Be Prepared!
Synthesis
La sincronicità delle piccole cose mi sorprende sempre.
E' molto che non trovo il tempo di scrivere qualcosa perAnticorpi, ma stamani (qualche giorno fa per chi legge) di buon ora, prima di dover andare a lavoro ho provato ad abbozzare due righe, ho scelto il titolo: "Be prepared!" e ho iniziato a scrivere.
Durante una pausa ho fatto la mia consueta "rassegna stampa alternativa" mattutina e la prima cosa su cui vado è questo video:
La didascalia afferma che si tratti del direttore della NASA Charles Bolden (ammetto di non conoscerlo: non sono un grande fan della NASA), e sta invitando a "be prepared!"
Le interpretazioni sono varie, qualcuno penserà: "ecco, è l'ammissione che sanno che sta per succedere qualcosa!" (2012 style) Altri ribatteranno: "e andiamo! è solo una generica precauzione!" (debunker style). I più maliziosi potrebbero aver pensato: "stanno per fare qualcosa di molto brutto!" (conspiracy style).
Qualsiasi sia il gruppo a cui potete essere affini, c'è una cosa su cui possiamo tutti concordare: quale che sia il motivo, il momento in cui viviamo è assai instabile e potenzialmente pericoloso.
Sentiamo ogni giorno parlare di "guerre e rumori di guerre", alcune delle quali rischiano di infiammarsi in breve tempo fino a diventare globali: le superpotenze hanno i nervi a fior di pelle (e sanno che la loro sopravvivenza è appesa ad un filo) e "qualcuno" ogni tanto sembra cercare disperatamente il pretesto per scatenare il più grande casino che l'uomo abbia mai visto.
C'è un bombardamento continuo riguardo ad una futura invasione aliena. Hollywood continua a sfornare storie (di cui onestamente non si sente il bisogno) che continuano a battere sul tema.
Fantascienza. Se non fosse che allo attento osservatore non sfugge il fatto che molti di questi costosissimi colossal e meno costosi telefilm sono spesso finanziati dalPentagono, e che molti analisti (ad esempio il dottor Greer) mettono in guardia da un tale scenario... o meglio, dalla simulazione di esso (false flag alieno).
A che pro? A pro loro, ovviamente.
Molti rimarranno scettici, ma ci sono tanti altri motivi, molto meno esotici, per "be prepared!".
E' innegabile che i 4 elementi siano in fermento e in questo e negli scorsi anni il numero di catastrofi naturali (o supposte tali secondo alcuni, tra i quali non io) e la loro intensità sia aumentato. I terremoti sono in aumento (7 su 20 dei maggiori terremoti degli ultimi 111 anni si sono verificati dal 2001 ad oggi), i vulcani attivi anche, i tornado negli Stati Uniti quest'anno hanno fatto il record, la Russia è stata devastata dagli incendi, e i maremoti hanno colpito gran parte del pacifico con una intensità e frequenza che non si vedeva da decenni.
Sapere se la causa è naturale (di routine o per grandi eventi cosmici) o artificiale non serve a molto nel momento in cui ci colgono alla sprovvista. Quel che serve invece è essere veloci di gambe e ben preparati. Saper accendere un fuoco o procurarsi acqua potabile è ben più utile nella urgenza del momento. In quel momento occorre "be prepared!"
Se confidate che queste cose succedano sempre agli altri e mai a voi e non volete crederci, allora potreste gettare un'occhio alla situazione economica mondiale. Ungaretti scrisse "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" e la dedicò ai "Soldati". Oggi la potrebbe dedicare alle economie dei paesi occidentali, tant'è che dopo tanto far finta di niente, ora seppur timidamente, persino i media mainstream stanno accennando al rischio di una catastrofe economica/sociale.
Dovremmo iniziare a pensare che quando succederà a noi, sia essa la serrata delle banche o dei distributori di benzina... sarà sempre meglio "be prepared!".
Fare "complottismo da salotto" può essere utile se spinge prima o poi a qualche tipo di azione, che sia l' attivo ricercare una soluzione alternativa alla degradante società in cui viviamo, oppure anche solo una preparazione interiore che ci permetta di superare meglio la perdita di ciò che abbiamo.
"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità" (Spiderman) e dal non fare niente quando si sa quanto sta per accadere si vede la stupidità. Se da una parte molti di noi dopo essere stati derisi per anni non vedono l'ora di poter dire "io ve l'avevo detto!" d'altra parte la soddisfazione durerà ben poco se qualcuno avrà la prontezza per rispondere "e se lo sapevi, perché non hai fatto qualcosa???"
E quindi, giusto informarsi, giusto informare, ma il momento di fare qualcosa è ADESSO. Domani potrebbe essere troppo tardi.
E allora, che fare?
