Alert - Nibiru is coming

Il Pensiero di Angeli in Astronave

Angeli in Astronave è distaccato da tutti coloro che professano amore…e in realtà guadagnano con la sapienza che non gli appartiene… ribadisco …nomi altisonanti … artefatti di strani effetti speciali …visivi o non… strumentalizzare… gruppi di appartenenza…donazioni … plagio… bugie da effetto… mancanza di umiltà… falsi nel pubblico…violenti nelle mura domestiche… guru e maestri …diffidate da ogni cosa artefatta… l’Amore unisce in semplicità…non ha bisogno di una carta scritta…la Verità non si vende ne si compra…fatene tesoro… Dolbyjack!

"Con riferimento al Decreto legislativo 9 aprile 2003, n.70 che si occupa di Attuazione della direttiva 2000/31/CE. Facendo anche riferimento al libro verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e di informazione COM (96) 483, il presente sito web: (Angeli in Astronave) è fruibile a soli Maggiorenni e pertanto proibito a tutti coloro che siano sofferenti psichici o vulnerabili ad informazioni di questo tipo e quindi influenzabili dal punto di vista psicologico.”

Buona Navigazione Cari Angeli, Namasté..

Video Discosure-Nibiru e Mauro Biglino

Riflessioni

La dottrina e pratica più blasfema della Chiesa Cattolica è quella della transustanziazione e del sacrificio della messa. La transustanziazione (fatta dogma dal concilio Lateranense IV nel 1215, elaborata in seguito da Tommaso d'Aquino e sancita definitivamente dal Concilio di Trento) insegna che: il pane e il vino, al momento della consacrazione vengono dal sacerdote cambiati nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo (ogni giorno quindi vengono all'esistenza migliaia e migliaia di nuovi Gesù). La Scrittura insegna che nella cena c'è solo la presenza spirituale di Gesù (Luca 22:19-20; Giovanni 6:63; 1 Corinzi 11:26). Inoltre, nell'adorazione dell'ostia, la Chiesa di Roma adora un dio fatto dalle mani di uomini. Questo è il colmo dell'idolatria, ed è completamente contrario allo spirito del Vangelo che richiede di adorare Dio in spirito e verità (Giovanni 4:23-24). Carlo Fumagalli ex prete ed antropologo

Rasoio di Ockam suggerisce che: "tra varie spiegazioni possibili di una data osservazione, quella più semplice ha maggiori possibilità di essere vera".

DA QUANDO E' DIVENTATO REATO AVER CARA LA VITA?

"Nessuna causa è persa finché ci sarà un solo folle a combattere per essa".

Disclose.tv - ANONYMOUS MESSAGE TO NASA ABOUT ETS
http://www.disclose.tv/action/viewvideo/104638/ANONYMOUS_MESSAGE_TO_NASA_ABOUT_ETS/ Agenzia spaziale più importante del mondo, ti abbiamo osservato e ascoltato per molto tempo, siamo contrariati dalle tue costanti smentite e insabbiamenti, sappiamo tutti i tuoi piccoli e sporchi segreti e i trucchetti che usi. Sappiamo come hai falsato tutte le immagini della superfce dei pianeti e dei satelliti che li circondano, sappiamo come hai falsato e nascosto la verità al mondo. Ora abbiamo abbastanza filmati immagini e informazioni che tu non hai. Saremo capaci di mostrare la verità e lo faremo presto, pensi che stiamo bleffando? allora ascolta, la complessità della loro abilità è incomprensibile[...]l'ormeggio dei loro veicoli sembra molto NASA(non diciamo di più) è per i tuoi trucchi?Sappiamo anche come hai rilasciato strani fotogrammi che mostrano dischi che visitano e poi lasciano la terra e hai consigliato agli astronauti di menzionare volta per volta gli ufo, questo è per far credere che sai molto poco di quello che stà accadendo (mentre altri pensano di aver trovato la verità) ma in realtà la verità è così incomprensibilmente vasta e così semplice che sfugge anche ai migliori dispositivi e menti. Ora, sai che facciamo sul serio. Ora ci rivolgiamo a tutti i cittadini del mondo, le entità extradimensionali non sono malvagie come vogliono farvi credere, al contrario, hanno creato il nostro universo quindi sono presenti da prima di noi, non c'è nienti di cui temere, questo è l'inizio della rivoluzione spirituale ed evoluzione della specie umana Traduzione per Angeli in Astronave Raffaele V.

video prova

La morte non esiste è una invenzione della Chiesa Cattolica - Guarda il video e capirai| Nuove tecnologie ci renderanno liberi

sabato 16 giugno 2012

Attilio Befera & Attilio Befera

Ma voi lo sapevate che il Presidente di Equitalia ed il Direttore dell'Agenzia delle Entrate sono la medesima persona, Attilio Befera?
E lo sapevate che, quando il Befera ha assunto gli incarichi, esistevano già pesanti contenziosi tra l'Agenzia e la società concessionaria, per cui il Befera "non poteva non sapere" in quale situazione di conflitto andava ad infilarsi??
Per meglio inquadrare questo nostro nuovo e simpatico amico, posto un articolo che ricavo dal sito ilcanocchiale.it. 
Vi chiedo solo  una cortesia: nel rispondere, siate molto educati, perchè corre voce che ultimamente il Befera abbia la querela facile...


Mastrapasqua e Befera, predicano la trasparenza ... agli altri!
In nome della trasparenza ai cittadini si impone di giustificare ogni spostamento di denaro, si vorrebbe mettere on line addirittura le denunce dei redditi, ma quando la trasparenza viene chiesta ai politici, ognuno fa quello che gli pare (denunce dei redditi di anni passati, omissioni ed altre amenità), non va meglio con i superburocrati dello stato, che ci offrono uno spettacolo indecente …
Un pasticcio: sono emersi sdoppiamenti di incarichi quando sono stati messi on line nei siti istituzionali gli stipendi dei manager pubblici, con vistose omissioni e molte inesattezze, tra tutti emergono vistose mancanze da parte di chi occupa i vertici di Equitalia.
Il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, risulta percepire solo lo stipendio dell'Inps, pari a 209 mila euro l'anno, mentre è noto che il manager convoglia su di se ben 22 altre cariche, tra cui quella di vicepresidente di Equitalia (ma c'è anche Telecom e Fandango) per cui il suo reddito supera ampiamente il milione di euro.
Per non parlare di Attilio Befera, l’integerrimo mastino del fisco, comparso solo per i suoi 304 mila euro l'anno come direttore dell'Agenzia delle Entrate e non anche per il suo stipendio come direttore di Equitalia.
A titolo di esempio, il capo dell'Fbi porta a casa 155mila dollari (intorno ai 116mila euro), cui si aggiungono delle compensazioni che variano tra il 12,5 e il 28% dello stipendio, ma vogliamo mettere la professionalità ed i pericoli che affrontano quotidianamente i due mandarini dello Stato? E poi, come qualcuno ha rilevato: bisogna retribuirli adeguatamente, altrimenti rischiamo che qualche azienda privata si accaparri risorse così qualificate!

Elezioni Grecia, Tsipras: “Syriza unica speranza per il Paese e l’Europa”

News Stefano!

Nel 2004 era solo un gruppuscolo di partitini della sinistra radicale greca, che mettendo insieme le proprie forze alle elezioni politiche avevano strappato il 3,3 percento dei voti. Nel 2007 si sono issati fino al 5%. Oggi Syriza si candida ad essere il primo partito diGrecia e a vincere le elezioni di domenica, probabilmente le più delicate della storia dell’Unione Europea. Alex Tsipras, il giovane leader del partito (38 anni), ha promesso di mantenere la Grecia nell’Europa e nell’Euro, ma vuole discutere da capo il “memorandum” che detta la linea alla politica ellenica in cambio dei finanziamenti che servono a evitare la bancarotta. I sondaggi parlano di un testa a testa con i conservatori di Nuova Democrazia di Antonis Samaras. I sostenitori di Syriza ci credono e come il loro leader, allontanano scenari apocalittici: “Se vinciamo non sarà la fine dell’euro”, commenta un ragazzo, “ma l’inizio di un nuovo corso di liberazione per i popoli europei”. Di certo, non è la prospettiva del default a mettere paura: “Cosa significa fallire?”, chiede Aris, ingegnere civile di 29 anni, disoccupato. “Noi siamo già falliti, come paese: abbiamo 2 milioni di disoccupati, 25 mila persone che vivono in strada solo ad Atene, migliaia di persone che avevano un lavoro e una vita stabile e oggi per mangiare devono fare la fila alle mense pubbliche” di Tommaso Rodano

15 giugno 2012 vai al video 

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/15/elezioni-grecia-tsipras-syriza-unica-speranza-paese-leuropa/199695/

Scoperto asteroide di 500 metri che ha ‘sfiorato’ la Terra venerdì notte

 

News Stefano!

Asteroide 433 ErosUn asteroide grande quanto un quartiere è passato ‘vicino’ alla Terra giovedì 14 giugno. E’ stato osservato da molti scienziati, essendo molto ben visibile con i telescopi scientifici di una certa dimensione.

Del diametro di circa 500 metri, l’asteroide ’2012 LZ1′ è passato a 5,3 milioni di chilometri dal nostro pianeta durante il suo massimo avvicinamento nella notte tra giovedì e venerdì. Dal momento che tale distanza è circa 14 volte la distanza tra la Terra e la Luna, l’asteroide non ha mai in realtà minacciato la Terra.

L’asteroide secondo gli astronomi si sta muovendo in parallelo al nostro pianeta, e quindi non scomparirà prestissimo dalla nostra vista e i grandi telescopi dovrebbero essere ancora in grado di tracciare la sua traiettoria per la prossima settimana.

Gli scienziati stanno ancora cercando di stabilire le misure esatte di 2012 LZ1, un asteroide sconosciuto fio all’avvistamento di due giorni fa da parte dell’astronomo Rob McNaught e dei suoi colleghi nella notte tra il 10 e 11 giugno con un telescopio a Siding Spring Observatory, nello stato australiano del New South Wales.

Nonostante le dimensioni notevoli di 2012 LZ1 e la sua orbita molto vicina alla Terra, l’asteroide non sembra preoccupare più di tanto gli scienziati, che non lo ritengono una minaccia per il nostro pianeta, almeno per ora.

