavare attraverso i numerosi ritrovamenti archeologici noti come “OOPART” e nella così detta “ARCHEOLOGIA SPAZIALE” . Termini questi con cui si usa contraddistinguere tutta quella serie di reperti archeologici anomali, ovvero riconducibili a un bagaglio di conoscenze e tecnologie allogene ossia portate alle popolazioni terrestri da culture e/o visitatori alieni.
Naturalmente per gran parte di noi –oggi- tali affermazioni potrebbero risultare inquietanti ed inaccettabili. Questo lo si può desumere proprio grazie ad alcuni studi, come ad esempio il :” Brookings Report “ realizzato per conto della NASA nel 1961.
La NASA chiese all’ istituto Brookings di analizzare gli effetti sociali, politici ed economici derivati dalla scoperta e conseguente “contatto” con civiltà intelligenti extraterrestri. Lo studio dell’ istituto Brookings mette in evidenza come nel corso della storia umana, varie culture si erano estinte per essersi dovute confrontare con civiltà tecnologicamente più avanzate e culturalmente superiori.
Sappiamo quindi che un possibile contatto con civiltà extraterrestri –per noi terrestri- avrebbe un impatto sociologico,religioso e politico estremamente traumatico e rivoluzionario. Questo proprio perché l’uomo, convinto della sua unicità, non ha prestato quella dovuta attenzione a testi sacri, sculture e pitture sparse in tutto il mondo, portandosi così ad avere una chiusura mentale verso certe tematiche che potrebbero rivoluzionare lo Status Quo dell’ intera società umana.
L’archeologia spaziale ci induce quindi ad accettare un interpretazione più aderente ad una realtà storica degli eventi umani portandoci così, non a creare una nuova religione, ma ad avviare un nuovo processo di reinterpretazione del nostro passato, fino a rendere accettabile l’idea che, fin dall’ alba dei tempi, non siamo mai stati soli nel silenzio dell’Universo.
fonti:
http://www.acam.it/
http://www.elisabistocchi.com/
http://www.alieniemisteri.altervista.org/

http://siciliaterradelsole.blogspot.com/2009/08/da-sempre-presenti-nelle-nostre.html