Sembra quindi che stiamo assistendo ad un effetto domino: i militari stanno perdendo il controllo della situazione, dopo aver creduto di poter giocare con la natura, riuscendo a dominare ogni aspetto. Evidentemente così non è e si deve anche paventare che ulteriori azioni sui fragili equilibri del pianeta possano cagionare una deviazione della Corrente del Golfo. Le ripercussioni sull'economia e sui già minati ecosistemi sarebbero catastrofiche.

Lo stato più colpito da eventi meteorologici estremi è stato la Cina: qui si sono scatenate le più forti tempeste di neve degli ultimi sessant'anni e l'esercito è intervenuto per salvare 1400 persone intrappolate in un treno sommerso dalla neve. Fenomeni analoghi si sono registrati in Corea del Sud ed in Giappone. In Canada disastrose mareggiate hanno flagellato le province costiere. Le conseguenze a lungo termine delle manipolazioni con H.A.A.R.P. si sommano alla migrazione del polo magnetico (40 miglia in un anno) ed agli effetti provocati da un misterioso corpo celeste denominato dalla N.A.S.A. G1. 9".
[1] Le correnti a getto o jet streams sono flussi ad altissima velocità (circa 20-30 metri al secondo) che si generano tra stratosfera e troposfera, con direzione da ovest ad est, ad altitudini comprese tra 6 e 15 kilometri. La presenza di notevoli variazioni di temperatura in relazione alla latitudine determina forti correnti lungo i paralleli. Tra le jet streams, occorre citare quella subtropicale: essa varia in rapporto alla stagione per quanto concerne sia la posizione sia l’intensità, mentre la quota resta pressoché immutata, intorno ai 12 kilometri. Un’altra corrente a getto è quella associata al fronte polare: tale flusso può cambiare sia la sua posizione sia la direzione. A questo getto sono correlate le perturbazioni che interessano le medie latitudini.
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