“Non c’è alcuna possibilità di impatto nel prossimo futuro”, ha detto McNaught sul webcast del sito Slooh. Ma i ricercatori continueranno a guardare 2012 LZ1 nei prossimi giorni, McNaught ha aggiunto, per cercare di mappare i suoi movimenti in futuro.

Questa non è la prima volta che un asteroide relativamente grande passa vicino alla Terra. Lo scorso novembre, l’enorme asteroide 2005 YU55 si è avvicinato molto più vicino alla Terra che 2012 LZ1.

http://gaianews.it/flash-news/scoperto-asteroide-di-500-metri-che-ha-sfiorato-la-terra-venerdi-notte-22164.html

Avvistamento di un enorme Ufo catturato dalla sonda SOHO nei pressi del Sole

Ancora un misterioso oggetto catturato dal satellite SOHO della Nasa. Si tratta di una nuova immagine ripresa il 12 giugno 2012 , la quale mostrerebbe uno strano ed enorme oggetto a forma di doppio anello che si avvicina al sole, ad elevata velocità, prima di scomparire verso l’esterno dello spazio. Nel momento di avvicinamento massimo dell’oggetto alla superficie del sole è possibile notare un ulteriore ed interessante fenomeno, un lampo su tutta la superficie solare , come se avvenisse uno scambio energetico o magnetico ad alta intensità e velocità tra i due oggetti.

Dalle immagini estrapolate è presumibile considerare che lo stesso lampo avvenga in concomitanza con il passaggio dell’ufo accanto al corpo celeste e quindi potremmo supporre con buona probabilità che il fenomeno in essere sia stato generato o sia collegato allo stesso oggetto in transito, condizione questa che avvallorerebbe l’ipotesi dell’ oggetto reale e non di un difetto generato dal sensore della sonda SOHO.

Si tratta allora di un’astronave extraterrestre?


Le domande sorgono innumerevoli, dettate essenzialmente dai nostri dogmi, dalle nostre conoscienze e dal nostro attuale livello tecnologico .E’ attualmente inconcepibile per la mente umana che un’ipotetica astronave possa resistere senza il benchè minimo risentimento strutturale alla forza di attrazione solare,viaggiando poi a quelle straordinarie velocità e compiendo manovre fuori dall’ordinario.Inoltre se consideriamo che quell’oggetto ha un estensione in lunghezza e larghezza di qualche migliaio di km tutto questo appare ancor più fantascientifico.

GUARDA IL VIDEO


Eppure se ipotizziamo possa trattarsi di un velivolo extraterrestre, quindi governato da intelligenze extraterrestri, non appare insensata l’ipotesi che alcuni esseri del cosmo abbiano sviluppato una tecnologia e una conoscenza superiore alla nostra tale da sovvertire anche le leggi fisiche a noi conosciute agendo inoltre con scopi a noi sconosciuti?Al lettore le proprie conclusioni.

http://avvistamentiecontatti.blogspot.it/2012/06/avvistamento-di-un-enorme-ufo-catturato.html

Da Cipro i primi attacchi alla Siria?

La guerra in Siria potrebbe essere molto vicina. E' attualmente in corso l'operazione semi-clandestina delle forze alleate, dal nome in codice L*****d, che porterà sul territorio siriano i primi contingenti di uomini e mezzi di sostegno alla rivolta sovversiva del potere di Assad. La Francia coordinerà le azioni di aiuto da Cipro, da cui partiranno i convogli  di mercenari e di armi. Segretamente, passa alla fase esecutiva l'azione di aggressione della Siria, già cominciata lo scorso anno con l'infiltrazione tra i manifestanti di guerriglieri e terroristi. Una strategia militare che è stata ben collaudata con le rivolte del Nord Africa, sapientemente coperta dalla disinformazione su scala internazionali da CNN, BBC e Al Jazeera. Come per la Libia, la debolezza dell'Italia sarà quindi fatale e fondamentale per garantire il successo di questa nuova guerra. Ministro Terzi, non è anche questo un crimine?
'Fuori le corporation dallo Stato'
http://etleboro.blogspot.it/2012/06/da-cipro-i-primi-attacchi-alla-siria.html

Una nuova guerra per il Presidente venuto dal web

Barack Obama era stato mostrato come un trofeo, come il Presidente della democrazia diretta, partecipata, insomma “il nuovo”. Eppure, il suo insediamento ha dato inizio ad un nuovo ciclo di guerre ed instabilità nel mondo, dalle primavere arabe sino all'eccidio della Libia, mentre oggi si prepara a colpire la Siria.
Circa sei mila mercenari della Blackwater stanno preparando un attacco sul territorio siriano, dando inizio alla prima guerra privata delle Corporation sulla via di Damasco. E’ così partito il reclutamento nei più bassi sottofondi dei ‘cani da guerra’: sono accettati debosciati, cocainomani, debitori di gioco, detenuti del braccio della morte, violentatori e assassini.
Intanto, la macchina della propaganda è già stata azionata, su regia di Al Jazeera, per creare la finzione mediatica necessaria per ottenere il benestare formale delle Nazioni Unite. Molti i video falsi, e quei pochi veri che sono in giro sono stati fatti dai carnefici.  
Un dei casi più evidenti sono i cosiddetti elicotteri venduti ad Assad dal Governo di Mosca, per i quali è stata presentata come prova un filmato di You Tube. Effettivamente quell’aereo esiste, ma in realtà è un cimelio da museo, fermo in esposizione da 20 anni. Queste, quindi, le famose informazioni del Dipartimento di Stato Americano, declamate in diretta internazionale da Hillary Clinton come testimonianze del “regime di Assad”. Lo stesso regime che, guidato da Afez Al Assad, fu consacrato da Richard Nixon.   Oggi l’America è pronta a negare quel patto, e ad inviare 6000 mercenari pronti a saccheggiare un popolo sovrano. Questo ed altro ancora è il presidente venuto dalla democrazia dal basso: non ha chiesto un esercito, ma una banda di mercenari, facendo ben peggio di Osama Bin Laden. Un crimine di cui, ancora una volta, anche l’Italia si fa complice, con la magistrale ‘opera diplomatica’ del nostro Ministro Terzi di Santagata, che ha appoggiato questa messa in scena, anch’egli ormai servo delle Corporation.
Dinanzi a questo scempio, un solo appello: “Fuori le Corporation dallo Stato”.

http://etleboro.blogspot.it/2012/06/una-nuova-guerra-per-il-presidente.html

Lettera

Adesso basta! :(

La Falsità

Planet X and Nibiru Second sun

Un giorno vedrò le facce di molti umani...e mi diranno ...guarda Dolby...c'è un secondo sole... li ho avvisati già ... ginocchiate a tradimento...così si godranno il secondo sole a terra... pecore!

Two suns/Nibiru on LIVE TV

UFO - 3 rings incredible moves across the sun, june 5, 2012.mp4

Avvistamento UFO causa il panico nelle strade del Maryland continua su

Telefonate alla polizia per l'avvistamento di un UFO, rivelatosi poi un drone militare. La gente, però, resta scettica sulle dichiarazioni ufficiali.
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UFO

Un UFO è stato avvistato in Maryland – negli USA – martedì notte, suscitando il panico per le strade. In realtà, pare fosse un drone militare, secondo quanto reso noto dalla polizia locale. Nonostante l’affermazione delle autorità, molte delle persone che hanno assistito all’avvistamentosono, però, rimaste della propria opinione.

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Secondo quanto dichiarato da Jamie Cosgrove, funzionario per gli affari pubblici presso la Patuxent River Naval Air Station, l’oggetto era “un drone chiamato X-47B“, aggiungendo che è la seconda volta che un drone di questo tipo vola nei cieli del Maryland. Il drone avvistato stava effettuando l’ultima tappa del suo viaggio, dopo essere partito dallaCalifornia, dove ha condotto la prima fase di test di volo. L’aereo, successivamente, ha dovuto sottoporsi ad altri test nel Maryland.

La polizia del Maryland ha reso noto di aver ricevuto diverse chiamate da cittadini preoccupati dall’avvistamento di martedì notte, fino a questa mattina. Il velivolo è stato poi coperto e trainato dal rimorchio di un camion per le strade del Maryland, particolare curioso che ha fatto innescare una serie di tweet – su Twitter – sul fatto che “gli alieni sono reali” e che, forse, non siano vere le dichiarazioni della polizia.

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L'Italia non deve aderire all'ESM. Ecco la mozione.

News Stefano!

http://www.palermoreport.it/notizie/litalia-non-deve-aderire-allesm-ecco-la-mozione 

PalermoReport e l'economista Lidia Undiemi tornano alla carica. I margini di tempo si restringono e gli italiani devono assolutamente impedire che il Governo ed il Presidente della Repubblica ratifichino l'ingresso del Paese nel Meccanismo Economico di Stabilità. Le motivazioni sono già state esaurientemente spiegate ed illustrate, ed inoltre vengono rimarcate dalla MOZIONE in allegato (Versione ITALIANA - ENGLISH Version). La mozione può essere scaricata, firmata ed inviata a tutti i politici, al Governo ed al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.Vi chiediamo di compilare il form presente su palermoreport.it, al fine di fornirci un'idea delle vostre adesioni. E' in ballo la sovranità nazionale. Si chiede:

  • ai parlamentari nazionali di esprimere voto contrario alla ratifica della modifica dell'art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell'UE;
  • al Presidente del Consiglio Mario Monti di spiegare ai cittadini italiani "luci ed ombre" del trattato ESM mediante dibattiti pubblici e di valutare proposte alternative di soluzione alla crisi;
  • al Presidente della Repubblica di non autorizzare la ratifica e di riferire pubblicamente le motivazioni del grande silenzio sui reali termini dell'entrata in vigore dell'ESM.

Cerchi nel grano a Camponogara


visto http://www.segnidalcielo.it/2012/06/crop-circle-a-camponogara-ve-compare-un-pittogramma/

L'Italia sta per cedere la propria sovranità economica. Ma a chi?

News Stefano!

