
(04 aprile 2011) Lo ha detto l'uomo dei terremoti, lo conferma la Bibbia, ci andavano vicino persino i Maya. Sono solo alcune delle "solide prove" portate a supporto da chi diffonde, in rete e non solo, la notizia di un sisma che distruggerà Roma il prossimo 11 maggio. Una profezia talmente credibile che non si riesce neppure a capire da dove sia partita, ma che sta facendo preoccupare tanti e che non si ferma nonostante le smentite.
Basta fare una ricerca in Internet per trovare decine di pagine e siti che rilanciano la certezza di un terremoto nella Capitale tra qualche settimana.
L'origine della previsione viene identificata negli studi di Raffaele Bendandi (1893-1979), falegname di professione e sismologo per passione, che nella prima metà del ?€˜900 avrebbe anticipato alcuni eventi sismici, tra cui quello del Friuli nel 1976. La teoria di Bendandi sosteneva che ci fosse un diretto collegamento tra i terremoti e l'attività dei pianeti. In modo simile a quanto fa la Luna con le maree, l'allineamento planetario influenzerebbe quindi i fenomeni sismici: prendendo per buona questa teoria, ogni terremoto potrebbe essere previsto studiando i movimenti planetari. C'è solo un problema: Bendandi è morto nel 1979 e non ha mai profetizzato un sisma a Roma.
A smentire la bufala su questa previsione ci ha pensato Paola Lagorio, direttrice dell'Osservatorio La Bendandiana che studia gli scritti lasciati da "l'uomo dei terremoti", come la stampa dell'epoca aveva rinominato Bendandi. In una serie di interviste a televisioni, giornali, agenzie e persino su trasmissioni con un seguito numerico importante come 'Voyager', la Lagorio ha chiarito come in nessuna delle carte lasciate ci siano riferimenti a questo sisma. «Nelle carte ci sono giorni con riferimenti ad alcune possibili tempeste magnetiche, ma comunque non sono riportati nomi di luoghi. E, soprattutto, l'11 maggio non compare in alcun modo nelle date indicate», dice la Lagorio.
Come accade in questi casi, la profezia non si è fermata ed ha continuato per la sua strada, trovando altre declinazioni quantomeno singolari. Qualcuno ricorda che una parte degli scritti è andata distrutta, forse proprio quella con queste date inserite: verrebbe da chiedersi allora da dove sia saltato fuori l'11 maggio. Altri rievocano invece l'interpretazione biblica secondo cui il 21 maggio sarebbe il Giorno del Giudizio, trovando coerente un terremoto nella città simbolo della cristianità una decina di giorni prima. Non potevamo mancare le quartine di Nostradamus che parlano di una terra che trema e che farà crollare il "grande teatro riempito", per qualcuno da identificare come il Colosseo. Ciliegina sulla torta, la fine del mondo dei Maya del 21 dicembre 2012, che ha influenzato in un primo tempo la previsione del terremoto di Roma, da alcuni datata infatti 2012.
Le profezie elencate non si scontrano solo con l'impossibilità attuale di anticipare la data di un terremoto, ma si scontrano anche con i dati disponibili sul pericolo della zona. Secondo le mappe sul rischio sismico realizzate dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il comune di Roma è una zona di rischio 3 (guarda) in una scala da 1 a 4, in cui il 4 indica un rischio quasi nullo.
Per l'Ingv Roma è da definire come un comune che «può essere soggetto a scuotimenti modesti» e non a terremoti apocalittici. Più in generale però, in tutta la Provincia di Roma, non esiste un solo comune identificato come zona 1 di rischio sismico (come è possibile verificare su questo documento della Regione Lazio o in questa mappa interattiva realizzata dall'Ingv).
Persino le intensità macrosismiche rilevate nell'ultimo millennio nei comuni laziali identificano Roma come una città piuttosto tranquilla su questo fronte (guarda).
Resta da capire solo quanti romani attualmente credano possibile questo evento, tanto da giustificare uno spostamento o un viaggio. Su Facebook sono presenti diverse pagine che accennano alla catastrofe, ma nessuna riunisce un grosso numero di utenti e c'è persino chi
(04 aprile 2011)organizza un barbecue all'aperto per l'11 maggio.
Andando invece a guardare i trend di ricerca su Google di una serie di parole chiave collegate al terremoto, e riferite solo alla zona romana, si scopre che le ricerche sull'argomento hanno subito una crescita verticale nella settimana della tragedia giapponese, anche a causa dei siti che hanno rilanciato la profezia collegandola al disastro del Sol levante.
L'unica cosa certa è che l'11 maggio quest'anno cade di mercoledì, quindi un giorno poco adatto a una gita fuori porta. Chi, tra i romani, vuol credere a questa bufala dovrà inventarsi una scusa credibile per allontanarsi dal "terremoto apocalittico" mai previsto da nessuno ma di cui ormai si parla ogni giorno nei bar della capitale.
FONTE:Roma, 11 maggio: la super bufala - l’Espresso
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