Qualunque cosa, basta farla. Non partirò dalla prospettiva americana che dice "Armati!". Pensate di poter reggere una guerra? Non sapete nemmeno chi sono i nemici! Non è questo che intendo per "be prepared!".
Si può e si deve invece iniziare dalle piccole cose: imparare ad accendere un fuoco o a trovare acqua potabile. Ci sono un sacco di libri reperibili nella rete che insegnano come sopravvivere in situazioni estreme, è il caso di cercarli e di leggerli.
Si può preparare uno zaino per le emergenze dotato di tutto il necessario per sopravvivere quanto basta per trovare una sistemazione migliore.
Questo può essere un primo passo, ma può far la differenza tra la vita e la morte nel momento del bisogno, e la bella notizia è che non dovrete giustificarvi nemmeno troppo con chi vi sta attorno: non serve dirgli "è lo zaino per sopravvivere alla apocalisse", la scusa "voglio andare a fare trekking" potrebbe bastare. Oppure potete semplicemente dire: "meglio essere preparati!".
Questo va fatto adesso!
Chi ha un pò più di possibilità farebbe bene a considerare l'idea di farsi un orto (o imparare la teoria che ci sta dietro), perché dalla dichiarazione di "default" della Grecia ai supermercati vuoti in Italia il passo potrebbe essere breve. E chi vive in città sarebbe certamente più sicuro se si spostasse in campagna/montagna, o se almeno si facesse un piano di fuga decidendo dove andare in caso di ... qualunque cosa sia.
E ovviamente tutto questo è sempre meglio farlo in gruppo che da soli, perché un uomo solo non può fare nemmeno un terzo di cosa si può fare in due, altro che metà!
Ma la preparazione più importante è quellainteriore. La mente deve essere lucida e pronta. Ogni buon manuale di sopravvivenza inizia dicendo che lo atteggiamento mentale è sempre più importante di ciò che abbiamo nello zaino: chi ha voglia di lottare fino alla fine ha sempre molta più speranza di salvarsi di chi è rassegnato.
Si deve iniziare a pensare a quanto potrebbe accadere per farsi trovare pronti e preparati. Si deve anche imparare a controllare le propriereazioni emotive; non serve perdersi in un bosco di proposito per farlo, potete benissimo usare le opportunità che la vita vi mette di fronte ogni giorno: avete un capo, un figlio, un fratello, un insegnante che vi fa imbestialire? Imparate a controllarvi nelle vostre reazioni, a mettervi nei suoi panni e analizzare lucidamente il suo comportamento. Forzatevi a trovarne i lati migliori e se proprio non sembrano esserci, abbiate compassione di lui/lei e trattatelo con amore e rispetto, e più lui non ricambia, più voi dovete essergli grati per il servizio che vi sta fornendo.
Usate ogni momento della vostra vita per crescere ed imparare a controllarvi; in situazioni estreme questo farà la differenza tra la vita e la morte.
Un altro grande ostacolo sarà lo attaccamento. Si deve essere pronti a distaccarsi da ogni cosa, sia materialmente che mentalmente. Anche se può sembrare un atteggiamento rassegnato, in realtà è la base della maturità spirituale: tutto in questa vita è vano, la morte porterà via tutto ciò che di materiale c'è in ogni caso, tanto vale imparare a rinunciarci subito ("Io muoio ogni giorno" dice S. Paolo). Attaccarsi alla propria casa o al proprio terreno non eviterà che esso crolli sotto il terremoto o che sia saccheggiato.
Arriverà alla mente della persona non motivata la frase "che senso ha continuare a vivere?". La risposta è semplice: non lo stai facendo per te stesso, lo stai facendo per proteggere i tuoi cari, quindi è tuo DOVERE farlo.
La motivazione è essenziale, se non si ha motivazione non si hanno chances.
E' vero che chi scrive non crede nel concetto di "morte" per come è descritto dal materialismo imperante, ma è anche vero che l'essere vivi oggi, in questo chaos è una irripetibile possibilità di crescita per ognuno di noi, e va sfruttata al massimo adesso fino alla fine. Ogni esperienza fatta sulla terra diventa "un tesoro in cielo", e più difficoltà affronteremo nella nostra vita, più la nostra Anima sarà matura nella sua Vita.
Scrivo queste cose non per mettere paura; al contrario, cerco di spronarvi a fare qualcosa affinché la paura non vi assalga quando sarà il momento, sia esso dovuto alle congiunture economiche, alla evoluzione geopolitica, a disastri naturali e non.
Usiamo un sacco di tempo per informarci in rete, usiamone anche un po' per prepararci.
Chiudo ricordando un proverbio inglese che dice: "meglio essere giudicati da 12 che portati da 6". Il significato è che se l'alternativa è tra la vita e la legge, è la vita che ha la precedenza. Ma se la legge è la legge morale che risiede nel profondo di ognuno di noi, allora le cose sono diametralmente opposte. Riflettete su questo.
Nessun commento:
Posta un commento