Il dossier della protezione civile sul rischio tsunami in Italia e nel Mediterraneo: conoscere per prevenire

Il dossier inquadra il fenomeno del maremoto nel Mediterraneo e in Italia, a partire dalle differenze rispetto agli tsunami che si verificano negli Oceani.
Una pagina è dedicata agli eventi che storicamente hanno interessato l’area del Mediterraneo e l’Italia, da cui è raggiungibile anche un approfondimento sul maremoto che si è verificato a Stromboli nel 2002.
La terza pagina del dossier presenta il sistema di monitoraggio e allertamento attivo sul territorio nazionale mentre la quarta ne anticipa i possibili sviluppi, raccontando la partecipazione italiana – e in particolare del Dipartimento della Protezione Civile – al progetto NEAMTWS-North Eastern Atlantic & Med Tsunami Warning System, per la costituzione di un sistema di allertamento per il Nord Est Atlantico, Mediterraneo e Mari collegati. Sebbene calato sulla realtà geografica specifica, questo sistema prende a modello quello già operante nell’area del Pacifico, dei Caraibi e dell’Oceano Indiano, a cui dedichiamo un focus nell’ultima pagina.
Per mettere alla prova le conoscenze della popolazione rispetto a questo tema, è inoltre disponibile su questo sito internet il test “Rischio maremoto e prevenzione. Sei in campo, in panchina o in tribuna?”.

Cos’è un maremoto e come si verifica. I maremoti, o tsunami, sono fenomeni naturali che possono essere causati da eruzioni vulcaniche, frane sottomarine o forti terremoti con epicentro in mare. Quando i terremoti si verificano in mare, grandi masse d’acqua sono spostate con violenza dal basso verso l’alto, in corrispondenza della zona di frizione o subduzione delle placche tettoniche. Gli tsunami sono infatti caratterizzati da sequenze di onde lunghissime in cui la distanza tra una cresta d’onda e l’altra può raggiungere anche un centinaio di chilometri. Questi treni d’onde possono viaggiare per migliaia di chilometri nel mare aperto con una velocità che dipende dalla profondità dell’acqua. In aree marine profonde 4-5000 metri le onde possono viaggiare anche alla velocità di 800 chilometri orari.

In generale, la velocità di un’onda decresce rapidamente al decrescere della profondità dell’acqua. Tuttavia, mentre nelle acque basse la prima onda rallenta, la seconda, distante anche un centinaio di chilometri dalla prima, viaggia ancora alla velocità iniziale. Il risultato è che la distanza tra le onde decresce rapidamente e la massa d’acqua spostata si accumula, formando onde che si innalzano vertiginosamente.

Pochi minuti prima che l’onda si abbatta sulla costa, il suo arrivo provoca una forte risacca, che fa indietreggiare il mare anche di decine o centinaia di metri, mettendo allo scoperto una grande striscia di fondale marino. Il ritiro delle acque marine è un segnale premonitore dell’onda che sta per abbattersi sulla costa. L’onda di tsunami, che nell’oceano era alta solo pochi centimetri, può alzarsi, fino a raggiungere in alcuni casi i 30 metri sul livello della spiaggia. Le onde distruggono tutto quello che trovano davanti a sé, abbattendo costruzioni e trasportando verso l’interno per centinaia di metri ogni oggetto, anche estremamente pesante come automobili, camion, treni, battelli o navi di medio tonnellaggio.

I maremoti nel Mar Mediterraneo e negli Oceani. La forza di uno tsunami dipende, nel caso la sua origine sia legata ad un terremoto sottomarino, dalla magnitudo del terremoto e, successivamente, dalla capacità di spostare con violenza grandi masse d’acqua dal basso verso l’alto. Nelle aree di collisione tra placche tettoniche immediatamente prossime agli oceani si possono generare terremoti con magnitudo e frequenza di gran lunga superiori rispetto a quelli registrati nell’area mediterranea e le masse d’acqua in gioco sono notevolmente maggiori di quelle presenti in un bacino chiuso e meno profondo come il Mar Mediterraneo. Per questo, se si producesse un maremoto nel Mar Mediterraneo, non avrebbe sicuramente la stessa forza e intensità di uno che si sviluppa in un oceano. Ciò non toglie però, come storicamente dimostrato, che nell’area mediterranea a seguito di eventi sismici particolarmente energetici o di fenomeni franosi sottomarini, possano originarsi maremoti distruttivi anche a causa della forte urbanizzazione delle aree costiere.

Il Mediterraneo presenta un rischio rilevante di maremoto, non soltanto a causa della sismicità dell’intera area, ma anche per la presenza di numerosi edifici vulcanici emersi e sommersi. Il rischio dovuto ai maremoti può essere studiato considerando scenari di futuri maremoti, fondati anche sulle conoscenze storiche. I risultati di simulazioni numeriche elaborate negli anni e la conformazione stessa del bacino del Mediterraneo, evidenziano la differenza sostanziale con i maremoti che si originano negli oceani: i tempi di propagazione delle onde sono molto corti. A differenza del Pacifico e dell’Oceano Indiano, nel Mediterraneo la maggior parte delle possibili zone sorgente si trovano molto vicino alla costa ed il problema principale è quindi quello di poter dare l’allarme in brevissimo tempo (es. entro i primi 10 minuti). Da questo si deduce come il sistema di allertamento per l’area mediterranea deve necessariamente essere diverso da quello attivo nell’Oceano Pacifico, che costituisce comunque il modello di riferimento da seguire in questo settore.

Raffigurazione di un maremoto

Un elemento di fondamentale importanza da ricordare è che l’impatto del maremoto, così come di qualsiasi altro rischio, può essere mitigato attraverso la costruzione di strutture istituzionali e legislative, nonché il coinvolgimento e la diretta partecipazione dell’intera comunità sociale. Infatti un sistema di allertamento per la difesa dagli tsunami, oltre alla capacità della comunità scientifica di prevedere il possibile arrivo di un’onda, non può prescindere dalla consapevolezza del rischio da parte della popolazione e dalla conoscenza delle norme di comportamento da adottare in caso di emergenza.

I maremoti nel Mediterraneo. L’assetto tettonico del Mar Mediterraneo che risulta dalla collisione tra la placca euroasiatica e quella africana è molto complesso. Informazioni storiche, studi di settore e dati sismotettonici hanno permesso di identificare le maggiori aree sorgenti di tsunami, dimostrando che quasi tutte si collocano molto vicino alla costa o solo parzialmente sulla terra emersa; di conseguenza, il tempo di ritardo tra la generazione dello tsunami e l’arrivo dell’onda sulla costa è piuttosto breve. Le sorgenti più pericolose di tsunami nell’area mediterranea si trovano in coincidenza con la struttura Algerino-Tunisina (direzione E-W da Gibilterra verso lo stretto di Sicilia), Ibleo-Maltese (50 km dalla costa est siciliana) e l’Arco Ellenico (direzione NW-E da Cefalonia a Rodi).

Nella storia i maremoti che hanno interessato le coste del Mediterraneo sono stati 127; di questi, 90 circa si sono verificati nell’area del Mediterraneo centrale, ossia in Italia, Grecia orientale, Albania, Croazia e Algeria. La maggior parte degli eventi ha avuto carattere locale ed ha provocato gravi danni nelle vicinanze dell’area di origine; altri invece hanno avuto magnitudo catastrofica ed impatto regionale. In particolare, i maremoti più distruttivi dell’area del Mediterraneo si sono verificati in Grecia e in Italia, dove la maggior parte degli tsunami che si sono verificati è di origine sismica.

Raffigurazione di un'onda gigantesca

I maremoti in Italia. Storicamente si sono originati tsunami nell’area tirrenica e nell’area ionica. Quest’ultima è stata interessata da maremoti innescati da eventi sismici nelle isole greche dell’Egeo e da eventi nella costa calabra, nel crotonese. Anche la costa orientale della Sicilia è stata interessata da onde anomale, tra cui quella provocata dal terremoto dell’11 gennaio 1693 nella Val di Noto. La scossa, di magnitudo pari a 7.4, colpì la Sicilia sud-orientale e l’onda di maremoto che seguì la scossa provocò ingenti danni alle città di Catania e Augusta, nonché in maniera minore a Messina. Furono stimate intorno alle 35mila vittime del terremoto e del maremoto. Altro esempio è il terremoto di Messina del 28 dicembre 1908 di magnitudo 7.1 che causò un violento tsunami che investì coste siciliane e calabre. Circa 85.000 persone persero la vita, molte delle quali a seguito dell’onda di maremoto, alta una decina di metri.

Oltre che da fenomeni sismici, le onde di maremoto possono essere provocate anche da altre cause, come frane sottomarine. Lo dimostra l’esperienza di Stromboli nel 2002.

La rete per il monitoraggio sismico del territorio nazionale. La maggior parte dei maremoti che storicamente si sono verificati in Italia sono di origine sismica. Per questo motivo, anche per il rischio tsunami, uno dei centri di competenza di riferimento per il Dipartimento è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, responsabile del monitoraggio e della comunicazione degli eventi sismici che avvengono sul territorio italiano. In particolare, i segnali rilevati dalle stazioni sismiche distribuite sul territorio nazionale sono centralizzati nella sala di monitoraggio del CNT-Centro Nazionale Terremoti dove viene effettuata un’analisi in tempo reale dei segnali acquisiti. Ogni evento sismico di magnitudo superiore a 2.5 che si verifica sul nostro territorio viene comunicato alla SSI-Sala Situazioni Italia del Dipartimento della Protezione Civile.

Per migliorare la localizzazione dei terremoti, a partire dal 2002 l’INGV ha iniziato ad installare nuovi sensori a banda larga e a tre componenti che rappresentano oggi una delle realtà tecnologiche più avanzate a livello mondiale. Oltre le caratteristiche innovative dei sismometri, la Rete Sismica Nazionale è all’avanguardia per gli aspetti relativi alla trasmissione dati in real time, che utilizza sia sistemi di terra (internet e intranet), sia sistemi satellitari (tecnologia VSAT Libra della Nanometrics). Per il monitoraggio sismico del territorio italiano, alla rete sismica gestita dall’INGV, si affiancano le reti sismiche a livello euro-mediterraneo gestite da altri Paesi, anche se la loro copertura è estremamente disomogenea sia per numero di stazioni sia per le caratteristiche dei sensori installati.

Nell’ Accordo Quadro che il Dipartimento ha sottoscritto con l’Ingv il 2 febbraio 2012 e, in particolare, nell’Allegato A relativo alle attività di servizio – di cui fanno parte le attività di monitoraggio e di formazione, informazione e divulgazione – per la prima volta si fa esplicito riferimento al rischio maremoto, che viene individuato, come un tema importante al pari del rischio sismico e vulcanico. Ciò dimostra come anche su questo specifico rischio si stia avviando una rete di collaborazione e scambio di esperienze con la comunità scientifica italiana.

