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Ecco "Giovanna" mentre si avvicina minacciosa alle coste malgascie
Mentre l’Europa rimane nella morsa del gelo e delle nevicate, che stanno coprendo buona parte della regione carpatico-balcanica e l’Italia, sull’oceano Indiano meridionale prosegue con grande regolarità la stagione dei cicloni tropicali. Massima allerta in Madagascar in vista dell’avvicinamento del potente ciclone tropicale “Giovanna” che già entro le prossime ore, con le sue bande nuvolose più periferiche, dovrebbe raggiungere le coste nord-orientali della grande isola. La tempesta è nata nei giorni scorsi sull’oceano Indiano meridionale, sopra acque superficiali molte calde, con valori superiori ai+28° +29°, nel tratto di oceano ad nord-est delle isole Mauritius. Muovendosi verso le coste del Madagascar e i tanti atolli corallini che la circondano “Giovanni” ha acquistato una enorme quantità di calore latente e vapore acque dalla calda superficie oceanica, divenendo rapidamente un ciclone di 1^ categoria, con venti medi sostenuti che hanno superato i 120-130 km/h e raffiche di picco di gran lunga superiori. Avvicinandosi alle coste settentrionali malgascie il ciclone si è notevolmente rafforzato nelle ultime 24 ore, trasformandosi in un autentico mostro, con una intensa attività convettiva interna che ha continuato a sfornare enormi bande nuvolose a spirale che hanno ulteriormente strutturato il sistema, che in poche ore è riuscito a raggiungere la 3^ categoria della scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti cresciuti oltre i 170-180 km/h e raffiche di picco capaci di superare i 200 km/h. Secondo i recenti aggiornamenti “Giovanna” avrebbe lambito la 4^categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti di oltre i 200 km/h e raffiche ben superiori attorno l’occhio centrale.
La web-came dell'Andila beach Hotel, nel nord-ovest del Madagascar, mostra le prime bande nuvolose di Giovanna mentre si estendono sopra il nord del Madagascar
Le recenti immagini satellitari a microonde mostrano che “Giovanna” non ha ancora un occhio centrale ben definito, ed è molto probabile che il eyewall interno crollerà oggi dato che la tempesta viene sottoposta ad un ciclo di sostituzione dell‘occhio. Questo processo dovrebbe gradualmente indebolire la tempesta, quindi Giovanna potrebbe perdere un po’ di forza, rimanendo ancora un ciclone tropicale molto pericoloso per le coste orientali malgascie, anche in caso di un suo probabile declassamento alla 3^categoria, con venti medi sostenuti pronti a spirare fino a 180-190 km/h, con raffiche ben superiori. Tuttavia, il ciclo di sostituzione dell’occhio centrale avrà un risvolto negativo, favorendo una estensione dei violenti venti di uragano su un’area più grande. Le località della costa orientale malvasia che si trovano a circa 70-80 miglia dall’occhio del grande ciclone tropicale saranno spazzate da violentissimi venti di uragano, che soffieranno con raffiche di oltre i 140-150 km/h nelle zone particolarmente esposte. I furiosi venti inoltre potranno soffiare cosi intensamente da cagionare gravi danni alle aree forestali, sradicando o piegando molti alberi, anche di grandi dimensioni, lasciandone il segno per anni. Già a Toamasina si sta registrando una netta intensificazione del vento che al momento spira sostenuto da Ovest (dall’interno) con una media di 46 km/h. Su buona parte delle coste orientali si attiveranno, già dalle prossime ore, grandi mareggiate, con onde alte anche più di 7-8 metri che dovrebbero flagellare il tratto di costa compreso tra Tormalina e Mananyary.
L'immagine satellitare a Microonde mostra il processo della rigenerazione dell'occhio della tempesta
Le foreste di mangrovie, presenti lungo le coste orientali, dovrebbero riuscire ad attenuare gli effetti delle mareggiate sulle aree litoranee, smorzando l’impeto dei frangenti, anche se un ciclone di queste dimensioni potrebbe generare uno “Storm Surge” di quasi 2 metri, più che sufficiente per inondare i tratti costieri pianeggianti. Oltre ai venti violenti, che colpiranno una parte della costa orientale del Madagascar, da Mananara a Toamasina, l’avvicinamento di “Giovanna” causerà forti piogge e rovesci di pioggia torrenziali che nel giro di poche ore potranno scaricare accumuli di oltre i 250-300 mm sulle aree orientali dell’isola. Le precipitazioni superiori agli 8-9 Inches, all’incirca 200- 250 mm, in meno di 24 ore, si concentreranno lungo il centro del percorso di “Giovanna“. Purtroppo, già dalla prossima notte, le precipitazioni torrenziali, accompagnate dai fortissimi venti ciclonici, flagelleranno buona parte delle coste orientali del Madagascar, soprattutto nel settore centro-settentrionale, tra l’area del parco di Masoloa, le città di Mananara, Soanierana-Ivongo, Mambo e Toamasina. L’ingente quantità d’acqua causata dai potenti “Cluster temporaleschi” genererà vaste inondazioni e gravi danni al paese, mettendo in pericolo migliaia di persone che vivono sulle palafitte lungo le zone costiere e i grandi corsi d’acqua. Dopo aver effettuato il “landfall” Giovanna, nella giornata di mercoledi, dovrebbe spingersi verso il settore occidentale del Madagascar, perdendo gran parte della sua intensità, tanto da venire declassata a ciclone di 1^ categoria, con venti sui 120 km/h, ancora prima di rigettarsi sopra le calde acque del Canale del Mozambico.
La tempesta è probabile che possa rappresentare uno dei primi tre disastri più costosi della storia malgascia. I danni potrebbero essere superiore a quelli apportati dalle tempeste precedenti di simile intensità. Tutto per causa della brutale deforestazione che negli ultimi 30 anni ha colpito il Madagascar. Pensate che il Madagascar ha perso l’8.3 % della sua copertura forestale, tra il 1990 e il 2010, ed ora possiede solo il 22% di boschi e foreste, specie sulla parte orientale, dove molti lembi di foresta sono rimasti pressoché vergini. Purtroppo a causa della deforestazione, accelerata dal consenso delle autorità politiche locali, le forti piogge portate dal ciclone “Giovanna” rischiano di generare gravi inondazioni ed enormi smottamenti, con colate di fango di grandi dimensioni che potranno determinare danni molto considerevoli, sia alle strutture, le abitazioni e alle popolazioni locali. Il ciclone tropicale più forte e letale mai registrato in Madagascar era ciclone “Gafilo“ che devastò l’estremità settentrionale dell’isola il 7 marzo 2004. “Galfilo” raggiunte l’estremo nord del Madagascar come un ciclone di categoria 5 (il massimo grado della Saffir Simpson), con venti estremi, che nelle raffiche superarono i 260 km/h, mentre la pressione centrale scese sotto gli 895 hpa. Durante il passaggio ravvicinato sulla parte nord dell’isola il ciclone ha scaricato oltre 500-600 mm sull’isola, mentre i suoi violentissimi venti, assieme alle inondazioni, cagionarono la morte di oltre 363 persone. I danni si aggirarono per oltre 250 milioni di dollari. Con una pressione centrale di 937 hpa, “Giovanna”, a confronto, è una tempesta molto meno intensa rispetto al tremendo “Galfilo”.
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