L’accordo con JRC-Joint Research Centre della Commissione Europea.
Su questo rischio il Dipartimento si sta attivando anche per rafforzare la cooperazione con la Commissione Europea. Un primo passo è stato fatto il 12 aprile scorso, con la firma di un accordo di collaborazione della durata di quattro anni con l’istituto JRC-Joint Research Centre della Commissione Europea, finalizzato a sviluppare e implementare congiuntamente un sistema di pre-allertamento in caso di tsunami nel Mediterraneo. Tra gli obiettivi dell’accordo, la condivisione di tutti i dati e di tutte le conoscenze già disponibili e di quelle che si andranno progressivamente acquisendo nel corso degli studi. In particolare, nell’ambito di tale collaborazione, il JRC ha messo a disposizione del Dipartimento i propri strumenti informatici per l’allertamento e il monitoraggio in tempo reale degli tsunami, incluso il database globale che, nella zona del Mediterraneo, contiene circa 8.000 scenari risultanti dall’elaborazione dei dati disponibili per le aree storicamente interessate da tale fenomeno. Insieme al database globale, è stato inoltre fornito il software di analisi degli tsunami per il calcolo del tempo di propagazione e dell’altezza dell’onda. Questi sistemi sperimentali sono stati ideati per supportare gli operatori coinvolti nella gestione dell’emergenza nella fase decisionale sull’eventuale evacuazione di alcune aree del Paese.

La Rete mareografica nazionale e il monitoraggio dei fondali marini. Oltre ad una rete di monitoraggio sismico del territorio nazionale, in Italia è presente una rete mareografica formata da 27 stazioni uniformemente distribuite lungo le coste Italiane e localizzate prevalentemente nei porti. In particolare a: Trieste, Venezia Lido, Ancona, Ravenna, Ortona, Vieste, Bari, Otranto, Taranto, Crotone, Reggio Calabria, Messina, Catania, Porto Empedocle, Lampedusa, Palermo, Palinuro, Salerno, Napoli, Cagliari, Carloforte, Porto Torres, Civitavecchia, Livorno, Genova, Imperia e La Spezia.

Tutte le stazioni memorizzano e trasmettono i dati raccolti in tempo reale al centro dati dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, con sede a Roma che provvede alla costruzione di database storici, con le osservazioni in tempo reale, dati relativi alle maree, etc., pubblicati annualmente sul bollettino dell’Istituto. Il sistema di trasmissione dati che è ora utilizzato per la rete mareografica si avvale della rete GSM/GPRS.

Per definire gli elementi di pericolosità dei fondali dei mari italiani, mitigare il rischio e gestire le emergenze è nato nel 2007 il progetto quinquennale MaGIC, finanziato dal Dipartimento della Protezione Civile, nell’ambito di un Accordo di Programma Quadro con il Consiglio Nazionale delle Ricerche-CNR.

Il sistema di allertamento attivo sul territorio nazionale. Anche per il rischio da maremoto, il sistema di allertamento attualmente attivo in Italia è quello istituito e regolamentato dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio 2004,inizialmente riferita solo al rischio meteo-idrogeologico ed idraulico e successivamente estesa a tutti i rischi, naturali e tecnologici.

Il sistema, già organizzato ed operativo a livello nazionale, identifica la catena di responsabilità all’interno delle diverse componenti della rete dei Centri Funzionali. Per gli eventi di tipo C – a cui possiamo associare i maremoti, per estensione e consistenza – è il Dipartimento della Protezione Civile l’unica struttura che ha l’obbligo di segnalare ed emettere bollettini ed avvisi di criticità o di allarme e di attivare il Servizio Nazionale di Protezione Civile. E’ infatti dotato di un suo Centro Funzionale – il Centro Funzionale Centrale – che ha anche il compito di produrre linee guida, procedure e standard operativi. Ai Centri di Competenza specialistici è invece affidata la responsabilità scientifica di valutazione e comunicazione dei dati necessari a definire il livello di rischio per la popolazione, le infrastrutture, le attività e l’ambiente.

Questo sistema sarà potenziato quando entrerà in funzione il progetto di NEAMTWS-Tsunami Warning System per l’allertamento nell’area del Nord-Atlantico, Mediterraneo e Mari collegati.

Il sistema di allertamento globale. I sistemi di allertamento da rischio maremoto o Tsunami Warning System hanno la funzione di raccogliere, distribuire ed interpretare, in maniera continuativa, tutti i segnali sismici disponibili e i dati relativi al livello del mare per individuare l’eventuale esistenza e propagazione di un’onda di maremoto. In base alle informazioni acquisite, predispongono tempestivi e chiari avvisi di allertamento per l’area di loro competenza, condividono e scambiano dati e informazioni con altri centri di ricerca nazionali e internazionali.

Il primo sistema di allertamento attivato comprende l’area dell’Oceano Pacifico - Pacific Tsunami Warning System e costituisce il modello di riferimento in questo settore. Nato nel 1968, è coordinato dall’IOC – Intergovernmental Oceanographic Commission, l’ente istituito dall’Unesco nel 1960 per promuovere la cooperazione internazionale nell’ambito della ricerca e della tutela degli oceani e delle aree costiere.

In seguito al maremoto del Sud-est asiatico del 26 dicembre 2004, l’IOC ha ricevuto il mandato di aiutare anche tutti gli stati membri dell’Unesco che si affacciano sull’Oceano Indiano a costituire il proprio sistema di allertamento dei maremoti (IOTWS Indian Ocean Maremoto Early Warning System). Ha inoltre iniziato a coordinare il processo di progressiva istituzione di analoghi sistemi di allertamento (EWS – Early Warning System) nei Caraibi (Caribe EWS) e nel Nord Est Atlantico, Mediterraneo e Mari collegati (NEAMTWS – North Eastern Atlantic & Med Tsunami Warning System).

Il progetto NEAMTWS per l’allertamento dell’area del Mediterraneo. Il progetto NEAMTWS prevede la costituzione di un sistema di allertamento da rischio maremoto per il Nord Est Atlantico, Mediterraneo e Mari collegati simile a quello già operante nell’area del Pacifico, dei Caraibi e dell’Oceano Indiano. Il progetto prevede che il NEAMTWS si strutturi in:

  • reti di monitoraggio intergrate a scala internazionale (sismico, mareografico, onda metrico);
  • una catena di allertamento composta da National Focal Points (NFPs, Punti di Contatto Nazionali), Centri nazionali di allertamento (NTWCs, National Tsunami Warning Centres) e Centri regionali di allertamento (TWPs, Tsunami Watch Providers)
  • nuove infrastrutture di allertamento e di comunicazione;
  • nuove procedure per l’allertamento e la comunicazione.

Vista la complessità del progetto, l’Unesco e in particolare l’IOC ha costituito una serie di Gruppi di lavoro con il compito di affrontare tematiche diverse: valutazione del pericolo, del rischio e degli scenari; misurazioni sismiche e geofisiche; misurazioni del livello del mare; consulenza, mitigazione e consapevolezza pubblica. Nell’organizzazione del sistema, sono state invitate a partecipare le principali istituzioni competenti.

L’Italia nel progetto NEAMTWS. Nel 2009 il Dipartimento della Protezione Civile ha proposto la sua candidatura come Centro regionale di allertamento (TWP, Tsunami Watch Providers), insieme a Portogallo, Francia, Grecia e Turchia, ovvero come punto di collegamento nella catena del sistema di allertamento che assicuri la disseminazione dei messaggi di allerta non solo verso la sua catena di allertamento nazionale, ma anche verso gli altri Paesi minacciati dall’evento in corso.

La proposta del Dipartimento, che è in via di attuazione fa riferimento, come modello organizzativo cui ispirarsi, a quanto è attualmente operativo a scala nazionale per il monitoraggio di fenomeni di maremoto, ossia al sistema nazionale di allertamento costituito dalla rete dei centri funzionali. La proposta suggerisce l’adeguamento ed il miglioramento degli standard operativi delle reti di monitoraggio, l’adeguamento necessario delle procedure operative e la distribuzione delle informazioni raccolte ai paesi costieri del Mediterraneo che sceglieranno di farsi allertare dall’Italia (piuttosto che da uno degli altri quattro candidati), secondo standard applicativi definiti nell’ambito del sistema NEAMTWS.

Il progetto NEAMTIC. Nell’ambito delle attività coordinate dall’IOC dell’Unesco, nel 2011 è stato avviato il progetto Neamtic - Tsunami Information Centre for the North-eastern Atlantic and the Mediterranean and connected seas – per realizzare un centro di informazioni sul rischio tsunami e sul sistema di allertamento nell’area del Mediterraneo. I Paesi partner di progetto sono Francia, Italia, Grecia e Portogallo; a cui si aggiungono, come sostenitori, anche la Turchia e l’Islamic Educational, Scientific and Cultural Organization-Isesco. Il progetto ha la durata di due anni ed è stato finanziato dalla Direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile (ECHO) dell’Unione europea. Tra i suoi obiettivi: fornire alle autorità di protezione civile informazioni sul sistema di allertamento per il rischio tsunami e sulle attività avviate nello specifico da IOC e dall’Unione Europea; promuovere percorsi di formazione su questi temi; aumentare la consapevolezza dei cittadini, soprattutto dei giovani, sul rischio maremoto per favorire l’adozione di comportamenti di auto-protezione; identificare, condividere e diffondere buone pratiche sulla pianificazione, sui metodi e sulle procedure per rafforzare l’attività di prevenzione del rischio; favorire il legame tra Unione Europea e IOC sulle azioni intergovernamentali e internazionali da intraprendere nel quadro di sviluppo del progetto Neamtws. I prodotti di informazione e comunicazione ad oggi realizzati nell’ambito del progetto sono disponibili sul sito http://neamtic.ioc-unesco.org/

Tsunami Warning System. Il modello dell’Oceano Pacifico

Nell’isola di O’ahu, alle Hawaii, dal 1948 è operativo il Ptws - Pacific Tsunami Warning System, un sistema di allertamento in caso di tsunami, costituito da una rete di 26 Stati del Pacifico in cui operano 30 stazioni tidali, ovvero stazioni che misurano l’altezza delle maree.

Il Ptws può usufruire del supporto di un altro centinaio di stazioni gestite dal Noaa - National Oceanic and Atmospheric Administration ed è in grado di ricevere dati da centinaia di stazioni sismiche in tutto il mando, attraverso il Neic - National Earthquake Information Center del Colorado. Il Ptws coordina inoltre le attività dei centri di allertamento tsunami di Alaska, Polinesia, Cile, Giappone e Russia.

Il recente tsunami del Giappone

Il sistema è in grado di calcolare il tempo di arrivo della prima onda di tsunami attraverso un modello che calcola la velocità delle onde, tenendo conto della profondità del bacino. Quando in un’area dell’Oceano Pacifico si genera un terremoto con magnitudo uguale o superiore a 7 della scala Richter, in meno di mezz’ora il Ptws è in grado di identificare l’esatta localizzazione dell’epicentro e la magnitudo del terremoto. Parte così l’allerta tsunami per tutte quelle aree che potrebbero essere colpite in meno di tre ore. Poiché il tempo necessario per avere conferma dello tsunami è più lungo di quello che serve a mette in atto le procedure di evacuazione, quest’ultime vengono immediatamente avviate.

Di solito la prima indicazione di un’onda di tsunami arriva dalla stazione tidale più vicina al luogo in cui le onde di marea appaiono più grandi e più rapide rispetto a quelle registrate normalmente. Tuttavia, il segnale di una singola stazione non è sufficiente: se l’anomalia non viene confermata dal Ptws attraverso la registrazione di altri segnali anomali, l’allertamento e l’avviso vengono annullati. Se invece lo tsunami viene confermato, si passa immediatamente dalla fase di attenzione a quella di allertamento e poi a quella di allarme, secondo questa procedura:

  • Tre ore prima dell’arrivo della prima onda le sirene lanciano il segnale di allerta. La popolazione sa che deve accendere la radio e seguire l’evoluzione del fenomeno attraverso le notizie e le indicazioni diffuse da tutte le stazioni.
  • Le sirene suonano di nuovo due ore prima dell’arrivo previsto, e poi ancora un’ora prima e mezz’ora prima. Questi segnali sono sempre accompagnati dalle informazioni diffuse dalle radio.

In caso di necessità è il personale della Protezione Civile che coordina le operazioni di evacuazione della popolazione, partendo dalle aree di costa più bassa che possono essere colpite per prime.

Il sistema di allertamento del Pacifico per la difesa dagli tsunami, oltre alla capacità della comunità scientifica di prevedere il possibile arrivo di un’onda, si fonda anche sulla consapevolezza del rischio da parte della popolazione e sulla conoscenza delle norme di comportamento da adottare in caso di emergenza. Accanto ad una serie di misure di prevenzione di tipo strutturale adottate sulle isole Hawaiane – ad esempio, edifici abitati dal primo piano in su e piano terra dedicato a parcheggi aperti – la strategia scelta dal Governo prevede la diffusione capillare di informazioni sul rischio e sui piani di emergenza, sia tra i residenti che tra i turisti.

http://www.meteoweb.eu/2012/06/il-dossier-della-protezione-civile-sul-rischio-tsunami-italia-e-nel-mediterraneo-conoscere-per-prevenire/139769/

Rischio sismico: i comuni dei Campi Flegrei adotteranno un piano d’emergenza condiviso

Si e’ tenuto stamane, nella stanza del sindaco del Comune di Quarto (Napoli), un vertice tra i rappresentati regionali della Protezione civile, tecnici e docenti dell’universita’ degli studi di Napoli ‘Federico II’ e i rappresentanti dei 5 comuni facenti parte del ‘Com9-Protezione civile’ ovvero Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida e Giugliano. Oggetto dell’incontro era lo studio e l’adozione di ”un piano di emergenza condiviso alla luce dei recenti eventi sismici che hanno visto l’Italia, colpita da calamita’ naturali con forti ripercussioni sulla popolazione, sul tessuto urbano ed infrastrutturale”, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente del Comune di Quarto, Domenico Alfieri. Pervenire ad un piano intercomunale di emergenza in ambito di Protezione civile che recepisca tutte le singole pianificazioni comunali “e’ indispensabile affinche’ le scelte pianificatorie di ognuno siano compatibili tra loro in una logica di funzionalita’ ed efficienza, nonche’ di razionale uso delle risorse disponibili”, hanno spiegato i responsabili della Protezione civile presenti alla riunione. ”Il tavolo tecnico organizzato oggi – hanno proseguito – e’ stato fortemente voluto da questa amministrazione che si sta distinguendo per le scelte importanti prese in tema ambientale; insieme agli altri comuni dell’area Com9 abbiamo concordato la necessita’ di individuare subito dei tecnici competenti comunali per avviare un tavolo operativo che possa immediatamente adottare un piano di emergenza intercomunale”. “E’ difficile prevedere calamita’ naturali come ad esempio un terremoto ma l’abilita’ dell’Amministrazione deve essere quella di poter agire immediatamente limitando i danni al patrimonio e, soprattutto, alle persone – la riunione di stamattina si indirizza in questo senso ossia nella scelta e nell’adozione di un progetto che si attui prontamente nel caso si verifichino calamita’ di questo genere”, ha chiarito, soddisfatto, il primo cittadino quartese, Massimo Carandente Giarrusso.

http://www.meteoweb.eu/2012/06/rischio-sismico-comuni-dei-campi-flegrei-adotteranno-un-piano-demergenza-condiviso/139762/

Un altro angelo‏

 

News Gerda!

venerdì 15 giugno 2012

THREE SUNS or NIBIRU or UFOs or ...

il male minore... lo Scrollone fatto bene...

Big blast from the sun

Legislatura 16ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 179 del 31/05/2012

News Stefano…

 

 

 

Legislatura 16ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 179 del 31/05/2012

(3240) Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES), con Allegati, fatto a Bruxelles il 2 febbraio 2012

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)  

Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 18 aprile scorso.

Il presidente relatore DINI (PdL) comunica che la settimana scorsa insieme al senatore Morando e agli onorevoli e Tempestini e Pianetta si è recato a Berlino sulla base di un invito della Presidente della Commissione Bilancio del Bundestag. E' tale Commissione infatti, presieduta dall'onorevole Petra Merkel del Partito socialdemocratico, ad avere la competenza in sede referente sui Trattati in esame.

I Governi italiano e tedesco avevano sollecitato questo confronto parlamentare, che è nello spirito di quella costruzione di un vero spazio pubblico europeo auspicato dal Trattato di Lisbona, ed esplicitamente previsto, con riferimento alle materie all'esame della Commissione dall'articolo 13 del Trattato sul cd Fiscal compact.

In questa prospettiva è stata condivisa l'idea di procedere in modo parallelo, Parlamento italiano e Parlamento tedesco, all'esame e anche al varo di questi importanti strumenti. 

Nell'esporre la posizione italiana, con il collega Morando, ha segnalato ai colleghi tedeschi la scelta operata dalla Commissione Affari esteri di discutere in modo congiunto sia il trattato istitutivo del Meccanismo di stabilizzazione sia quello sul cd Fiscal compact, benché giuridicamente distinti. Ritiene questi due atti strettamente connessi: sono le scelte contenute e cristallizzate nel Fiscal compact a poter garantire l'azione di un efficace meccanismo di stabilizzazione a livello europeo.

Tale opinione è generalmente condivisa anche dai colleghi tedeschi, anche se vi sono forze, segnatamente i Verdi, che propongono l'approvazione del MES prima e distintamente dal Fiscal compact. Scelta questa operata già peraltro da alcuni Paesi, per esempio la Francia e l'Olanda, che hanno già ratificato il Trattato MES ma non ancora il Fiscal compact.

Si è invece ribadita la stretta connessione tra i due strumenti, il che ha spinto il Parlamento italiano, con una scelta che ha preceduto l'esame stesso di questi Trattati, a procedere alla riforma dell'articolo 81 della Costituzione, poiché si è ritenuto che la garanzia della stabilità finanziaria sia un prerequisito indispensabile per garantire credibilità alla politica economica dell'Unione e dei suoi membri. Si è ricordato quanto sia stata grave la rottura del patto di stabilità del 2003, operata su iniziativa proprio dei Governi tedesco e francese.

A fianco dell'introduzione del principio dell'equilibrio di bilancio nella Costituzione, si sono ricordate le altre azioni intraprese dal Governo e Parlamento italiani per garantire l'obiettivo di un bilancio in equilibrio nel 2013. Oggi l'Italia ha un avanzo primario senza pari in Europa. Si sta chiudendo proprio in queste ore in Senato la prima lettura di un'incisiva riforma del mercato del lavoro. Si è proceduto al completamento della riforma del sistema pensionistico. A queste misure strutturali si affiancano quelle relative alle liberalizzazioni in vari settori dei servizi.

Questo complesso di misure non si può nascondere produrrà tuttavia effetti solo in un periodo medio-lungo. Oggi è indispensabile, non solo per l'Italia ma anche per la Germania e per tutta l'area dell'Euro, procedere ad interventi e misure che con decisione rilancino la crescita a livello europeo.

Personalmente giudica con favore il documento elaborato dal Partito Socialdemocratico tedesco. Invece, nonostante, le molte attese ritiene deludenti le conclusioni del vertice informale di Bruxelles della settimana scorsa. È indispensabile - è stato detto ai colleghi tedeschi - che in vista del Consiglio europeo del 29 giugno si arrivi ad un accordo politico su di un complesso di misure che rilancino la crescita a livello europeo, o che almeno mettano fine alle manovre speculative sulla possibile uscita del sistema euro.

Su tutto ciò sta maturando consapevolezza a livello dell'Unione, come mostrano sia il pacchetto di iniziative, varato proprio ieri dalla Commissione europea, sia l'accordo che si è raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo sui cd project bond nonché il voto del Parlamento europeo su ancor più innovative proposte in materia di eurobond.

Queste misure sono tutte al centro nel dibattito tra le forze politiche tedesche, ma, come si è potuto registrare, non si è ancora raggiunto un accordo.

La missione si è svolta nella giornata del 23 maggio scorso, all'immediata vigilia, non solo dell'incontro informale tra i Capi di Stato e di Governo, ma anche del primo incontro tra la Cancelliera Merkel e le forze politiche parlamentari tedesche per definire i tempi della ratifica dei Trattati. In Germania infatti l'autorizzazione della ratifica di questi Trattati richiede una maggioranza di due terzi; richiede dunque un voto che veda convergere le principali forze politiche del Paese, di maggioranza e di opposizione.

Gli esponenti della CDU, seppure con diversità di accenti, hanno insistito circa la necessità di pervenire ad una ratifica dei due Trattati prima della pausa estiva, gli esponenti della SPD si sono mostrati molto più reticenti circa i tempi, adducendo da un lato motivi di ordine costituzionale (relativi in particolare all'applicazione del principio di pareggio di bilancio ai Laender), ma soprattutto hanno mostrato di voler condizionare il proprio consenso a una decisa apertura da parte del Governo federale sui temi oggetto del documento citato.

Sotto questo profilo, si è avuta l'impressione che l'atteggiamento riservato sui tempi della ratifica (più di un interlocutore socialdemocratico ha detto di non considerare realistica una ratifica entro l'estate) sia piuttosto frutto di ragioni tattiche, che non di dubbi quanto al merito dei Trattati.

Rileva che un primo incontro negoziale tra le forze parlamentari si è svolto nella giornata di giovedì 24 apparentemente senza successo. Il prossimo incontro è fissato per il 13 giugno.

Si è consapevoli, ed è stato segnalato nel corso degli incontri, come i tempi della ratifica tedesca siano strettamente connessi con quelli politico parlamentari francesi. Solo all'inizio di luglio potrà essere operativo il nuovo parlamento francese. Di questo dato occorre tener conto. Si è anche consapevoli che i socialdemocratici tedeschi nei negoziati con il cancelliere Merkel relativi al calendario della ratifica, tengono in particolare conto delle esigenze dei colleghi di partito francesi.

Questo quadro rende particolarmente complesso l'iter della ratifica dei due Trattati non solo in Francia, ma anche in Germania. Di tutto ciò si deve tenere conto. Si è tuttavia consapevoli che la grave situazione in cui versa l'Eurozona richieda oggi decisioni rapide e chiare assunzioni di responsabilità.

In questa prospettiva la posizione che la delegazione parlamentare ha sostenuto a Berlino è stata quella di ritenere opportuna una rapida approvazione dei Trattati, preferibilmente prima della pausa estiva, da accompagnare però con una serie di misure da assumere a livello europeo in favore della crescita.

Su ciò si è auspicata una convergenza tra Parlamento italiano e Parlamento tedesco che potrebbe anche tradursi nell'approvazione, a fianco delle leggi di autorizzazione alla ratifica, di atti di indirizzo che impegnino i Governi a raggiungere un ambizioso accordo al Consiglio europeo del 29 giugno.

Su questa prospettiva si sono avute varie rassicurazioni. In particolare ricorda quanto ha detto il collega presidente della Commissione Esteri del Bundestag Polenz che ha condiviso l'importanza della collaborazione fra i due Parlamenti per trasmettere l'immagine di un'Europa coesa. Polenz ha anche colto l'occasione per esprimere il suo favore sulla proposta recentemente rilanciata dal ministro Schaueble di una designazione del prossimo presidente della Commissione europea da parte del Gruppo politico che risulterà maggioritario in seno al Parlamento europeo. Non è questa una posizione ufficiale del Governo tedesco e tuttavia è il segno di un condiviso impegno per rafforzare la legittimazione democratica delle istituzioni europee, nel segno di quanto anche era stato auspicato approvando delle risoluzioni a gennaio all'immediata vigilia dell'accordo politico che ha portato la firma del Trattato Fiscal compact.

Il relatore MORANDO (PD) nel condividere le considerazioni svolte dal Presidente riferisce a sua volta l'impressione avuta nel corso della missione a Berlino che vi fosse fra le forze politiche tedesche una sostanziale condivisione della scelta di politica economica di incentivare nei prossimi mesi lo sviluppo della domanda interna. Sia da parte della CDU che dell'SPD è stato valutato positivamente l'accordo contrattuale sull'aumento salariale nel settore dell'industria del 4,3 per cento, e in misura pertanto ben superiore al tasso di inflazione. Rileva inoltre che anche immediatamente dopo la visita italiana, affermazioni del rappresentante tedesco alla Banca Centrale europea e la Banca Centrale tedesca non hanno mostrato preoccupazione per il fatto che gli stabiliti aumenti salariali possano indurre ad una crescita dell'inflazione programmata.

È emersa invece nel corso degli incontri una difficoltà da parte tedesca nel definire, tra le varie forze politiche, una posizione chiara e univoca circa le misure da adottare per garantire chiare prospettive di crescita. Al riguardo il dibattito tra le forze parlamentari sembra essere, come segnalato dal Presidente, condizionato da elementi tattici legati a ragioni di politica interna.

Tutto ciò incide negativamente sul ruolo di leadership che la Germania deve necessariamente svolgere a livello dell'Unione.

Giudica invece importante l'affermazione del Presidente Polenz, ricordata dal presidente Dini, del favore con cui questo esponente del Parlamento tedesco giudica la proposta avanzata dal ministro Schaueble.

Auspica al riguardo che il Parlamento italiano, in occasione della ratifica dei trattati in titolo, possa formulare un indirizzo di sostegno verso tale ipotesi.

Il presidente relatore DINI (PdL) ribadisce la coerenza delle posizioni del Parlamento italiano e di quello tedesco sulla necessità di approvare contestualmente i Trattati in titolo, accompagnandoli con misure per rilanciare la crescita. Si tratta di misure da adottare con assoluta urgenza. Il prossimo vertice del 29 giugno rappresenta una data che rischia di essere troppo lontana, occorrendo fornire risposte tempestive alle preoccupazioni dei mercati.

Il senatore MARINI (PD) apprezza il prezioso lavoro svolto dalla delegazione parlamentare che si è recata a Berlino, condividendo a sua volta la preoccupazione del presidente relatore circa la necessità di adottare tempestivamente misure a tutela della moneta unica contro le manovre speculative dei mercati. A suo avviso, non è sostenibile per l'economia italiana emettere titoli del debito pubblico ad un tasso così elevato. Il sistema industriale ne risentirà inevitabilmente e potrebbe aumentare la tendenza alla delocalizzazione delle produzioni. Il Governo italiano, forte della sua riconosciuta autorevolezza, dovrebbe a suo avviso intraprendere ogni necessaria azione nei consessi internazionali affinché vengano adottate efficaci misure a tutela dell'economia europea in questo delicatissimo passaggio, segnatamente misure che permettano forme di mutualizzazione dei debiti pubblici dei Paesi europei.

Il ministro MOAVERO MILANESI rileva in premessa che mai come oggi si sta verificando in seno alle istituzioni dell'Unione europea e a livello bilaterale tra i partner un dialogo costruttivo su tutti i dossier. Tuttavia, la drammaticità della congiuntura economica impone l'adozione di decisioni incisive ed urgenti.

Si registra in numerosi Paesi europei una diffusa preoccupazione dei cittadini e dell'opinione pubblica, chiaramente evidente dal tasso di astensionismo e dalla discontinuità nel voto nelle consultazioni elettorali. Dal canto loro, sono comprensibili le ragioni che motivano oggi l'orientamento dei mercati.

L'impianto istituzionale dell'Unione sta mostrando, in questa difficile congiuntura, tutti i propri limiti. Se le istituzioni dell'Unione si stanno in questa fase muovendo correttamente, a livello dei Governi non si riesce, nonostante l'intenso dialogo, a pervenire a soluzioni che forniscano risposte chiare alla crisi in atto.

In numerosi Paesi europei si vive peraltro una delicata stagione politica per la concomitanza di consultazioni elettorali. Ciò non dovrebbe comunque far perdere di vista la necessità di tutelare il superiore interesse comune dell'Europa. Un dato significativo in tal senso è l'attenzione dimostrata anche dall'Amministrazione statunitense rispetto alla situazione europea.

Ritiene che l'Italia debba procedere con convinzione sulla via della partnership con la Germania tanto nella tempistica comune di autorizzazione alla ratifica dei Trattati in titoloquanto nel perseguire misure concrete a sostegno della crescita economica dell'Unione. L'aspetto economico risulta infatti al momento attuale certamente quello che richiede interventi più urgenti.

Ricorda che nello scorso vertice dei Capi di Stato e di Governo del 23 maggio si è apertamente affrontato il dossier eurobond e la questione del ruolo della Banca Centrale europea. Si è registrato sul punto il coagularsi di una maggioranza di Stati sulla mutualizzazione del debito; si tratta tuttavia di decisioni che devono essere assunte all'unanimità. Interessante appare la posizione inglese di deciso sostegno all'assunzione di decisioni di tale segno, pur non aderendo il Regno Unito all'eurozona, ma costituendo quella di Londra una delle più importanti piazze finanziarie mondiali che sarebbe penalizzata da una crisi dell'eurozona.

Riferisce quindi sulle possibili azioni da intraprendere con immediatezza.

Rispondendo ad una domanda del relatore   MORANDO (PD) fa presente che vi è un sostanziale accordo politico sull'emissione deiproject bond non essendo tuttavia ancora chiaro chi li emetterà. Le alternative possibili sono la Banca europea degli Investimenti stessa, ovvero l'ESM oppure soggetti privati che fruiscano di una garanzia pubblica europea. Quest'ultima è l'opzione preferita dai tedeschi. Il Governo di Berlino si è espresso a favore di una prima sperimentazione di questo strumento.

Con riferimento al futuro aumento di capitale della BEI, sarebbe importante procedere con sollecitudine per mantenere la valutazione del rating e la capacità di prestito dell'Istituzione. Occorrerà peraltro un contestuale accordo sulla contabilizzazione dei contributi dei singoli Stati nell'ambito del bilancio pubblico.

Per quanto concerne le ipotesi di ridefinizione della regola aurea classica, si tratta di un tema che viene discusso in sede europea senza posizioni invalicabili e nella consapevolezza della necessità di sostenere la domanda interna valutando attentamente la situazione economica dei partner europei più deboli. Già nelle ipotesi di finanziamento delle reti di trasporto transeuropee, il dibattito sui project bond è in fase avanzata e si tratta di uno strumento che nel medio lungo periodo potrebbe produrre risultati molto positivi. Inoltre, è di particolare interesse per l'Italia il dibattito sulla qualificazione come aiuti di Stato o meno dei fondi per la ricostruzione delle zone afflitte da calamità naturali.

Passando al tema degli eurobond, fa presente che le prospettive possibili sono molteplici. Si va dall'eventualità di emissione comune di uno stock di debito pubblico, all'emissione di titoli ad hoc per finanziare la parte di debito pubblico eccedente il 60 per cento del PIL alla individuazione di una cesura temporale che affidi il debito pubblico attuale alla responsabilità dei singoli Stati, mettendo invece in comune le future emissioni di titoli del debito pubblico. A tale ultima ipotesi osterebbe la giurisprudenza della Corte Costituzionale tedesca che individua in ciò una violazione dei trattati vigenti.

Questa obiezione a suo avviso potrebbe essere superata attraverso una puntuale ratifica dei trattati per i quali si può ricorrere anche ad una rapida procedura semplificata.

Riferisce quindi della situazione francese, ove si sta attraversando una delicata fase politica con il delinearsi di nuovi equilibri, e di quella spagnola, sempre più rischiosa per la condizione delle banche e del settore immobiliare. La posizione olandese è influenzata dalla prossima imminente consultazione elettorale. I Paesi nordici, dal canto loro, hanno le posizioni più intransigenti in materia, anche se considerano con grande attenzione e rispetto l'azione di risanamento intrapresa dal Governo italiano.    

Nei prossimi appuntamenti europei i temi più urgenti saranno quindi quelli delle misure da adottare per fronteggiare la delicata situazione economica, nell'auspicio che si crei una convergenza politica nel rispetto dei Trattati vigenti, ovvero ipotizzando, se necessario, limitate modifiche agli stessi.

Il presidente relatore DINI (PdL) ritiene che il prossimo vertice dei Capi di Stato e di Governo programmato per il 29 giugno sia una data troppo lontana, mentre sarebbe necessario un confronto più anticipato a livello europeo. Condivide infatti il rilievo del senatore Marini per cui l'emissione di debito pubblico italiano decennale ai tassi attuali sia insostenibile nel lungo periodo. 

Il ministro MOAVERO MILANESI fa presente che la data del 29 giugno è stata già fissata come la prima ulteriore consultazione a livello di Unione. Nel frattempo, tuttavia, il 17 giugno sarà una data significativa per lo svolgimento di decisive tornate elettorali in Grecia e in Francia.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 9,30.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=00663290&part=doc_dc-sedetit_isr-ddlbl_as3240reedtciimedsmcaf&parse=no

"IGNORANCE IS BLISS" CHEMTRAILS/HAARP SONG! SEXY! DANCE! VOTE RON PAUL!

News Gerda!

Avete visto la puntata di Misteri ieri su mediaset? Però ...il terreno era malato di metalli pesanti... sarà stato il contadino a fare il danno...certo perchè il contadino gli piace danneggiare la propria terra..occhio gente...vi piace dormire nella bottiglia? Dormi dormi Carolina ...che l'aria e doce! Dolbyjack!

Mes, verso la dittatura europea

News Stefano!

 

Cari Italiani… non so cosa dire…però se pensate che il nostro futuro sia solo il cel…la casa…l’auto…e il vestiario… senza parlare del cibo fatto di cacca… allora meglio perire adesso… non mi viene voglia di incitarvi a liberarvi da questa prigione…tanto…letto questo articolo… ritornate nel vostro mondo…fatto anche di incertezze…e se vi sta bene così…allora alla via così…però non dite  a nessuno dei Vostri Cari… Ti Voglio Bene… perchè è solo una vile bugia… meno male…che una cosa è sicura… la morte…l’unica fonte di gioia che mi da forza… libero di andare quando voglio…menefreghisti sempre… con la puzza sotto al naso… crudeli con i vicini e con chi non ha niente…il disprezzo--- ma si…questa è l’unica galera che merita la pecora…mangia merda… ci stanno per incastrare… quanti ne devono morire ? …questi osceni umani …senza affezione naturale…possa l’Euro bruciare con tutti coloro che lo venerano! Dolbyjack!

Enrico Piovesana

Il salvataggio delle banche spagnole – 100 miliardi di euro – potrebbe essere la prima operazione gestita dal Meccanismo europeo di stabilità (Mes): il nascente direttorio finanziario europeo che cancellerà ogni traccia residua di sovranità politica nazionale e condannerà gli Stati aderenti a un indebitamento forzoso senza limiti. Il nuovo organo sovranazionale, dotato di poteri quasi senza limiti e di totale immunità giuridica, dovrebbe diventare operativo a luglio, dopo la ratifica dei parlamenti dell’Eurozona. Composto dai ministri delle Finanze dei diciassette Paesi della zona euro, gestirà un fondo permanente che elargirà prestiti agli Stati in difficoltà imponendo rigidi piani di ristrutturazione economica. A foraggiare le casse del Mes saranno gli Stati stessi attraverso quote nazionali obbligatorie coperte da nuove emissione di debito.
E-il Mensile ha intervistato Lidia Undiemi, studiosa di economia dell’Università di Palermo che ha denunciato i rischi di questo organismo, rompendo la complicità di tutte le forze politiche parlamentari fino a lasciare il partito di cui faceva parte, l’Idv.

Johannes Simon (Getty Images)


Dottoressa Undiemi, cosa c’è che non va nel Mes?
Il Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes o Esm), evoluzione del dispositivo europeo per la stabilità finanziaria (fondo Efsf), non pare possa consentire un salvataggio dei paesi in difficoltà, che anzi verranno solo gravati da nuovo enorme debito. Il trattato Mes, poiché prevede l’istituzione di una organizzazione finanziaria intergovernativa, rischia di generare delle dinamiche speculative che potrebbero far piombare le nazioni coinvolte in una pericolosa “dittatura” finanziaria, visto che la concessione di liquidità in favore del paese in difficoltà dipende dalle “rigorose condizionalità” che lo Stato debitore si impegna a rispettare pur di ottenere il finanziamento.

Cosa significa “rigorose condizionalità”?
Questo dovreste chiederlo ai parlamentari, dato che attualmente la ratifica è in corso di valutazione al Parlamento nazionale. Senza l’autorizzazione di tale organo istituzionale, questo “governo” della finanza europeo che mira ad indebitare gli stati per salvare le banche non può essere realizzato.

Detto ciò, ragionando per ipotesi, è molto probabile che si tratti di politiche di austerità, così come accaduto in Grecia con gli accordi della Troika: taglio delle pensioni, riduzione dei dipendenti pubblici, etc. Tra le altre cose, lo Stato che non versa le quote dovute all’organizzazione Mes può essere sottoposto a non meglio precisate “procedure di sorveglianza multilaterale”.

Quanto deve pagare l’Italia al Mes?
Il fondo iniziale comune è stato stabilito in 700 miliardi di euro. L’Italia ne dovrà inizialmente versare 125, di cui 15 subito: i primi 6 miliardi già quest’anno. Miliardi che, secondo i primi documenti disponibili nel sito del Senato, saranno recuperati mediante l’emissione di nuovi titoli di debito con conseguente pagamento di ulteriori interessi, per le prime quote stimati attorno ai 120 milioni di euro.

Il parlamento italiano è pronto a ratificare?
Tutte le forze politiche che stanno in parlamento sembrano essere coalizzate a sostegno di questa idea di fondo “salva-stati”, tutti complici di questo progetto, senza eccezioni, basta leggere le mozioni presentate a fine gennaio in materia di politica europea. Sull’argomento regna in tutti i partiti un silenzio inconcepibile. Forse pensano che la responsabilità storica di questa decisione ricadrà sul tecnico Monti, ma il potere di fermare il Mes ce l’hanno i partiti che stanno in parlamento, e quindi se fra qualche anno saremo ridotti come la Grecia, devastata dall’austerità imposta dai poteri forti europei, i cittadini chiederanno il conto a questi politici.

Che fare dunque?
In Italia nessun politico sembra avere il coraggio di opporsi al Mes, quindi la ratifica arriverà come già è arrivata dalla Francia e dall’Olanda. Ma in Germania, Irlanda ed Estonia ci sono stati politici che hanno fatto ricorso contro l’incostituzionalità del trattato ovvero rivendicando l’erronea applicazione della procedura europea prevista per la modifica dell’art. 136 del TFUE che apre la strada al Mes. Bisogna stare molto attenti ad eventuali prese di posizione tardive e opportuniste. Non è escluso che se lo “stop” all’Esm arrivi dalla Germania i nostri rappresentanti facciano la fila per strappare il consenso dei cittadini che sono contro questa idea di Europa.

http://www.eilmensile.it/2012/06/12/mes-verso-la-dittatura-europea/

Nigel Farage sui Trattati Europei

News Stefano!


MSE Meccanismo europeo di stabilità

News Stefano!

E le pecore stanno a guardare...più vado avanti...e più mi fa schifo continuare a stare su questo mondo...
Dolbyjack!


Indonesia - Allerta per il vulcano Gamkonora

Indonesia - Allerta per il vulcano Gamkonora

Da ieri pomeriggio è stato di massima allerta per gli abitanti del Nord Est dell'Indonesia. A migliaia sono fuggiti dalle proprie case a causa del risvegliarsi del vulcano Gamkonora, che sta espellendo ceneri e fumi venefici. Le autorità del luogo hanno decretato lo stato di allarme.
Il Monte Gamkonora,con i suoi 1.560 metri, è il più alto dell'isola di Hamanera, ed ha una serie di crateri disseminati lungo una frattura che va da nord a sud.
L'ultima grande eruzione del Gomkonora risale al 1673, con un terremoto che generò uno tsunami il quale investì numerosi villaggi. E' un vulcano molto ativo che fra il 1562 e i 1989 ha avuto 12 fenomeni eruttivi e che il 10 luglio 2007 ha avuto una manifestazione particolarmente violenta che costrinse all'evacuazione circa 10mila persone.

http://www.ogginotizie.it/145574-indonesia-allerta-per-il-vulcano-gamkonora/#.T9uH-Bd1A8w

Ultime news da Ocean Explorer: abbiamo trovato qualcosa di anormale sul fondo del mare

Ultime news da Ocean Explorer: abbiamo trovato qualcosa di anormale sul fondo del mare

STOCCOLMA, Svezia, 15 giu 2012 – I ricercatori della Ocean Explorer durante le immersioni per l’osservazione del misterioso oggetto che si trova sul fondo marino, confermano di aver trovato qualcosa di anormale nei fondali marini

La Ocean Team X, scesa sui fondali marini del Baltico, cercando si scandagliare il misterioso oggetto a forma di cerchio, hanno incontrato qualcosa che mai hanno osservato prima. Inizialmente hanno pensato che fosse solo pietra o parte di un costone roccioso, ma dopo ulteriori osservazioni l’oggetto è apparso molto simile ad un enorme fungo, con queste misure: 10-13  x  3-4 metri di diametro,partendo dal fondo del mare, con i lati arrotondati e bordi irregolari. L’oggetto ha un foro a forma di uovo che conduce in esso partendo dall’alto, come fosse l’apertura di un sommergibile. In cima all’oggetto hanno trovato anche strane formazioni; un cerchio di pietre, quasi potevano  sembrare piccoli camini. Le pietre erano coperte di fuliggine o qualcosa di simile.

Durante i miei 20 anni di carriera subacquea, tra cui 6000 immersioni, non ho mai visto nulla di simile. Normalmente le pietre non bruciano. Non riesco a spiegare quello che abbiamo visto, e sono andato lì per rispondere a questi interrogativi,  ma quando sono andato a vedere da vicino, le domande si sono raddoppiate“, dice Stefan Hogeborn, uno dei subacquei di Ocean Team X.

Prima abbiamo pensato che era solo pietra, ma questo cerchio è un’altra cosa. Poiché nessuna attività vulcanica è mai stata segnalata nel Mar Baltico, il ritrovamento diventa ancora più strano,misterioso e intrigante. Come laici possiamo solo speculare come questo cerchio sia stato fatto dalla natura, ma non credo che sia cosi. Questo cerchio è la cosa più strana che io abbia mai visto, e lo dico come un sommozzatore professionista “, continua Peter Lindberg, uno dei fondatore di Ocean Team X, professore di Geologia Marina.

In questo momento, gli scienziati stanno esaminando campioni dell’oggetto e gli esperti di sonar imaging sono a lavoro per l’elaborazione dei dati dalla nave, sperando di far più luce sul misterioso oggetto.

Redazione Segnidalcielo

http://www.segnidalcielo.it/2012/06/ultime-news-da-ocean-explorer-abbiamo-trovato-qualcosa-di-anormale-sul-fondo-del-mare/

SOHO: passaggio di enorme ufo genera misterioso lampo su superficie solare

SOHO: passaggio di enorme ufo genera misterioso lampo su superficie solare

Ancora un misterioso oggetto catturato dal satellite SOHO della Nasa. Si tratta di una nuova immagine ripresa il 12 giugno 2012 , la quale mostrerebbe uno strano ed enorme oggetto a forma di doppio anello che si avvicina al sole, ad elevata velocità, prima di scomparire verso l’esterno dello spazio. Nel momento di avvicinamento massimo dell’oggetto alla superficie del sole è possibile notare un ulteriore ed interessante fenomeno, un lampo su tutta la superficie solare , come se avvenisse uno scambio energetico o magnetico ad alta intensità e velocità tra i due oggetti.

Dalle immagini estrapolate è presumibile considerare che lo stesso lampo avvenga in concomitanza con il passaggio dell’ufo accanto al corpo celeste e quindi potremmo supporre con buona probabilità che il fenomeno in essere sia stato generato o sia collegato allo stesso oggetto in transito, condizione questa che avvallorerebbe l’ipotesi dell’ oggetto reale e non di un difetto generato dal sensore della sonda SOHO.

Si tratta allora di un’astronave extraterrestre?

Le domande sorgono innumerevoli, dettate essenzialmente dai nostri dogmi, dalle nostre conoscienze e dal nostro attuale livello tecnologico .E’ attualmente inconcepibile per la mente umana che un’ipotetica astronave possa resistere senza il benchè minimo risentimento strutturale alla forza di attrazione solare,viaggiando poi a quelle straordinarie velocità e compiendo manovre fuori dall’ordinario.Inoltre se consideriamo che quell’oggetto ha un estensione in lunghezza e larghezza di qualche migliaio di km tutto questo appare ancor più fantascientifico.

Eppure se ipotizziamo possa trattarsi di un velivolo extraterrestre, quindi governato da intelligenze extraterrestri, non appare insensata l’ipotesi che alcuni esseri del cosmo abbiano sviluppato una tecnologia e una conoscenza superiore alla nostra tale da sovvertire anche le leggi fisiche a noi conosciute agendo inoltre con scopi a noi sconosciuti?Al lettore le proprie conclusioni.

fonte

http://www.segnidalcielo.it/2012/06/soho-passaggio-di-enorme-ufo-genera-misterioso-lampo-su-superficie-solare/

Incredibile a Nuova Delhi: fa troppo caldo, non c’è più acqua! Tre milioni a secco, situazione drammatica

Manca l’acqua da oggi in diverse zone della capitale indiana di Nuova Delhi, stretta nella morsa delcaldo estivo, a causa della decisione di interrompere i rifornimenti idrici da parte di uno Stato vicino. La capitale, dove 16 milioni di abitanti sono alle prese con una temperatura di 43 gradi, dipende da quattro Stati vicini per l’approvvigionamento idrico: l’Haryana, l’Uttar Pradesh, il Punjab e l’Uttarakhand. Il suo fornitore più importante, lo Stato di Haryana, da ieri ha chiuso i rubinetti, lasciando a secco totalmente o in parte circa tre milioni di persone a Nuova Delhi, secondo la Delhi Jal Board, agenzia governativa responsabile per l’approvigionamento idrico. Delle zone fra le più ricche della capitale figurano fra i quartieri colpiti. “L’Haryana si è rifiutato di fornire l’acqua a Nuova Delhi“, ha denunciato un responsabile della Delhi Jal Board, in condizione di anonimato. “Stiamo combattendo su tutti i fronti. Ogni minuto ci arrivano nuove proteste per la mancanza d’acqua“, ha aggiunto. Il capo del governo di Nuova Delhi, Sheila Dikshit, da parte sua, ha accusato lo Stato di Haryana, che si è difeso asserendo di voler risparmiare l’acqua per i propri abitanti, di “comportarsi assurdamente” con la capitale. “Non chiediamo nessun favore. Vogliamo quello che ci è dovuto“, ha tuonato in un comunicato. Nel culmine dell’estate, quando le temperature possono superare i 45 gradi, Nuova Delhi ha bisogno di 5 miliardi di litri d’acqua al giorno, secondo la Delhi Jal Board ma le imprese pubbliche di distribuzione sono in grado di assicurarne solo 3,8 miliardi di litri. Secondo un rapporto del governo federale che risale al 2010, il consumo pro capite di acqua a Nuova Delhi è più elevato che nella maggior parte delle città europee.

 

http://www.meteoweb.eu/2012/06/incredibile-nuova-delhi-fa-troppo-caldo-non-ce-piu-acqua-tre-milioni-secco-situazione-drammatica/139675/

Radio MPA: Puntata sulla famiglia Rockefeller

ERF - E ORA CI PIGNORANO LO STIPENDIO!

News Gerda!




http://youtu.be/r7nWuS2l5iA

ERF - E ORA CI PIGNORANO LO STIPENDIO!


Pubblicato in data 15/giu/2012 da 
Si chiama pignoramento dello stipendio, e molti di voi la conoscono come quella pratica odiosa cui un creditore può ricorrere per farsi pagare. Per dirla in parole povere: quel che guadagni ti viene decurtato di un quinto o di un terzo a vita, o fino a quando il debito non sia stato ripianato. E' odiosa perché, in qualche modo, seppure matematicamente sia a somma zero, non aggredisce il tuo patrimonio, ma ti toglie direttamente il futuro, per cui ti regala la sgradevole sensazione di essere un condannato nel braccio della morte, che vive solo per attendere l'ora della sua uccisione.

Dopo avere ideato fondi di stabilizzazione nei quali iniettiamo decine di miliardi; dopo avere ideato un meccanismo di stabilità per il quale pagheremo 8 miliardi entro l'anno e centinaia in prospettiva; dopo avere deciso che noi italiani dobbiamo pagare 20 miliardi per le banche spagnole, indebitandoci al posto loro, oggi le politiche strozza-popoli di quel nodo scorsoio economico nel quale si è trasformata l'Europa ne stanno inventando un'altra.

Si chiama European Redemption Fund (ERF per gli amici), cioè Fondo di Redenzione Europeo. L'idea è che, siccome siamo stati cattivi, ora dobbiamo essere redenti, come se ci fosse poi un unto del Signore in grado di confessare gli stati e comminare il giusto numero di Ave Marie economiche. Il peccato capitale è il debito pubblico. Fa niente che sia divenuto il male assoluto solo perché ci hanno tolto gli strumenti per rifinanziarcelo da soli, ovvero la sovranità monetaria: deve calare sotto al 60% del Pil e basta. Ma come fare? Difficile, in un momento in cui vige la religione dell'austerity, alla quale come monaci autoflagellanti ci imponiamo di obbedire - chissà, forse nella speranza di guadagnarci un posto nel paradiso dei neoliberisti -: le tasche so no vuote e sotto al materasso non c'è più niente.

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Ancora un misterioso oggetto catturato dal satellite SOHO della Nasa. Si tratta di una nuova immagine ripresa il 12 giugno 2012 , la quale mostrerebbe uno strano ed enorme oggetto a forma di doppio anello che si avvicina al sole, ad elevata velocità, prima di scomparire verso l’esterno dello spazio. Nel momento di avvicinamento massimo dell’oggetto alla superficie del sole è possibile notare un ulteriore ed interessante fenomeno, un lampo su tutta la superficie solare , come se avvenisse uno scambio energetico o magnetico ad alta intensità e velocità tra i due oggetti.




Dalle immagini estrapolate è presumibile considerare che lo stesso lampo avvenga in concomitanza con il passaggio dell’ufo accanto al corpo celeste e quindi potremmo supporre con buona probabilità che il fenomeno in essere sia stato generato o sia collegato allo stesso oggetto in transito, condizione questa che avvallorerebbe l’ipotesi dell’ oggetto reale e non di un difetto generato dal sensore della sonda SOHO.



Si tratta allora di un’astronave extraterrestre?




Le domande sorgono innumerevoli, dettate essenzialmente dai nostri dogmi, dalle nostre conoscienze e dal nostro attuale livello tecnologico .E’ attualmente inconcepibile per la mente umana che un’ipotetica astronave possa resistere senza il benchè minimo risentimento strutturale alla forza di attrazione solare,viaggiando poi a quelle straordinarie velocità e compiendo manovre fuori dall’ordinario.Inoltre se consideriamo che quell’oggetto ha un estensione in lunghezza e larghezza di qualche migliaio di km tutto questo appare ancor più fantascientifico.


Eppure se ipotizziamo possa trattarsi di un velivolo extraterrestre, quindi governato da intelligenze extraterrestri, non appare insensata l’ipotesi che alcuni esseri del cosmo abbiano sviluppato una tecnologia e una conoscenza superiore alla nostra tale da sovvertire anche le leggi fisiche a noi conosciute agendo inoltre con scopi a noi sconosciuti?Al lettore le proprie conclusioni.




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